AMMINISTRATIVE RIMINI 2016: UNA NUOVA STAGIONE DI CORAGGIO E DI AUTOREVOLEZZA

24 maggio 2016

Parliamo quotidianamente del problema sicurezza. Rimini è diventata città ad alto tasso delinquenziale ed ha un responsabile con nome e cognome e paternità: sindaco Andrea Gnassi, nato PCI, PDS, DS e Partito Democratico.
In nome e per conto delle persone perbene non posso tollerare che le Associazioni di categoria, i Sindacati (CGIL, CISL e UIL) ed i rappresentanti delle Istituzioni tacciano per servire un sindaco imputato che sarà chiamato a processo, ancora una volta, il 10 giugno in piena campagna elettorale.
Io non ci sto.
Da candidato a Sindaco della coalizione di centro destra (Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Uniti si Vince), per la prima volta compatta, a cui ieri hanno dato la loro adesione i Riformatori Liberaldemocratici, sento il dovere di lanciare l’allarme sul deficit di sicurezza e di legalità del nostro territorio.
Si comincia a vedere che tra tante persone per bene, nelle transazioni, ci sono quelli che accettano soldi senza farsi troppe domande.
E’ quell’allarme che la Procura Generale della Corte d’Appello, ogni anno, all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario lancia: quello della criminalità organizzata!
La politica, per avere autorevolezza, ha bisogno di persone per bene, non un candidato a sindaco imputato; la città ha bisogno di conoscere le ragioni politiche per le quali il sindaco è imputato. La città ha bisogno di conoscere, soprattutto in questo periodo e prima del voto, lo stato delle indagini su Acquarena e Tecnopolo.
Il sindaco Gnassi tace come se la legalità fosse un sottoprodotto della politica!
Invece no! L’inaffidabilità non genera solo sfiducia, ma determina una reazione che si spinge fino ai confini della ribellione. Il sindaco non tiri troppo la corda!
Io non voglio più subire una città che che è efficiente solo per gli amici degli amici ed è prepotente con i deboli e le persone fragili.
Chiudo ricordando la riflessione dell’on. Luciano Violante quando, da Presidente della Commissione Antimafia, riferendosi all’Emilia Romagna, argomentò sulla presenza mafiosa: “State cercando l’animale sbagliato. Cercate la piovra, come al sud, e invece dovreste cercare un pescecane, che non controlla il territorio militarmente, ma si mangia politica ed economia. Morale, etica e salute. Futuro”.
Ecco il mio appello alle persone per bene perchè mi aiutino a fermare la criminalità, diversamente il Pescecane si mangerà Rimini.
Ecco come Sindaco aprirò una stagione di coraggio e di autorevolezza e questa sarà la mia risposta concreta alla collettività civile riminese.
Per me, per i miei figli e per tutte le persone perbene io mi impegno per dare ai miei concittadini una Rimini “sicura, nuova e bella”.

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AMMINISTRATIVE RIMINI 2016: sentenza della Corte dei Conti contro il Comune di Rimini per danno erariale. Assunzione senza titolo

