Amministrative Rimini 2016: Una botta d’orgoglio

10 Mag 2016

Oggi consegno ai miei elettori le riflessioni maturate dopo una giornata trascorsa ad incontrare: cittadini, imprenditori, albergatori, commercianti, casalinghe, giovani, disoccupati, gente perbene.
Comune, provincia, società municipalizzate, banche, compresa la Cassa di Risparmio, sono coinvolti in un sistema clientelare che la Procura della Repubblica ha chiamato “Sistema Rimini”.
Questo Sistema ha penalizzato la città facendola “rimanere al palo” per oltre sessantanni e poichè esso riguarda le istituzioni a cui il sistema politico non è estraneo si apre, nella politica riminese, il problema della “questione morale”.
Il trasformismo di qualche forza politica e quello di alcuni caporali senza truppa che hanno tentato di giustificare con il tramonto delle ideologie apre invece il problema della moralità che deve essere affrontato apertamente perché è una priorità per la città.
La questione morale, non è solo corruzione, di cui sembra che anche Rimini non ne vada esente, ma è, soprattutto, assenza di etica nei comportamenti di chi amministra e cioè la inadeguatezza degli amministratori pubblici (Comune, Provincia, Fiera, Palacongressi, Hera, ecc.) ad affrontare i bisogni dei cittadini, i loro problemi e lo sviluppo della città.
Purtroppo l’etica vera, quella che non parla di diritti, ma di doveri non è riscontrabile nei comportamenti dei politici della maggioranza di questa amministrazione gnassiana.
Dalla gente emerge che la maggioranza dei cittadini riminesi, dopo questa ultima esperienza di governo Gnassi desideri una amministrazione che possa rappresentarli insieme ad un progetto politico che rinnovi la città attraverso l’efficienza della p.a., la meritocrazia e l’equità nelle relazioni tra cittadino e comune.
Il programma elettorale della coalizione che ho composto e che mi sostiene, senza se e senza ma, pone al centro il cittadino. Per cambiare Rimini dobbiamo fare in modo che le norme di vita ritrovino le loro radici nei valori fondanti della comunità riminese e non in quella rampante futile del PD gnassiano.
Occorre, per dirla con le parole del compianto Silvano Cardellini “una botta d’orgoglio”.
Noi vogliamo avere il coraggio di assumere il dovere di rinnovare radicalmente le istituzioni locali ritornando ai valori fondanti della Rimini del dopoguerra, quella operosa, quella del coraggio, quella del rischio, quella delle cambiali, mettendo insieme tutte le forze che accetteranno il nostro programma, il programma che porterà Rimini oltre ad essere un “brand” mondiale ad essere sicura, nuova e bella.

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