SANITA’ CONSIGLIO COMUNALE DEL 24 NOVEMBRE 2016

27 novembre 2016

 

Il Consiglio Comunale di giovedì sera ha messo in evidenza ciò che la politica di questa regione e di Rimini vuole fare e cioè portare a termine la strisciante privatizzazione del sistema sanitario, senza che nessuno ne discuta.

Le parole del Direttore generale Tonini sono state parole vuote, finalizzate a cercare di giustificare col presunto riordino delle strutture sanitarie il progetto reale che è quello di favorire, anche in questa regione, la sanità privata a discapito dei cittadini a basso reddito.

E’ pacifico infatti che chi ha i soldi e un buon reddito va ormai dal privato così non perde tempo.

Chi si affida alla sanità pubblica viene assoggettato ad ogni possibile ostacolo e cavillo burocratico, anche col disagio di dislocazioni delle strutture ospedaliere lontane da casa.

Nel mio intervento ho detto che concordo sulla necessità di una riforma del settore che superi gli sprechi per ottenere efficienza, flessibilità, responsabilizzazione: tutte condizioni che sino ad oggi sono rimaste solo nella montagna di carte che la sanità ogni anno produce.

Ho, altresì, sostenuto che la conduzione manageriale della ASL non può significare compressione dei diritti del malato e delle persone.

Ho evidenziato, in particolare, che dal 2012 ad oggi in Emilia Romagna sono stati tagliati 1725 posti letto, è stata imposta la riduzione della spesa farmaceutica mediante la restrizione delle prescrizioni da parte dei medici, sono state tagliate le spese per le indagini preventive, si è dato vita alla distribuzione diretta del farmaco in contrasto con il servizio farmaceutico, è stata tagliata la durata della degenza post-operatoria e tutte queste misure non hanno sortito alcun effetto, per cui adesso questo Direttore si è orientato a “tagliare” anche i posti letto dei reparti di eccellenza.

Ho affermato che la riduzione della spesa la si potrebbe ottenere con un maggiore controllo sugli appalti che sono, come noto, la fonte di spreco e corruttela.

Ho ribadito che i cittadini non sono merce e che depotenziare i reparti di eccellenza fino a ridurre i posti letto a 3,7 ogni 1.000 abitanti è una aberrazione in dispregio della già precaria situazione dei malati.

Su queste affermazioni né il sindaco né il direttore Tonini sono stati in grado di replicare né smentire.

Per vero, il sindaco, da par suo, ha ritenuto di cavarsela con gli insulti e mi ha accusato di dire “cazzate”.

Non solo, leggo oggi che egli addirittura minaccia di denunciare una signora tuttora ammalata, che dal pubblico forse avrebbe usato una espressione poco cortese.

Purtroppo il renzismo vive oggi anche a Rimini, dove il Sindaco e tutta la maggioranza, insieme al Direttore Generale della ASL Tonini, affetti dal “delirio di onnipotenza”, sono pronti a calpestare il diritto alla salute dei cittadini, dimenticandosi che si tratta di un bene costituzionalmente garantito.

Avevo chiesto alla maggioranza, nella riunione dei capigruppo, di sottoscrivere il documento redatto dalla associazione Punto Rosa, per impegnare il Sindaco a chiedere al Direttore Generale Tonini di:

– mantenere la specificità territoriale della Chirurgia e senologia e di tutti i suoi professionisti per non disperdere il lavoro e la qualità cresciute in questi anni;

– mantenere la specificità territoriale della Chirurgia Senologica e di tutti i suoi professionisti;

– impegnarsi a non ridurre i posti letto della UOC di Chirurgia Generale;

– trasformare la attuale UOC della Chirurgia Generale di Santarcangelo in unità semplice di Chirurgia Senologica all’interno del reparto di Chirurgia Generale dell’Ospedale Infermi, lasciando invariati gli equilibri dentro la Breast Unit e nel territorio;

– conferire il ruolo di coordinatore delle chirurgie senologiche della Asl Romagna al direttore della UOC della Chirurgia senologica di Forlì.

Purtroppo la maggioranza lo ha rifiutato lasciando basiti l’opposizione ed il pubblico presente in Consiglio.

E’ singolare che la Regione ed il Comune si arroghino il potere di stravolgere il sistema sanitario regionale proprio ora che loro stessi, chiedono di esser dichiarati incompetenti su tutta la materia sanitaria in favore del governo centrale, mediante il sostegno alla riforma costituzionale, che come noto sottrae la sanità alle regioni.

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Il Prefetto offende i cittadini onesti

20 novembre 2016

Il giudizio espresso dal Prefetto di Rimini, in una intervista al Resto del Carlino, qualche giorno fa, verso coloro i quali esprimono valutazioni negative sulla collocazione dei clandestini lascia basiti.

“Ridicola ed aria fritta” è la qualificazione delle dichiarazioni di politici ed imprenditori che hanno manifestato la contrarietà alle decisioni del Governo di inviare a Rimini i clandestini sbarcati in Italia.

Spiace che un punto di riferimento istituzionale quale è il Prefetto si esprima in modo volgare ed offensivo verso i cittadini onesti che sono stanchi di vivere in una città con un alto tasso di criminalità le cui responsabilità ricadono,purtroppo, anche su questo Prefetto.