12 maggio 2016

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE DEI CONTI
SEZIONE GIURISDIZIONALE
PER LA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
composta dai seguenti magistrati:
dott.Luigi di Murro Presidente
dott. Francesco Pagliara Consigliere
dott. Massimo Chirieleison Consigliere relatore
VISTI il regio decreto 13 agosto 1933, n. 1038 ed il decreto-legge 15 novembre 1993, n. 453, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 gennaio 1994, n. 19;
VISTI gli atti ed i documenti di causa;
UDITI nella pubblica udienza del giorno 5 novembre 2014 – con l’assistenza della Dott.ssa Lucia Caldarelli – il relatore, consigliere Massimo Chirieleison, il Pubblico ministero rappresentato in udienza dal Vice Procuratore regionale dott. Marcello Iacubino, l’avvocato Cristina Ursuleo e l’avvocato Ferdinando Pinto, per i convenuti;
ha pronunziato la seguente
SENTENZA
nel giudizio di responsabilità iscritto al n.R.G. 43849, proposto ad istanza del Procuratore regionale presso la Sezione giurisdizionale per la Regione Emilia Romagna della Corte dei conti nei confronti dei Sig.ri, G. A., nato a OMISSIS, B. R., nato a OMISSIS, B. G. L., nato a OMISSIS, I.I., nata a OMISSIS, P. M., nato a OMISSIS, R. N., nata a OMISSIS, S. J., nato a OMSSIS, V. S., nata a OMISSIS rappresentati e difesi dal Prof. Avv. Ferdinando Pinto ed elettivamente domiciliati presso Io Studio Fata alla piazza Cavour n.2 e C.L., nata a OMISSIS rappresentata e difesa dall’Avv. Cristina Ursuleo ed elettivamente domiciliata presso Io Studio di quest’ultima in Modena, via Canalino,36.
FATTO
1. Con atto di citazione, depositato in data 6 febbraio 2014 e regolarmente notificato, il Sostituto Procuratore Generale presso la Sezione giurisdizionale per l’Emilia-Romagna, ha convenuto in giudizio, innanzi a questa Sezione della Corte dei conti, i signori in epigrafe, per sentirli condannare al pagamento di somme per presunti danni erariali, causati al Comune di OMISSIS per effetto e quale conseguenza dell’attribuzione dell’incarico, ai sensi dell’art. 90 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL – d.lgs. n. 267/2000) di “Capo di Gabinetto del Sindaco” al sig. S. F., avvenuta con provvedimento del Sindaco dott. A. G. in data 15.07.2011.
2. Nell’atto di citazione, l’organo requirente riferisce che la nomina del sig. F. era avvenuta in forza di un atto di incarico del Sindaco del Comune di OMISSIS, dott. A. G. (prot. 109225 del 15.07.2011), a sua volta preceduto da due delibere della Giunta Comunale – nn. 216 e 217, entrambe in data 12.07.2011. Con tali delibere la Giunta aveva provveduto, rispettivamente, a modificare il Regolamento comunale sull’ordinamento degli uffici e servizi, prevedendo la possibilità di istituire uffici di supporto al Sindaco o alla Giunta (delibera n. 216) e a istituire la figura del Capo di Gabinetto exart. 90 TUEL (delibera n. 217/2011).
3. La Procura erariale precisa che in data 20.07.2011, il sig. F. veniva assunto con contratto individuale di lavoro subordinato a tempo determinato sino alla scadenza del mandato amministrativo, sottoscritto, per il Comune, da parte della dott.ssa L. C., Segretario generale dell’ente.
Al sig. F. venivano attribuiti il profilo professionale di “Capo di Gabinetto del Sindaco e della Giunta”, l’inquadramento corrispondente alla Categoria “D” – posizione economica D1 del vigente CCNL Regioni Enti Locali, il trattamento base proprio della categoria di inquadramento e un “emolumento unico” (o indennità “ad personam”) ex art. 90 TUEL, quantificato dalla Giunta in euro 38.000 annui per 12 mensilità.
3.1. Con successivo contratto individuale di lavoro, decorrente dall’1.11.2013, in esecuzione della delibera di Giunta n. 290 del 5.11.2013, l’inquadramento del sig. F. veniva rideterminato dalla cat. “D”, alla cat. “C”, posizione economica “C1”, del CCNL Regioni – Autonomie locali. Contemporaneamente veniva soppresso l’emolumento unico ex art. 90, stabilito dalla Giunta stessa nella precedente delibera n. 217/2011 nella misura di euro 38.000, sostituendolo con l’erogazione al sig. F. del trattamento economico accessorio, ordinariamente previsto dal CCNL di comparto per la categoria di inquadramento.
3.2. Riferisce la difesa dei convenuti che ciò sarebbe avvenuto – come si dà ampiamente atto nelle premesse della Delibera di Giunta n. 290 del 2013 – in considerazione del fatto che gli uffici dell’amministrazione comunale, mentre in un primo momento avevano ritenuto non necessario il possesso del diploma di laurea per la copertura delle posizioni di staff ex art. 90 TUEL, anche sulla base di un unico precedente giurisprudenziale in tal senso (Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per la Puglia, 17.04.2007, n. 241), in seguito avevano cambiato orientamento sulla base di nuovi indirizzi della giurisprudenza contabile, condivisi anche dalla Procura regionale (la quale aveva chiesto chiarimenti al Comune di OMISSIS ed aveva successivamente formulato un invito a dedurre).
3.3. In forza del regolamento comunale per l’organizzazione degli uffici e dei servizi (oggetto di modifiche apportate nella stessa seduta della Giunta comunale del 12.7.2011, approvate con la delibera n. 216), la disciplina così dispone: Al titolo V (“Accesso agli impieghi, il Capo I, composto dagli arti. 53 -e 54, pone i “Principi generali” e, in particolare, l’art. 53 (“Modalità di assunzione. Programmazione del fabbisogno di personale”) prevede al comma 2 che “L’Ente può altresì ricorrere ad assunzioni a tempo determinato, nel rispetto della disciplina legislativa vigente in materia, per: … b) personale dipendente da assegnare agli Uffici di supporto del Sindaco o dei singoli Assessori, secondo quanto previsto dall’art. 90 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e dall’art. 10 del presente Regolamento…” Il successivo art. 55 (rubricato “Requisiti generali per l’accesso” e oggetto proprio di una delle modifiche apportate dalla delibera di giunta n. 216 del 12.7.2011), prevede che“possono accedere agli impieghi presso il Comune di OMISSIS i soggetti che possiedono i seguenti requisiti: … e) possesso dei seguenti titoli di studio: … – per l’accesso ai posti della categoria D: laurea (L); – per l’accesso ai posti della categoria D3: laurea magistrale (LM) o specialistica (IS) o diploma di laurea del vecchio ordinamento (DL); – per l’accesso ai posti di qualifica dirigenziale: laurea magistrale (LM) o specialistica (LS) o diploma di laurea del vecchio ordinamento (DL)”.
Sottolinea l’organo requirente che tale previsione si pone, peraltro, in necessaria coerenza — stante la natura di fonte sovraordinata — con le declaratorie e le previsioni di cui al CCNL Regioni ed Enti locali 31.3.1999.
4. Il Comune, con la Delibera N° 290 del 5.11.2013 procedette, a far data dal 1° novembre 2013:
a) al reinquadramento della figura professionale del Capo di Gabinetto del Sindaco dalla categoria D alla categoria C, di cui al CCNL per il personale dipendente di Regioni e Autonomie locali sottoscritto in data 31 marzo 1999;
b) a rideterminare, a decorrere dalla medesima data, il trattamento economico fondamentale ed accessorio previsto per tale figura e, per l’effetto, eliminando l’emolumento unico sostitutivo del trattamento economico accessorio previsto dai contratti collettivi (c.d. indennità ad personam), siccome quantificato dalla sopra citata deliberazione n. 217/2011 in Euro 38.000 all’anno;
c) a stabilire che, a decorrere dal 1° novembre 2013, al Capo di Gabinetto spetti, in luogo dell’emolumento unico di cui all’art. 90, comma 3 TUEL, il trattamento economico accessorio previsto dai contratti collettivi del personale dipendente di Regioni e Autonomie locali.
5. La Procura regionale ha quindi ritenuto, sulla base dell’emergenza probatoria descritta, la sussistenza di tutti gli elementi costitutivi della responsabilità amministrativa in capo ai convenuti, contestando loro un danno arrecato al Comune di OMISSIS.
5.1. La Procura riferisce che il danno erariale si è prodotto fino al 31.10.2013, atteso che in esecuzione della delibera di G.C. n. 290 del 5.11.2013, veniva stipulato un nuovo contratto con decorrenza 1.11.2013 le cui clausole, relative al trattamento economico, non prevedono più l’indennitàad personam sostitutiva, ma un meccanismo di quantificazione e liquidazione conforme al CCNL.
Fino al 31.10.2013, il danno erariale arrecato al Comune di OMISSIS viene quantificato nell’indennità ad personam che sarebbe stata calcolata in maniera del tutto sproporzionata tenuto conto della qualifica non dirigenziale del posto di capo di gabinetto, nonché nella retribuzione “tabellare” in concreto corrisposta a un soggetto assunto in assenza del titolo di studio necessario per la qualifica di inquadramento.
Il danno viene quantificato complessivamente in € 133.110,00, pari agli oneri retributivi a carico dell’ente per il periodo luglio 2011-ottobre 2013.
5.2. Ferma rimanendo l’autonomia della voce di danno relativa alla eccessiva indennità ad personam, in via subordinata rispetto alla configurazione del danno pari all’intera retribuzione, e ove venga dai convenuti assolto l’onere della prova della “utilità” conseguita dalle prestazioni lavorative rese, l’atto di citazione ravvisata comunque l’ingiustizia del danno rapportato al differenziale tra la retribuzione tabellare prevista per la posizione economica D1 (€ 1.763,89) e quella prevista per la posizione economica C1 (€ 1.679,14) corrisposta per 27 mensilità fino all’ottobre 2013.
5.3. Per quanto concerne la voce di danno relativa alla indennità ad personam, la stessa viene quantificata in via equitativa nella somma di 28.000,00 annui al lordo degli oneri riflessi. Essendo tale indennità corrisposta per 27 mesi, il danno ammonterebbe a 65.300,00.
6. Con distinte comparse di costituzione e risposta depositate nella segreteria della sezione in data 15 e 16 ottobre 2014, tutti i convenuti si sono costituiti in giudizio.
6.1. Il segretario generale C. L., si costituiva in giudizio con propria memoria di costituzione e risposta in data 15 ottobre 2014, con la quale eccepisce in sintesi che:
a) Né il Regolamento di organizzazione degli Uffici e dei Servizi del Comune di OMISSIS, citato dalla Procura regionale, né, a ben vedere, l’art. 90 del TUEL, anche nella formulazione vigente all’epoca dei fatti, né, infine, il CCNL di comparto prevedono la necessità della laurea per ricoprire l’incarico di Capo di Gabinetto o comunque per le posizioni di staff ex art. 90;
b) la recente modifica all’art. 90 del TUEL, apportata dal d.l. n. 90/2014, poi convertito dalla legge n. 114/2014, introducendo il comma 3-bis della norma, avrebbe comportato la possibilità di prescindere dal titolo di laurea e la possibilità di parametrare il trattamento economico del predetto personale a quello dirigenziale;
c) la dott.ssa C. non aveva alcun potere discrezionale o valutativo circa l’individuazione del candidato alla posizione di Capo di Gabinetto, la successiva nomina, l’attribuzione di mansioni, l’inquadramento e la definizione del trattamento economico del F.. Tutto ciò rientrava, come da vigente Regolamento sull’ordinamento degli uffici e servizi del Comune di OMISSIS, nell’esclusiva competenza del Sindaco e della Giunta comunale;
d) ribadisce che la stessa si è limitata a fornire il supporto amministrativo alle decisioni autonomamente assunte dagli organi politici nell’ambito delle competenze loro proprie, e dunque alla medesima non è possibile imputare alcun comportamento colpevole o negligente, anche in relazione al fatto che la questione relativa alla necessità del possesso della laurea non era affatto pacifica in giurisprudenza.
6.1.1. In ordine alla quantificazione del danno ritiene che il trattamento economico fondamentale e quello accessorio, propri della categoria D, o in subordine della categoria C del CCNL enti locali, siano comunque dovuti al sig. F. quale giusto corrispettivo per le prestazioni effettivamente rese a favore dell’ente, anche nella denegata ipotesi in cui il Collegio ritenga rilevante la carenza del diploma di laurea e quindi sussistente il danno erariale. Contesta altresì la quantificazione del danno operata dalla Procura, sia pure nella misura “minore” e in via subordinata, nell’importo corrispondente al “differenziale tra la retribuzione tabellare prevista per la posizione economica D1 … e quella prevista per la posizione economica C1 corrisposta per 27 mensilità fino all’ottobre 2013”, allorché il sig. F. è stato “reinquadrato” nella cat. C. A tal proposito precisa che lo stipendio tabellare mensile indicato dalla Procura a pag. 17 della citazione non sarebbe corretto perché non tiene conto del necessario aumento derivante dall’indennità di comparto, dovuta sia per la cat. C1 che per la D1 (art. 33 CCNL 22.01.2004), né del fatto che occorre calcolare i ratei di tredicesima mensilità, per cui non sarebbe corretta la cifra di 27 mensilità riportata a pag. 17 della citazione (luglio 2011-ottobre 2013), dovendosi considerare almeno 29 mensilità.
6.1.2. In ordine all’altra voce di danno, la c.d. indennità “ad personam”, ovvero l’emolumento unico corrisposto ai sensi dell’art. 90 TUEL, la difesa ritiene che dovrebbe inoltre essere decurtato dal totale del danno indicato in citazione, il salario accessorio nella misura massima proprio della cat. D, o in subordine della cat. C (come rideterminato nella delibera di Giunta n. 290 del 2013), o in alternativa quantomeno l’importo ammesso dalla Procura a tale titolo, pari ad euro 10.000 annui (euro 38000 meno 28000 cfr. pag. 12 della citazione), e cioè € 22.916,64 per tutto il periodo.
A tal fine produce in udienza la nota prot. 0206838 del comune di OMISSIS, con la quale l’ente locale attesta gli emolumenti corrisposti al F., in qualità di Capo di Gabinetto, nei distinti periodi in cui lo stesso risultava essere inquadrato inizialmente nella categoria D-D1 e, successivamente, nella categoria C-C1.
6.2. Il sindaco e i consiglieri si sono costituiti con unitaria memoria difensiva, formulando eccezioni difensive simili a quelle sopra riportate, aggiungono che in capo agli stessi non sia configurabile la colpa grave quale presupposto della responsabilità erariale, avendo provveduto ad acquisire il parere di regolarità tecnica favorevole da parte del segretario generale, fondato su una giurisprudenza contabile ritenuta favorevole a non ritenere necessario il titolo di laurea per l’attribuzione dell’incarico di capo di gabinetto. Aggiungono, sul piano dell’elemento soggettivo e a dimostrazione della loro buona fede che, a seguito della segnalazione da parte della Procura di un diverso indirizzo giurisprudenziale, l’amministrazione si attivò provvedendo al ricollocamento del F. in categoria C-C1 del CCN di lavoro del personale non dirigente.
7. Nel corso dell’udienza le parti hanno ribadito oralmente la sostanza delle argomentazioni svolte negli scritti già depositati. L’Avv. Ursuleo ha depositato il documento dianzi citato.
Il pubblico ministero si è riportato alle deduzioni contenute in citazione, chiedendone l’integrale accoglimento.
DIRITTO
1. La fattispecie di illecito contabile perpetrata in danno del Comune di OMISSIS all’esame di questa Corte, è costituita dall’assunzione del Sig. S.F. in qualità di Capo di Gabinetto del Sindaco e la conseguente corresponsione al predetto di emolumenti corrispondenti alla categoria D, posizione economica D1, in assenza dei requisiti minimi per accedere a detto inquadramento economico per non aver egli conseguito il titolo di studio del diploma di laurea, come richiesto dal CCNL enti locali all’epoca vigente.
L’azione erariale, si palesa fondata e, come tale, va accolta, affermando la responsabilità dei convenuti nei termini che seguono.
2. Innanzitutto è importante ribadire come il quadro normativo, ermeneutico ed applicativo di riferimento sia sostanzialmente chiaro ed intellegibile nei suoi contenuti.
2.1. In base allo stesso regolamento comunale per l’organizzazione degli uffici e dei servizi del comune di OMISSIS (oggetto di modifiche apportate nella stessa seduta della Giunta comunale del 12.07.2011, approvate con la delibera N°216), la disciplina era assai chiara. Infatti, il medesimo regolamento, agli artt. 53 e 54, prevedeva espressamente la possibilità del ricorso ad assunzioni a tempo determinato di personale dipendente da assegnare agli Uffici di supporto del Sindaco, secondo quanto previsto dall’art. 90 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267. Il successivo art. 55 (disciplinante i “Requisiti generali per l’accesso” e oggetto proprio di una delle modifiche apportate con delibera di giunta n. 216 del 12.7.2011), prevedeva chiaramente il possesso del titolo di studio della laurea, per l’accesso ai posti della categoria D. Tale previsione si pone, peraltro, in
necessaria coerenza — stante la natura di fonte sovraordinata — con le declaratorie e le previsioni di cui al CCNL Regioni ed Enti locali 31.3.1999, allegato A.
2.2. Il Collegio ritiene pertanto che, così come per gli altri requisiti generali per l’accesso all’impiego (cittadinanza italiana, età, idoneità fisica, godimento dei diritti politici, assenza di condanne penali ostative e di pregressi licenziamenti, destituzioni o dispense da pubblici impieghi), il possesso del titolo di studio richiesto per la categoria di inquadramento sia necessario per qualsiasi tipo di contratto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato e anche presso gli uffici di supporto. Non contestato risulta il fatto che il sig. S.F. non avesse, all’epoca dell’assunzione, il titolo di studio richiesto per l’accesso alla categoria D, corrispondente al profilo contrattuale. Questo giudice contabile reputa di conseguenza illegittimo l’inquadramento del F. in una categoria alla quale non poteva accedere, atteso che ai lavoratori della categoria D sono attribuite, ex CCNL, attività caratterizzate da conoscenze pluri-specialistiche con un grado di esperienza pluriennale che richiedono una base teorica acquisibile con un diploma di laurea e ritiene non corretto che al F. sia stato corrisposto un trattamento economico (stipendio base, emolumento sostitutivo ex art. 90, terzo comma, TUEL ed altri trattamenti accessori) per una categoria professionale (categoria D) alla quale non poteva, per carenza del diploma di laurea, avere accesso.
4.1. Parimenti, non si ritiene convincente l’argomentazione difensiva in base alla quale gli Uffici comunali avrebbero giudicato non necessario, per la copertura del posto di Capo di Gabinetto, il possesso dei requisiti ordinariamente prescritti per l’accesso ai posti di organico ascritti alla categoria D ed, in particolare, il possesso del diploma di laurea e ciò sulla base della valutazione circa l’assenza di compiti gestionali affidati alla figura del Capo di Gabinetto, facendo leva sulla differente formulazione delle disposizioni dettate dall’art. 90 TUEL e dall’art. 110 TUEL.
I convenuti richiamano l’unico precedente giurisprudenziale rinvenuto, il quale, a loro dire, avrebbe affermato non esserci necessità per il ricorso a collaboratori esterni da adibire agli uffici di diretta dipendenza degli organi di indirizzo politico-amministrativo, “né della dimostrazione dell’inidoneità del personale interno a svolgere le predette funzioni, né al possesso del diploma di laurea (Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale per la Puglia 17 aprile 2007, n. 241).
5. Il Collegio ritiene prive di pregio le argomentazioni svolte dalle difese.
I convenuti infatti, tendono ad avvalorare un supposto orientamento giurisprudenziale (ancorchè unico e costituito dalla citata sentenza della Sezione Pugliese della Corte dei conti), che avrebbe ritenuto non necessario il diploma di laurea per la copertura delle posizioni di staff. Orientamento successivamente mutato dalla Corte dei Conti, che avrebbe formulato nuovi indirizzi non più favorevoli e che avrebbero indotto l’amministrazione comunale ad adottare la Delibera N°290 del 5.11.2013, reinquadrando, a decorrere dal 1° novembre 2013, la figura professionale del Capo di Gabinetto del Sindaco dalla categoria D alla categoria C di cui al CCNL 31 marzo 1999, rideterminando, a decorrere dalla medesima data, il trattamento economico fondamentale ed accessorio previsto per tale figura e, per l’effetto, eliminando l’emolumento unico sostitutivo del trattamento economico accessorio previsto dai contratti collettivi (c.d. indennità ad personam).
5.1. Il Collegio reputa che la lettura del quadro normativo e giurisprudenziale, così come fatta dalla difesa dei convenuti, non possa essere accolta.
Il mutamento dell’orientamento giurisprudenziale che le difese sostengono essere stato assunto dalla magistratura contabile nella subiecta materia, in realtà non c’è mai stato, in quanto in nessun precedente giurisprudenziale si è mai affermato la necessità del possesso del titolo di studio della laurea per ricoprire il ruolo di capo di gabinetto. Questa stessa Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti (cfr. Sentenze Emilia-Romagna NN° 92/2014 e 115/14 ) ha sempre evidenziato che “il possesso del titolo di laurea in capo al nominando Capo di gabinetto non si evince in modo esplicito dalla normativa richiamata (art. 90, d.lgs. n. 267 del 2000) e neppure dal regolamento di organizzazione dell’ente locale vigente ratione temporis; neppure detto requisito può dirsi desumibile dai vigenti principi di organizzazione anche di ordine costituzionale quale, in particolare, quello che si fonda sulla distinzione tra politica e amministrazione; infatti, proprio l’attività di supporto del Capo di gabinetto all’azione del Presidente della Provincia avente la natura di “indirizzo politico” esclude in radice che il Capo di gabinetto possa interferire con l’attività squisitamente gestionale dei dirigenti per i quali si assume quale necessario requisito soggettivo il possesso del titolo di laurea”.
Lo stesso precedente della Corte dei Conti pugliese citato dalle difese, in realtà dice tutt’altro.
In tale pronuncia, riguardante una diversa fattispecie di assunzione di un collaboratore esterno per le esigenze della segreteria particolare e dell’ufficio stampa, senza previa stipula di contratto di lavoro subordinato, si dice chiaramente che “da un lato, l’art. 90 del D.lgs. n. 367/2000 non prevede affatto tale necessario requisito culturale (il diploma di laurea), dall’altro, parte attrice non spiega per quali ragioni l’incarico di addetto alla segreteria particolare del Presidente ed all’ufficio stampa fosse equiparabile ad una funzione direttiva, per la quale, giusta gli operati riferimenti contrattuali e normativi, è richiesto, ai fini dell’accesso all’impiego, il possesso del diploma di laurea”. In altre parole, anche in tale pronuncia, si ribadisce che per l’accesso ad una funzione direttiva e quindi per l’inquadramento nella categoria D, è necessario il diploma di laurea.
5.2. Com’è noto, l’art. 90 del D.Lgs. 267/2000 dispone che il Regolamento degli Uffici e dei Servizi possa prevedere la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del Sindaco, della giunta e degli assessori per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge.
In riferimento alla configurazione giuridica del rapporto instaurato con i soggetti che fanno parte dell’ufficio di staff, la norma specifica che “al personale assunto con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro del personale degli enti locali”. Il terzo comma aggiunge: “con provvedimento motivato della giunta… il trattamento economico accessorio previsto dai contratti collettivi può essere sostituito da un unico emolumento comprensivo dei compensi per il lavoro straordinario, per la produttività collettiva e per la qualità della prestazione individuale”.