Io difendo la città e l’economia turistica di questa città che, in un periodo di crisi economica, non può essere affossata dalla dabbenaggine di amministratori e rappresentanti istituzionali.

Gli immobili alberghieri di Rimini compongono una impresa turistica che ha fatto la storia del Paese e rappresentano un importante comparto dell’economia regionale. La politica degli amministratori e del Prefetto della città, invece, concorrono allo sfascio di questa economia.

Al Sindaco chiediamo di promuovere tutte le azioni affinché il Prefetto chiarisca il proprio pensiero ovvero chieda il trasferimento perché Rimini non può essere guidata da Istituzioni che offendono i pensieri dei cittadini.


ESTERNALIZZAZIONE DEI SERVIZI SCOLASTICI: L’ASSESSORE SMENTITO DAL SEGRETARIO PROVINCIALE DEL PD

14 novembre 2016

Rimini, 14 novembre 2016

In Commissione di controllo e garanzia questa sera si è discussa la decisione dell’amministrazione comunale del sindaco Gnassi sulla esternalizzazione dei servizi scolastici.

Hanno partecipato le organizzazioni sindacali oltre alle rappresentanze degli insegnanti e dei genitori.

Il dibattito è stato molto acceso.

Come Lega Nord abbiamo ribadito che la decisione presa comporta l’inizio di un percorso senza ritorno a conclusione del quale la città sarà stata completamente privata di un servizio pubblico, costituzionalmente garantito, come quello della scuola.

E’ chiaro a tutti che la decisione dell’Amministrazione è la conseguenza “obbligata” di patti sottoscritti in campagna elettorale in “barba” a sindacati e genitori.

Il NO della Lega è un NO fermo senza se e senza ma. Il comune deve mantener ela scuola pubblica e di interrompere il processo di privatizzazione avviato.

Il comune di Rimini ha risorse finanziarie sufficienti per mantenere la scuola pubblica e non ha bisogno di tagli. Occorre dire No alle menzogne dell’amministrazione comunale che continua a minacciare i cittadini col ricatto: “privatizziamo” o “chiudiamo”. La Lega Nord non vuole partecipare al disfacimento morale della scuola pubblica.

De resto anche il Dirigente, dott. Bellini, ha detto che da questa privatizzazione non ci saranno risparmi.

Per gli amministratori “renzini” ormai la scuola deve essere privata e la delibera “non si tocca” ha affermato l’assessore Morolli …. ma è davvero un esponente del PD ad esprimersi in questo modo?

La risposta secca è però venuta dal segretario provinciale del partito di maggioranza, Juri Magrini, che ha bocciato la politica del Sindaco nella interpretazione dell’Assessore Morolli e del Dirigente Bellini, affermando che l’Amministrazione comunale non può tenere le relazioni con i cittadini come sta facendo adesso, deve cambiare passo.

Ha poi proseguito rafforzando il proprio pensiero lamentando il mancato ascolto degli interlocutori ed ha chiesto alla Giunta di azzerare questa improvvida decisione.

Tale intervento in politica ha un solo significato: “sfiducia” del PD nei propri amministratori, sindaco compreso, ovvero una sonora bocciatura di ciò che stanno facendo.

Se l’assessore fosse un politico serio, domani, rassegnerebbe le dimissioni per aprire in consiglio comunale un dibattito vero, ma siamo certi che ciò non avverrà perché lui ed i suoi compagni ….. tengono poltrona!


PIano integrato Distretto Rimini nord: il sindaco lascia soli disabili e vulnerabili

12 novembre 2016

Rimini, “Piano integrativo distretto Rimini Nord” (L.R. 14/2015). Il Carroccio vota NO e attacca la Giunta Gnassi. Pecci (LN): «Ignorate le fasce più deboli e i disabili. L’Amministrazione elargisce puro assistenzialismo e preferisce fare altro»

«Per la Lega Nord non è tollerabile che l’amministrazione Gnassi continui a rimanere indifferente ai bisogni di disabili e persone vulnerabili (a Rimini esistono ancora le barriere architettoniche!) “dirottando” risorse a loro riservate per fare altro» – a dirlo è Marzio Pecci, capogruppo del Carroccio in consiglio comunale: «con questo atto, infatti, il Comune non mette a disposizione delle persone disabili e svantaggiate l’importo stanziato dalla Regione, ma lo utilizza per fare del puro assistenzialismo.»
Molte le perplessità di Pecci, che nel proprio intervento ha così motivato il voto contrario del gruppo leghista alla delibera di Giunta discussa ieri in consiglio comuale: «la delibera lascia ampia discrezionalità all’Amministrazione nella scelta dei beneficiari degli stanziamenti e non contiene la descrizione dei profili di fragilità, perché non sono state previste “graduatorie aperte” degli aventi diritto.»
Rigettate dalla maggioranza anche tutte le proposte avanzata della Lega tra cui: «impiegare una parte del finanziamento di € 1.200.000,00 per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di disabili e svantaggiati (invalidi fisici, degenti di istituti psichiatrici, oltre ad altre fasce deboli come persone fragili, vulnerabili e a rischio povertà), agevolazioni fiscali per quelle imprese che assumono disabili e svantaggiati, creare una strategia integrata per far fronte ai loro bisogni, ottimizzando al meglio le risorse disponibili, realizzare un progetto di co-housing per le persone fragili e vulnerabili che sono sole.»