La giurisprudenza contabile ha più volte affrontato le problematiche connesse alla configurazione del rapporto di lavoro in applicazione dell’art. 90, evidenziando in particolare tre aspetti:
-necessità del ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato;
– preclusione dello svolgimento di compiti di gestione;
– conseguente non configurabilità dell’inquadramento ex art. 110 TUEL.
Sul primo punto i giudici contabili hanno chiarito che “l’assunzione dei collaboratori esterni da assegnare agli uffici c.d. di staff degli EELL debba avvenire con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato e conseguente applicazione del contratto nazionale di lavoro del personale degli enti locali”, escludendo che “si possa far luogo all’assunzione mediante contratti di lavoro autonomo, nel chiaro intento di evitare che la disciplina giuridico-economica del rapporto sia dettata in contrasto con le previsioni del CCNL, per quel che riguarda, principalmente, l’entità della retribuzione”(Corte dei conti, Sez. Giurisd. Puglia, n. 241/07).
Tale orientamento è stato ribadito dalla Corte dei Conti Lombardia che, con Delibera 1118/2009/PAR, ha affermato che “in relazione alle finalità previste dall’art. 90 TUEL gli enti locali concludono contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, caratterizzati da alcune peculiarità conseguenti alla natura del rapporto”.
Il principio secondo cui al personale assunto con contratto ex art. 90 TUEL è precluso lo svolgimento di attività gestionali è stato più volte richiamato dalla giurisprudenza contabile (ex multis Sezione Prima Giurisdizionale Centrale della Corte dei conti nella Sentenza n. 785/2012/A: “l’incarico ex articolo 90 non può negli effetti andare a sovrapporsi a competenze gestionali ed istituzionali dell’ente. Se così il legislatore avesse voluto, si sarebbe espresso in maniera completamente diversa e non avrebbe affatto fatto riferimento alle funzioni di indirizzo e controllo dell’autorità politica”).
In merito alla terza questione “l’inquadramento con contratto dirigenziale, ex art. 110 TUEL, del predetto personale di staff contrasta con la configurazione degli uffici istituiti ai sensi dell’art. 90 TUEL. Questi ultimi, infatti, possono svolgere esclusivamente funzioni di supporto all’attività di indirizzo e di controllo, alle dirette dipendenze dell’organo politico, al fine di evitare qualunque sovrapposizione con le funzioni gestionali ed istituzionali, che devono invece dipendere dal vertice della struttura organizzativa dell’Ente” (Sez. Contr. Lombardia, Parere n. 43/2007; Sez. Contr. Piemonte, Parere n. 312/2013). In questo contesto è intervenuto l’articolo 11, comma 4, del D.L. 90/2014 che ha introdotto un nuovo comma 3bis all’art. 90 TUEL e segnatamente: “resta fermo il divieto di effettuazione di attività gestionale anche nel caso in cui nel contratto individuale di lavoro il trattamento economico, prescindendo dal possesso del titolo di studio, è parametrato a quello dirigenziale”.
La nuova formulazione dell’art. 90 specifica che l’eventuale parametrazione del trattamento economico del personale assunto negli uffici di staff a quello dirigenziale, non comporta la possibilità di svolgere funzioni gestionali. Su questo punto la Relazione Tecnica di accompagnamento al D.L. 90/2014, chiarisce che“il riferimento all’inquadramento dirigenziale, ove consentito nel regolamento degli uffici e dei servizi anche in deroga ai requisiti di accesso alla qualifica, … è da intendere in termini di mera parametrazione retributiva, anche allo scopo di contenere la discrezionalità dell’ente”
5.3. Come già accennato nella ricostruzione del quadro normativo di riferimento, era lo stesso regolamento comunale per l’organizzazione degli uffici e dei servizi del comune di OMISSIS – disciplinante il ricorso ad assunzioni a tempo determinato di personale dipendente da assegnare agli Uffici di supporto del Sindaco, secondo quanto previsto dall’art. 90 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n.267, – a prevedere espressamente e chiaramente il possesso del titolo di studio della laurea, per l’accesso ai posti della categoria D.
Pertanto, ritiene il Collegio che il Sindaco possa fiduciariamente esercitare la scelta degli organi di staff con estrema libertà per quanto attiene l’identificazione dei soggetti prescelti, sui quali non sussiste alcun requisito ostativo quale la carenza di un particolare titolo di studio (che, come detto, risulta essere una condizione non indispensabile per l’incarico di Responsabile di Gabinetto). Tuttavia, rimane fermo che il successivo inquadramento in una determinata categoria professionale, debba essere effettuato sulla scorta dello stesso titolo di studio che il regolamento comunale richiede per l’accesso alla corrispondente qualifica di inquadramento.
6. L’elemento soggettivo della colpa grave nella condotta dei convenuti.
Deve ritenersi connotato dall’elemento soggettivo della colpa grave il comportamento dei componenti della Giunta Comunale di OMISSIS che adottarono la deliberazione n. 217 del 12.7.2011 e del Segretario generale presente alla votazione della stessa. In forza delle considerazioni sopra svolte in ordine alla natura della indennità di cui all’art. 90, comma 3, TUEL, i membri della giunta e il segretario generale dovevano necessariamente percepire la eccessività della quantificazione che stavano riconoscendo al capo di gabinetto. A tale riguardo, bastava confrontare le buste paga della dott.ssa V.P., che aveva ricoperto l’ufficio di supporto del Sindaco, di livello dirigenziale prima del “declassamento” operato con la delibera n. 217 del 12.7.2011, e quelle del sig. S. F., succedutole con la diversa denominazione di Capo di Gabinetto. A fronte di una retribuzione base mensile lorda per la dirigente di € 3.361,64 e di una retribuzione di posizione mensile lorda di € 1.478,50 (e quindi per un totale di € 4.840,14), al F. veniva corrisposta una retribuzione base per posizione economica D1 di € 1.763,89, ma un emolumento accessorio ex art. 90 TUEL pari a ben € 3.166,67 (e quindi per un totale di € 4.930,56).
In sostanza, snaturando in tal modo completamente la finalità e la ratio dell’indennità di cui all’art. 90 TUEL, si giungeva di fatto a far conseguire al dipendente una retribuzione equivalente alla posizione dirigenziale che, però, si era espressamente ritenuto di escludere per la figura del capo di gabinetto (cfr. premesse della delibera di giunta n. 217).
Va ravvista, parimenti, la colpa grave della Segretaria generale C. che adottò la determinazione dirigenziale n. 1041 con la quale veniva disposta l’assunzione del sig. S. F. e il conseguente impegno contabile delle somme, potendo e dovendo la dirigente astenersi dal dare corso all’atto, stante la manifesta violazione delle norme sul regolamento di ordinamento degli uffici e servizi, in ordine al titolo di studio posseduto dal sig. F. con la previsione di un trattamento stipendiale tabellare eccessivo e non accessibile con il curriculum studi in suo possesso.
In tutte le predette condotte, riconducibili al sindaco, alla segretaria generale e ai componenti della Giunta, deve quindi ravvisarsi la sussistenza della colpa grave e del nesso di causalità con la produzione del danno, laddove si ritiene non corretto che al F. sia stato corrisposto un trattamento economico (stipendio base, emolumento sostitutivo ex art. 90, terzo comma, TUEL ed altri trattamenti accessori) per una categoria professionale (categoria D) alla quale non poteva, per carenza del diploma di laurea, avere accesso.
7. La Sezione reputa esistente il nesso causale tra le condotte dei convenuti, per le quali è stata accertato l’elemento soggettivo della colpa grave, e il danno erariale patito dal Comune di OMISSIS, posto che l’intera serie procedurale degli atti sin qui esaminati (proposta del Sindaco, parere di regolarità tecnica, deliberazione di Giunta, impegno di spesa, contratto individuale) ha avuto, come effetto causale, la corresponsione di emolumenti al Responsabile del Gabinetto del Sindaco in misura superiore a quanto gli sarebbe spettato se inquadrato correttamente.
8. Dalle somme illegittimamente erogate, è derivato un danno patrimoniale al comune di OMISSIS.
Tale danno si è prodotto fino al 31.10.2013, atteso che in esecuzione della delibera di G.C. n. 290 del 5.11.2013 veniva stipulato un nuovo contratto con cui, a decorrere dal 1.11.2013, la figura professionale del Capo di Gabinetto del Sindaco veniva reinquadrata dalla categoria D alla categoria C e le cui clausole, relative al trattamento economico accessorio, non prevedono più l’indennità ad personam sostitutiva ex art. 90, terzo comma, TUEL, ma un meccanismo di quantificazione e liquidazione conforme al CCNL 31 marzo 1999.
Per la quantificazione del danno, il Collegio ritiene che possa essere utilizzato il prospetto depositato dalla difesa e redatto sulla base della nota prot. 0206838 del comune di OMISSIS, con la quale l’ente locale ha attestato gli emolumenti corrisposti al F., in qualità di Capo di Gabinetto, nei distinti periodi in cui lo stesso risultava essere inquadrato inizialmente nella categoria D-D1 e, successivamente, nella categoria C-C1. Da tale prospetto di evince che la differenza stipendiale tabellare tra la categoria D e C ammonta, nel periodo di riferimento dal 20/07/2011 al 31/10/2013, ad euro 4.344,98 e che la differenza tra emolumento unico e salario accessorio, ammonta ad euro 57.138,87.
Il danno subito dal comune di OMISSIS, così come sopra quantificato, va ripartito distintamente tra tutti i convenuti, nella misura sotto specificata e per ciascuno di essi, tenuto conto delle rispettive qualità e delle singole condotte individuali:
1) la somma di euro 4.344,98 da ripartire in parti uguali tra G. A. e C. L.;
2) la somma di euro 57.138,87 da ripartire per il 25% ciascuno a carico di G. e C. e per il restante 50%, in parti eguali tra B., B., I., P.,, R., S. e V. .
9. Le spese di giudizio seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo.
P.Q.M.
La Corte dei conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Emilia-Romagna, definitivamente pronunciando, condanna i sottoelencati convenuti al pagamento, in favore del comune di OMISSIS, delle somme distintamente di seguito indicate:
1) G. A. a pagare, in favore del Comune di OMISSIS, la somma complessiva di € 16.457,20;
2) C. L. a pagare, in favore del Comune di OMISSIS, la somma complessiva di € 16.457,20;
3) B., B., I., P., R., S. e V. a pagare, in favore del Comune di OMISSIS, la somma ciascuno di € 4.081,34;
oltre rivalutazione monetaria dalla data del 31/10/2013 alla data del deposito della sentenza, oltre interessi legali dalla data del deposito e fino al soddisfo.
Pone a carico di tutti i condannati, in parti uguali tra loro, le spese del presente giudizio che si liquidano in Euro 1.465,99 (millequattrocentosessantacinque/99).
Il collegio, ravvisati gli estremi per l’applicazione dell’art. 52 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, avente ad oggetto “Codice in materia di protezione di dati personali”, dispone che, a cura della segreteria venga apposta l’annotazione di omissione delle generalità e degli altri dati identificativi dei convenuti e, se esistenti, del dante causa e degli aventi causa.
Così deciso in Bologna, nella Camera di Consiglio del 5 novembre 2014.
L’Estensore Il Presidente
f.to Cons. Massimo Chirieleison f.to Prof. Luigi Di Murro
Depositata in Segreteria il giorno 3 dicembre 2014
Il Direttore di Segreteria
f.to dott.ssa Nicoletta Natalucci


AMMINISTRATIVE RIMINI 2016: RIMINI HA VOGLIA DI CAMBIARE

11 maggio 2016

AMMINISTRATIVE RIMINI 2016: RIMINI HA VOGLIA DI CAMBIARE
Incontro i cittadini, gli imprenditori, i commercianti, gli albergatori, le casalinghe, i disoccupati, i giovani e ricevo grandi consensi. Ho capito che la gente sa scegliere tra chi è imputato per associazione per delinquere, truffa aggravata, bancarotta fraudolenta, abuso d’ufficio, false comunicazioni sociali, ecc. e chi ha sposato la legalità. Checchè se ne dica la gente sta con questo ultimo!
Ho capito anche che “strappare” Palazzo Garampi al PD tocca a me della Lega insieme a tutto il centrodestra: da Uniti si Vince, Forza Italia e Fratelli d’Italia!
La gente è stanca delle “cammarille” di palazzo ed è stanca degli “amici degli amici”. I cittadini chiedono legalità.
Per questo rifuggono dalla associazioni. Confcommercio ha perso credibilità dopo le “malefatte” dei vecchi dirigenti, stesso discorso per le associazioni degli albergatori dopo le “batoste” di Aeradria.
Io dopo i comportamenti dei dirigenti locali di Confcommercio ho scelto di parlare direttamente ai commercianti, agli albergatori, alle partite Iva, agli imprenditori, ai cittadini; loro sono i miei interlocutori, gli altri li lascio al “Patto Civico” di Gnassi quello delle geometrie variabili. A Roma di qua ed a Milano di là.
L’uomo del “Paganello” deve sapere che non basta una notte rosa di casino e la comparsata di un Ministro per cambiare Rimini. Occorrono cinque anni di duro lavoro e non di divertimento.
La mia Rimini è quella del cittadino, di chi è rimasto indietro per le sue fragilità, di chi non è stato fortunato, di chi non può andare a cazzeggiare “in té Borg”, di chi non va a morire al Cocoricò, in Salento o a Ibiza.
La mia Rimini con cui voglio dialogare è quella degli imprenditori e delle banche serie che sanno contribuire a far crescere l’economia locale e rinunciano a fare speculazioni, dei commercianti e degli albergatori che investono nelle loro attività, che pagano le tasse, che credono nelle loro imprese.
I miei interlocutori sono i cittadini onesti, quelli che credono nella meritocrazia e nella legalità, quelli che sanno che salendo in comune potranno bussare alla mia porta per avere riconosciuti i loro diritti. Basta con le amministrazioni di figli ed i figliastri ove per avere risposte devi aspettare mesi se non anni!
Ecco io credo che questo sia il momento giusto: la Lega ed il centrodestra hanno le carte in regola per amministrare Rimini e far liberare le risorse umane e finanziarie di una città che è stata ingessata da anni di malgoverno.
“Io sono sicuro che il compito che ci è stato affidato non sia superiore alle nostre capacità che le sofferenze e le insidie che comporta non trascendono i nostri mezzi. Se avremo fede nella nostra cuasa e un’indomita volontà di vittoria, la vittoria non ci sarà negata” (Winston Churchill).


Amministrative Rimini 2016: Una botta d’orgoglio

10 maggio 2016

Oggi consegno ai miei elettori le riflessioni maturate dopo una giornata trascorsa ad incontrare: cittadini, imprenditori, albergatori, commercianti, casalinghe, giovani, disoccupati, gente perbene.
Comune, provincia, società municipalizzate, banche, compresa la Cassa di Risparmio, sono coinvolti in un sistema clientelare che la Procura della Repubblica ha chiamato “Sistema Rimini”.
Questo Sistema ha penalizzato la città facendola “rimanere al palo” per oltre sessantanni e poichè esso riguarda le istituzioni a cui il sistema politico non è estraneo si apre, nella politica riminese, il problema della “questione morale”.
Il trasformismo di qualche forza politica e quello di alcuni caporali senza truppa che hanno tentato di giustificare con il tramonto delle ideologie apre invece il problema della moralità che deve essere affrontato apertamente perché è una priorità per la città.
La questione morale, non è solo corruzione, di cui sembra che anche Rimini non ne vada esente, ma è, soprattutto, assenza di etica nei comportamenti di chi amministra e cioè la inadeguatezza degli amministratori pubblici (Comune, Provincia, Fiera, Palacongressi, Hera, ecc.) ad affrontare i bisogni dei cittadini, i loro problemi e lo sviluppo della città.
Purtroppo l’etica vera, quella che non parla di diritti, ma di doveri non è riscontrabile nei comportamenti dei politici della maggioranza di questa amministrazione gnassiana.
Dalla gente emerge che la maggioranza dei cittadini riminesi, dopo questa ultima esperienza di governo Gnassi desideri una amministrazione che possa rappresentarli insieme ad un progetto politico che rinnovi la città attraverso l’efficienza della p.a., la meritocrazia e l’equità nelle relazioni tra cittadino e comune.
Il programma elettorale della coalizione che ho composto e che mi sostiene, senza se e senza ma, pone al centro il cittadino. Per cambiare Rimini dobbiamo fare in modo che le norme di vita ritrovino le loro radici nei valori fondanti della comunità riminese e non in quella rampante futile del PD gnassiano.
Occorre, per dirla con le parole del compianto Silvano Cardellini “una botta d’orgoglio”.
Noi vogliamo avere il coraggio di assumere il dovere di rinnovare radicalmente le istituzioni locali ritornando ai valori fondanti della Rimini del dopoguerra, quella operosa, quella del coraggio, quella del rischio, quella delle cambiali, mettendo insieme tutte le forze che accetteranno il nostro programma, il programma che porterà Rimini oltre ad essere un “brand” mondiale ad essere sicura, nuova e bella.


AMMINISTRATIVE RIMINI 2016: PROGRAMMA ELETTORALE DEL CANDIDATO SINDACO MARZIO PECCI

2 maggio 2016

Amministrative Rimini 2016
MARZIO PECCI SINDACO
(LEGA NORD, FORZA ITALIA, FRATELLI D’ITALIA, UNITI SI VINCE)

Il programma Elettorale

La coalizione di centro destra offre ai Riminesi l’alternativa per abbattere il “sistema Rimini”, gestito da un gruppo di potere, che ha paralizzato ed impoverito la citta negli ultimi 40 anni, a vantaggio esclusivo di pochi soliti noti.

Il nostro programma si fonda dunque su un reale ribaltamento di prospettiva: non gli interessi di pochi eletti, amici e amici degli amici, questuanti e clienti vari, come ormai siamo abituati a vedere, ma gli interessi di tutti i cittadini saranno al centro della nostra attività amministrativa.
Abbatteremo le distanze frapposte dagli apparati burocratici per rispondere al primo e primario bisogno del cittadino: la partecipazione e la trasparenza,
per un’Amministrazione in grado di dare risposte certe, efficaci ed immediate, eliminando ogni inutile filtro burocratico.
Per la rinascita della Città
Per il rilancio dell’aeroporto
Per l’autonomia della Romagna
No allo scippo della Fiera
RIMINI SICURA, RIMINI NUOVA E RIMINI BELLA.

I NOSTRI TEMI

• Cittadini al centro
• Sicurezza & Tolleranza zero
• Lotta alla burocrazia e all’abusivismo
• Benessere delle persone
• Sport
• Cura degli animali
• La Rimini che vogliamo
• Rilancio della città e del turismo
• Riqualificazione urbanistica & piano del traffico
• Recupero immobile Questura
• Recupero del patrimonio immobiliare pubblico
• Parcheggi a € 0,50 nelle aree in prossimità del centro
• Piano Spiaggia
• Parco Marino
• Marketing turistico
• Marketing territoriale
• Smart city, energie rinnovabili & efficientamento dei servizi pubblici
• Multimedialità

“Cittadini al centro” significa che l’azione amministrativa si deve fondare sugli interessi dei cittadini e deve mirare al loro miglior soddisfacimento.
Il tema è tutt’altro che banale, perchè la politica di sinistra da tempo ha mostrato quanto poco abbia avuto a cuore il benessere dei cittadini e quanto sia stata cieca e sorda alle loro istanze.
Occorre dunque implementare e rendere effettivi tutti gli spazi e i momenti di ascolto e partecipazione.
Abbiamo pensato all’istituzione delle “Istanze d’Arengo”, ovvero alle proposte di iniziative di interesse comunale, presentate dai cittadini e su cui il Consiglio Comunale si debba necessariamente esprimere nell’ambito di un pubblico confronto.
Il benessere del cittadino è trasversale a tutti gli assessorati comunali, ma nessuno di essi singolarmente ne può avere la visione complessiva.
Proponiamo allora, l’istituzione dell’Assessorato al benessere, cultura e identità cittadina, un ufficio senza portafoglio, dotato di potere consultivo e soprattutto propositivo nei confronti della Giunta, che sarà tenuta a deliberare in merito.

La Sicurezza Urbana

Le politiche per la sicurezza si devono fondare sui bisogni individuali e collettivi dei cittadini.
La partecipazione dei cittadini deve essere promossa in quanto strumento di intervento trasversale, perché li coinvolge in tutte le fasi, ovvero nella definizione, nell’implementazione e nella valutazione degli interventi.
Pensiamo soprattutto ai giovani, che devono essere soggetti necessari della piena partecipazione.

Il problema della sicurezza urbana si lega a doppio filo con le politiche locali.
Occorre potenziare l’efficienza dei servizi pubblici e riqualificare il territorio, perché servizi inefficienti e territori degradati generano malessere e disagio.

La sicurezza: essere sicuri della incolumità propria e dei propri famigliari, della propria casa, dei propri beni, della propria privacy.
Non solo: la sicurezza della città si colloca in uno spazio ben più ampio, che va riempito con azioni intelligenti di prevenzione, di mediazione dei conflitti, di riduzione del danno, per offrire alle persone buone condizioni di vita.
Politiche per la sicurezza sono quindi le azioni volte al conseguimento di un’ordinata e civile convivenza nella realtà urbana.

Oggi i riminesi si sentono – e purtroppo effettivamente sono – in una condizione di estrema insicurezza, e dunque, in pericolo.
Sono notizie all’ordine del giorno i furti, le rapine, le aggressioni.
Con vero sconforto e preoccupazione abbiamo letto i dati sulla criminalità pubblicati a dicembre 2015 (7.12.2015 Sole 24 ore), da cui emerge che Rimini si colloca tra le 10 città d’Italia in cui è più rischioso vivere.
Un triste primato per Rimini: quello della criminalità. I reati per il 2014, stando alla classifica de Il Sole 24 Ore, piazzano la città romagnola al secondo posto dopo Milano.
Il totale complessivo di reati denunciati a Rimini è di 26.631.
Per quanto riguarda i furti, Rimini conquista addirittura il primo posto: 5.648 reati con un +3,4%, rispetto al 2013. Purtroppo in aumento anche i borseggi: 1.006 nel 2014, con un + 6,5%. I criminali si specializzano sul territorio, e a Rimini scorrazzano più di tutti i borseggiatori.
Scorrendo la classifica, i furti nelle abitazioni sono aumentati del 10,73% che portano Rimini all’11° posto. Settimo posto, invece, per le frodi informatiche (+10,40%).
Per quanto riguarda infine le estorsioni, rispetto all’anno precedente, sono aumentate del 40% (la città si piazza all’11esimo posto), mentre i furti d’auto (che fanno guadagnare a Rimini la 34esima posizione) hanno registrato un incremento del 3,19%.
In sintonia con le menzogne governative, Gnassi si affida ai dati pubblicizzati dalla Questura per il 2015, secondo cui parrebbe diminuito il numero dei reati denunciati.
Sappiamo però che si tratta di dati non credibili, anche perché stranamente tutte le Questure d’Italia hanno annunciato dati di criminalità in calo, quando si sa perfettamente che non è così.
Tanto è vero che la Questura di Rimini ha comunque dovuto ammettere che vi è un significativo rovescio della medaglia costituito dal maggior numero di arresti.
Infatti il numero degli arresti effettuati dagli agenti della Questura di Rimini e dei commissariati estivi di Riccione e Bellaria è cresciuto di oltre il 30% (in totale 120 persone), mentre del 15% il numero dei denunciati a piede libero.

Gli altri si beano nel propinare dati taroccati. Noi, che sappiamo che i riminesi sono intelligenti, pensiamo che la sicurezza oggi più che mai sia un’esigenza di primaria importanza.
La politica degli annunci è finita e i cittadini non daranno scampo al PD e lo manderanno a casa per aver promesso tanto e realizzato poco o niente

Presidiare il territorio

La Polizia Municipale deve essere presente su tutto il territorio e nei quartieri: non si può gestire la sicurezza se non si conoscono il territorio e i suoi abitanti.
E’ fondamentale riattivare anche i servizi notturni, ingiustamente ridotti dall’attuale amministrazione, con le deleterie conseguenze criminogene che sono sotto gli occhi di tutti.
Occorre dotare la Polizia Municipale di strumenti di difesa moderni come il dissuasore “Taser” (pistola elettrica) per rendere innocui gli aggressori, ma anche di nuove tecnologie per implementare ed integrare la presenza fisica dei vigili attraverso l’utilizzo di sistemi integrati di telecamere di sorveglianza (anche con funzionalità di lettura targhe) e controllo dall’alto attraverso i droni.
I Comandi di Polizia Locale devono dotarsi di strumenti e sistemi per accedere in tempo reale alle banche dati disponibili; alle informazioni su veicoli e documenti rubati o smarriti; a posizioni assicurative dei veicoli; allo stato dei permessi di soggiorno dei cittadini extracomunitari; alla raccolta delle denunce presentate dai cittadini; alle utenze elettriche idriche energetiche e di telecomunicazione per agevolare le verifiche per l’accertamento della residenza; alle residenze e ai requisiti di richiesta e di permanenza sul territorio”

Prevenzione

Non può esistere sicurezza senza adeguati interventi di prevenzione. Elmineremo le situazioni di degrado e disagio sul territorio; contrasteremo la prostituzione su strada; implementeremo la sorveglianza tecnologica; avvieremo progetti di educazione alla legalità, soprattutto per coloro che, come gli stranieri, devono imparare, conoscere e rispettare le nostre leggi e cultura, per integrarsi socialmente su questo territorio. Avvieremo percorsi educativi alla risoluzione del conflitto; introdurremo sistemi di community policy; integreremo i sistemi di comunicazione e collaborazione tra forze dell’ordine, agenti della Polizia Locale, Istituti di Vigilanza Privata e cittadini.
Intendiamo impiegare la protezione civile nel controllo dei parchi pubblici; installeremo colonnine SOS, in particolare nelle aree verdi urbane, così che i cittadini possano contattare in tempo reale la Polizia Municipale per segnalare persone, situazioni pericolose o sospette. La presenza dei Rom è amissibile solo a patto che gli adulti abbiano un lavoro, che i minori frequentino la scuole e che risiedano in campi controllati; lavoreremo per il mantenimento della sede della Polizia Postale, che svolge quotidianamente un ruolo indispensabile nella vigilanza antirapina, nella prevenzione e lotta al crimine informatico, alle truffe online al phishing, e alla pedopornografia su internet, nelle attività di educazione e sensibilizzazione negli istituti scolastici di Rimini.

Lotta alla burocrazia – Condivisione & Trasparenza

La semplificazione burocratica, la condivisione e la trasparenza, – solo annunciate e mai realizzate dalla Giunta Gnassi – sono un tassello fondamentale per la ripartenza della citta’ e perché i cittadini riacquistino fiducia nel rapporto con l’ente che li rappresenta.

Passare dalle belle parole e dagli inutili tavoli e convegni a spese dei cittadini, ai fatti, questo è il nostro impegno.
Per promuovere la comunicazione e la trasparenza amministrativa proponiamo una serie di strumenti concreti come la realizzazione di una web tv del Comune con la diretta di tutte le sedute; la pubblicazione periodica di tutti i contratti di consulenza; la pubblicazione periodica di tutti i contratti di fornitura; la pubblicazione periodica di tutti i contratti di lavoro e locazione.
Istituire un obbligo nella pubblica amministrazione di rispondere entro due giorni lavorativi alle email dei cittadini; l’informatizzazione della macchina comunale con la creazione di archivi informatici per liberare spazi da dedicare ad attività sociali; internet gratuito in tutti i luoghi pubblici, lungomare parchi e piazze.

Lotta all’abusivismo commerciale

Il fenomeno, a causa della persistente mancanza di serie iniziative di controllo, ha assunto dimensioni allarmanti ed insostenibili. Commercianti, turisti e cittadini sono vittime ma il danno complessivamente si ripercuote sull’economia e la legalità.
Tra le prime azioni da porre in essere vi è senza dubbio l’incremento dei controlli tempestivi ed attivi della P.M. ma anche l’introduzione di norme di rigore nel regolamento comunale e l’esercizio dei poteri di ordinanza in capo all’Amministrazione ed al Sindaco.

Il bilancio

Il bilancio comunale costituisce lo strumento cardine per la verifica finanziaria della programmazione amministrativa.
In questi tempi di “prelievo forzoso” operato dallo Stato centrale sugli Enti Locali, occorre valutare con molta attenzione i costi amministrativi per ottimizzare le risorse disponibili.
Occorre innovare sui sistemi integrati pubblico-privato ed è necessario altresì intervenire sulla macchina amministrativa in modo da renderla più snella ed efficace, agendo sulla produttività e sulla meritocrazia.
Sotto questo aspetto vanno ridotte le consulenze e gli incarichi esterni per valorizzare le professionalità presenti nell’organico dell’amministrazione.
Occorre rinegoziare il debito comunale per ridurre gli oneri e valutarne un’eventuale ricollocazione tramite l’emissione di obbligazioni.

Imposte locali: rimodulare la tassazione locale agevolando le categorie più deboli e fragili; recuperare e valorizzare il patrimonio immobiliare comunale; correggere le inefficienze; utilizzare gli strumenti di finanziamento, in particolare europeo, per le azioni di sviluppo locale.

Intendiamo conseguire l’abbattimento dei costi dei servizi erogati da Hera, per tutti i cittadini e con immediatezza per le fasce più deboli (pensionati con trattamenti al minimo, giovani coppie). In caso contrario usciremo da Hera e torneremo a gestire direttamente i servizi.

Il benessere delle persone
PIL (Prodotto Interno Lordo) & BIL (Benessere Interno Lordo)

Gli indicatori economici di prodotto non bastano. L’azione politico amministrativa deve mirare al benessere dei cittadini e garantire loro la miglior qualità di vita possibile.
Rimini e la Romagna godono di una situazione certamente migliore di altri territori italiani, ma vi sono preoccupanti segnali negativi, che non possono essere trascurati, e che sono l’effetto delle mancate risposte del Governo alla perdurante crisi economica.
Preoccupa in particolare la crisi del ceto medio.
Assistiamo infatti ad uno slittamento verso il basso delle famiglie e delle persone ai gradini inferiori della scala sociale, colpite dallo Stato con insostenibili obblighi normativi e contributivi e però privi di cittadinanza sociale.
I riminesi non saranno più sfavoriti rispetto agli immigrati. Il ceto medio andrà dunque sostenuto e non escluso dalle politiche sociali, al contrario di quanto accaduto sino ad oggi.

FAMIGLIA: è il nucleo fondante della nostra comunita’. Sostenere la famiglia significa costruire una societa’ migliore. I principi su cui intendiamo incentrare la nostra azione di governo sono: sussidiarieta’, solidarieta’ e partecipazione. Per questo particolare attenzione verrà posta alla realtà del volontariato locale, anche con azioni di promozione e valorizzazione, quale risorsa imprescindibile per la realizzazione di politiche sociali solidali.
MINORI: Intendiamo implementare i servizi, in particolare per la prima infanzia, con l’obiettivo della gratuità degli asili nido.
L’asilo nido di nuova concezione cui abbiamo pensato è uno spazio pedagogico a misura di bambino, con scelte mirate al contenimento del consumo energetico. Un luogo per educare al gioco e alla creatività, ma anche al rispetto per la natura e all’eco-sostenibilità.
ANZIANI: La popolazione anziana deve essere soggetto privilegiato di azioni che promuovano la vita attiva e l’autonomia, valorizzando anche le esperienze e le risorse di cui gli anziani sono portatori.
Ad esempio, pensiamo all’interazione anziano- bambino con la creazione di asili all’interno delle strutture per anziani.
Occorre poi rispondere alle diverse esigenze di assistenza, dal sostegno al domicilio e alle famiglie all’utilizzo delle nuove tecnologie, come il soccorso a distanza.

Disabilità e tutela dell’handicap:

L’Italia è tra i paesi meno avanzati in tema di cultura dell’handicap, occorre pertanto intervenire prioritariamente sull’educazione, l’informazione e la sensibilizzazione sul tema.
I disabili hanno bisogno di essere compresi, rispettati e tutelati nelle loro diversità ma soprattutto di avere dalle Istituzioni risposte celeri alle loro esigenze eliminando tutti gli appesantimenti burocratici con cui devono fare i conti e che di fatto ingessano anche la macchina amministrativa.
Proponiamo ad esempio l’istituzione di un tutor responsabile, che segua e coordini tutte le procedure che il disabile deve affrontare, in ASL, in Comune, all’INPS, presso le scuole e per il collocamento al lavoro.
Dal punto di vista della mobilita’ sono obiettivi immediati: la rimozione integrale di tutte le barriere architettoniche; la realizzazione di percorsi sicuri per non vedenti impiegando segnalatori di terra ed acustici in corrispondenza degli attraversamenti semaforici; il potenziamento del trasporto pubblico locale

La nostra società è sempre più complessa e produce frequenti quadri di fragilità su cui è importante riflettere: pensiamo a genitori single o separati, persone che improvvisamente perdono il lavoro o vengono colpiti da imprevisti eventi destabilizzanti.Per loro abbiamo pensato a soluzioni di cohousing o housing sociale in grado di rispondere in via immediata ai bisogni abitativi in un contesto dignitoso.

Le politiche giovanili devono essere improntate al valore dell’istruzione e della cultura, unici fattori in grado di far crescere le giovani generazioni in modo libero e consapevole, affinchè siano il nostro futuro migliore.
A tal proposito prevediamo: l’incoraggiamento dell’incontro tra scuola, università e lavoro; l’utilizzo gratuito da parte delle scolaresche dell’anfiteatro per attività culturali e interdisciplinari; l’abbattimento del 50% delle tariffe dei trasporti locali; la promozione del territorio, delle sue peculiarità e delle opportunità professionali e lavorative che offre; l’apertura dell’Istituto Superiore Nautico a Rimini; incentivare l’autoimprenditorialità giovanile, con la creazione di appositi incubatori di impresa e di un programma speciale di agevolazioni fiscali, finanziarie e di consulenza e assistenza tecnica.

Il benessere dei cittadini comporta anche interventi attivi. Anche e soprattutto nell’ambito della salute e a tal proposito lavoreremo per: “l’amianto zero”, censendo e progressivamente bonificando tutti gli edifici pubblici e privati fino alla completa eliminazione di questo materiale cancerogeno; ridurre le emissioni di polveri sottili incrementando l’utilizzo di veicoli elettrici o ibridi e avviando una politica di incentivi per chi sostituisce caldaie a olio combustibile; favorire l’approvvigionamento idrico con l’installazione di colonnine gratuite sia per l’acqua naturale che gassata favorendo l’utilizzo di contenitori in vetro.
Intendiamo inoltre intervenire in modo sostanziale sulla gestione dell’edilizia pubblica revisionando i parametri e favorendo in tal modo i nuclei familiari con maggiore anzianità di residenza nel comune.

In ambito sanitario, altro tema fondamentale per il benessere e il miglioramento della qualità di vita dei cittadini prevediamo il recupero dell’azione e iniziativa comunale, perchè riteniamo che la perdita/delega di competenza in favore delle ASL non sia positiva per i cittadini e che il Comune debba invece riassumere un proprio ruolo di controllo propositivo e decisionale nell’interesse della comunità.
In particolare la nostra azione sarà volta a garantire ai riminesi la totale trasparenza nel bilancio dell’Area Vasta Romagna; a potenziare i servizi sociali di assistenza domiciliare che si rivolgono ad anziani non autosufficienti , a persone con disabilità fisica o psichica e alle famiglie in difficoltà. Vogliamo che tutti gli eventi culturali ed artistici, siano essi pubblici o privati, debbano prevedere una raccolta fondi o comunque un contributo dedicato a questo delicatissimo settore; potenziare il Servizio di Continuità Assistenziale (Guardia medica) con l’obiettivo di ridurre il flusso dei pazienti con patologie minori al Pronto Soccorso e coinvolgendo le associazioni di volontariato nel trasporto sanitario gratuito in ambulanza; istituire il servizio di Guardia medica Pediatrica, sia telefonica che ambulatoriale; incentivare la creazione di strutture residenziali in cohousing a risposta flessibile ed integrata; rilanciare la Rimini termale puntando su salute e benessere anche nel settore turismo.

Anche lo sport è un settore di primaria rilevanza per il benessere delle persone, e costituisce un formidabile elemento di crescita personale ma anche sociale, dato che favorisce una straordinaria occasione di identità e coesione.
La scarsa attenzione che gli è stata sinora dedicata è dunque un danno gravissimo per la città, cui intendiamo rimediare da subito.
La grave crisi dello sport riminese, di cui è emblematico il dramma del Rimini Calcio, deriva soprattutto dalla programmazione politico amministrativa, del tutto squalificante, superficiale ed approssimativa.
Non risultano convocazioni recenti della Consulta dello Sport; istituzioni internazionali con sede locale come il Panathlon Club, che fa della promozione della cultura sportiva la sua mission, vengono snobbate.
Si parla spesso di valenza turistica dello sport di alto livello, ma non ci sono strutture ad hoc per “catturare” e portare a Rimini grandi manifestazioni.
Occorre dunque sia investire per la realizzazione di nuovi impianti sportivi, sia intraprendere una seria programmazione amministrativa con una azione di guida e coordinamento degli eventi e delle diverse associazioni sportive.
A Rimini deve esser sempre alta stagione e la possibilità di utilizzare impianti sportivi di qualità rappresenta certamente una opportunità in più per la scelta turistica. Una delle espressioni più belle in tal senso è la realizzazione della città degli sport a Torre Pedrera, dove vi troverà spazio anche la piscina ad onde, impianto di grandissimo richiamo non solo per i sempre più numerosi surfisti e bodyboarder, ma anche per i bagnanti.
L’ impianto sarà in grado di soddisfare le differenti esigenze degli utenti contemporaneamente, con diversi tipi di onde che riproducono quelle dell’oceano.
Troviamo che sia fondamentale, per un reale sviluppo del comparto, la realizzazione di una rete delle associazioni sportive
La carenza di fondi e di programmazione limitano fortemente l’efficacia delle azioni del mondo sportivo. La stessa frammentazione delle associazioni è un elemento di forte debolezza.
Noi vogliamo far fronte a questa situazione con la creazione di una rete delle associazioni sportive, coordinata da un comitato rappresentativo di ciascuna disciplina, per la riprogrammazione anche finanziaria di una Rimini sportiva, una Rimini inclusiva, aperta a tutte le categorie, da quelle amatoriali a quelle professionistiche e che offra grandi occasioni ed eventi ai riminesi e ai turisti.
Un altro aspetto su cui vogliamo porre attenzione è quello della promozione della cultura sportiva nelle scuole. Lo sport è portatore di un fortissimo messaggio partecipativo ed inclusivo ed è fondante di una società aperta ma rispettosa delle regole.
Vivere da sportivi significa anche favorire la prevenzione ergonomica per le devianze posturali, educarsi ed educare alla salute, ridurre il rischio di obesità infantile e diabete giovanile.
Lo sport promuove inoltre norme di sicurezza per l’incolumità degli studenti, informazione contro le sostanze dopanti, tolleranza verso le minoranze etniche e confessionali, socializzazione con i diversamente abili, empatia, relazione per arginare il fenomeno del bullismo, legalità e coesione sociale.

Anche il benessere animale è nelle nostre corde.
Gli animali d’affezione sono ormai parte delle nostre famiglie ed il loro benessere è anche il nostro.
Purtroppo esistono anche i fenomeni dell’abbandono, del maltrattamento e del randagismo, che, oltre ad essere intollerabili da un punto di vista etico, comportano anche rilevanti esborsi.
Per ridurre questi fenomeni vogliamo promuovere le adozioni, incentivandole con agevolazioni tariffarie e fiscali e per fare questo pensiamo sia necessario operare per una miglior allocazione degli stanziamenti comunali. I canili e le colonie feline devono essere solo un luogo di primo intervento, cura e transito per gli animali. Superata la fase emergenziale questi animali devono poter trovare una famiglia.
Pensiamo inoltre di promuovere iniziative in ambito scolastico per promuovere la cultura e il rispetto verso gli animali, un’attenzione che trova espressione anche nella promozione di un’offerta turistica “pet friendly”, creando una rete e una struttura che garantisca agevlazioni sugli acquisti di settore oltre che sulle strutture ricettive del territorio. L’ipotesi è quella di creare un vero e proprio circuito e la creazione della card “Mi fido di te”. A Rimini, poi manca una colonia felina e la sua assenza si fa sentire. Vogliamo creare un’oasi dove i gatti possano essere curati e assistiti per poi essere affidati e adottati con il sostegno dei volontari

Questa è la Rimini che vogliamo, una città che abbia una nuova visione urbanistica e d’immagine perché Rimini torni ad essere capitale del turismo, oltre che della cultura.
La città si deve sviluppare in altezza, per recuperare le aree verdi a terra e fermare il consumo del suolo: vogliamo consentire il trasferimento in favore del proprio fabbricato delle superfici del lotto contiguo oggetto di acquisto, a condizione che la relativa area venga liberata e adibita a verde, con possibilità di realizzare parcheggi interrati.

Vogliamo una Rimini bella, a partire dalle sue porte che attualmente sono deprimenti e prive di ogni attrattiva, sia per i cittadini che per i turisti

La Porta Nord.

E’ certamente il Ponte di Tiberio, che deve essere alleggerito del carico veicolare, preservato e valorizzato, quale importante vestigia romana.
Occorre realizzare sul lato nord un ponte leggero per il traffico e prevedere un silo interrato da adibire a parcheggio.
Il silo sarà sovrastato da giardini, che daranno continuità al Parco del Marecchia.
Il Parco è una grande risorsa che deve essere valorizzata, insieme alle sponde del fiume.
Una volta terminati i lavori, dalla Porta Nord si entrerà nella città storica, per ammirare il Duomo, la Rocca Malatestiana, l’Arco di Augusto, la Domus e l’Anfiteatro, in un percorso artistico culturale senza soluzione di continuità

La Porta Sud.

Oggi l’ingresso sud è desolante: una strada costeggiata da colonie in stato di abbandono, completamente degradate e prive di futuro.
Uno dei tanti esempi del fallimento della politica urbanistica riminese.
Questi immobili possono e devono trovare una destinazione fruibile come servizi o strutture.
Ecco perchè abbiamo pensato che la Porta Sud possa essere il luogo di realizzazione del polo del benessere e della salute.
Occorre qui prevedere un asse viario parallelo alla ferrovia, oppure l’interramento del tratto di litoranea fino al confine con il Comune di Riccione.

La Porta Ovest.

La Società Autostrade deve essere sollecitata all’esecuzione dei lavori di sua competenza, più precisamente all’incrocio con la circonvallazione. Qui, invece della prevista rotatoria occorrerebbe pensare ad un cavalcavia oppure ad un sottopasso che renderebbero il traffico sicuramente più scorrevole.
Deve senz’altro essere rivista la viabilità, là dove si arriva ai piedi della Flaminia passando da 4 a 2 corsie con una strozzatura che deve essere eliminata. Occorre uno studio per l’efficace smaltimento del traffico, ad esempio allargando la rotatoria.

La Porta Est

La porta est alla città è l’arenile. Il piano spiaggia deve esser reso effettivo mentre come è stato pensato dalla amministrazione uscente è decisamente fallimentare.
Peraltro se verranno confermati i parametri della Corte dei Conti sui costi delle acquisizioni, pari a 1.500,00 € al metro quadro, si dovrà mettere in conto un’investimento elevatissimo.
La spiaggia ha assoluta necessità di essere rinnovata, per cui occorre procedere all’immediata approvazione di un piano spiaggia che consenta agli operatori balneari di intervenire rapidamente.
Il piano spiaggia sarà semplice e di facile interpretazione, essendo l’arenile già regolamentato dal codice della navigazione.
Il lungomare dovrà ugualmente essere riqualificato, ma per fare ciò occorrerà prima approvare il piano del traffico.
Per ogni intervento atto a migliorare la Porta Est (e le altre porte della Città) occorrerà trovare le risorse e gli incentivi per la sua realizzazione dallo Stato, Regione e Comunità Europea. Nelle condizioni attuali, infatti, si stimolano le aspettative dei privati senza alcuna chiarezza circa la destinazione delle aree, senza una cornice normativa chiara per le imprese, e senza risorse pubbliche specificamente allocate e con fondi europei ancora non aggiudicabili.

Anche il Centro Storico vuole la sua parte.
Rimini ha un meraviglioso centro storico, peraltro sconosciuto alla maggior parte dei turisti e che è stato gravemente pregiudicato dalle scelte delle precedenti amministrazioni.
In primo luogo dobbiamo far fronte al danno alle attività commerciali, che hanno sofferto e soffrono l’errore di aver consentito la costruzione del centro commerciale le Befane, troppo vicino alla città e che ha impoverito il tessuto commerciale, costituito dai negozi di vicinato.
In secondo luogo dovremo risolvere l’impossibilità di frazionare gli immobili e trovare una soluzioen agli stretti vincoli per la ristrutturazione che hanno portato all’abbandono e al forte deprezzamento delle proprietà.
Il centro storico deve dunque esser ripopolato e rivitalizzato, mediante la revisione della disciplina urbanistica e la previsione di benefici fiscali e tariffari per coloro che andranno a ristrutturarne e ripopolarne gli edifici.
Le attività commerciali del centro dovranno esser incentivate alla creazione di reti e centri commerciali naturali, atti a potenziarne e migliorarne l’attrattività, anche portando a Rimini le “grandi firme”.

Puntiamo alla realizzazione di una sola città non più “sopra e sotto la ferrovia: L’urbanistica è un fattore di coesione sociale”
Oggi la città esprime un modello organizzativo caratterizzato da tanti spazi che non forniscono una identità e non sono relazionali, a causa soprattutto della frattura costituita dalla presenza della ferrovia, che separa il Centro da Marina.
Occorre ricucire il tessuto urbano, collegando il Centro storico con Marina Centro, attraversando la linea ferroviaria lungo due assi, il “Tirante commerciale e Turistico” e il “Tirante culturale e ricreativo”.
Si tratta di un piano di sviluppo con la realizzazione di una “Piastra” su tutta l’area del dopolavoro ferroviario che va da via Dante all’inizio del Parco Renzi (Callas – Cervi).
Questo progetto include anche la “bonifica” della zona compresa tra il piazzale C. Battisti, passando per via Graziani, sino ad arrivare al grattacielo.
In tale contesto andrà valorizzata anche il viale Principe Amedeo.
La “Piastra” sarà il cuore nevralgico e il punto d’unione tra la città del mare e il centro: sarà un centro attrezzato con attività commerciali, servizi e terminale passeggeri.
Ospiterà anche la nuova sede del mercato coperto e del mercato ambulante con evidenti ricadute positive sia per la clientela sia per gli esercenti, perché sarà un luogo “baricentrico” rispetto alle due zone.
Il Tirante commerciale della “Piastra” si svilupperà sotto la ferrovia in una prosecuzione del cardo romano che invece di ruotare verso la stazione rposeguirà passando sotto la ferrovia per poi risalire dalla parte del mare.
L’asse così progettato permetterà di assorbire tutti i flussi che provengono dal mare, senza farli più convergere in una unica infrastruttura, quella del sottopasso di viale Principe Amedeo.
Il “Tirante culturale” sarà costituito dal prolungamento delle mura orientali dell’arco d’Augusto, passerà per l’Anfiteatro romano, attraverserà via Roma ed entrerà nell’area di intervento (Piastra).
Nel cuore della Piastra prenderanno vita numerose attività commerciali, direzionali e ricreative.
La zona tra i due “Tiranti” sarà concepita per dare spazio ad attività ricreative con esercizi pubblici ed un’area museale-archeologica di supporto all’Anfiteatro, moderna e contemporana, aperta a nuove iniziative culturali. E’ il nuovo concetto di museo che prende forma in questo contesto, un luogo dove non solo si visita l’arte, ma ci si può anche distrarre, divertirsi e riposarsi.
Il secondo “Tirante” ospiterà spazi di ritrovo, spazi per l’associazionismo e Università.
In questa struttura-cerniera di nuova costruzione sorgeranno ambienti dedicati agli studi, ai seminari, all’esposizione, ai supporti tecnologici, al tempo libero ed alla socializzazione.
Infine comprenderà, come detto, oltre ai servizi per i cittadini, la nuova sede del CEIS che dovrà essere realizzata in legno e vetro seguendo le linee della progettazione ecosostenibile “a misura di bambino”.
La struttura dovrà essere il risultato dell’incontro tra architettura, pedagogia, psicologia e antropologia.
Non dovrà essere una “scatola abitabile” come avvenuto nelle strutture create fino ad oggi, ma un luogo da fiaba, da esplorare e scoprire, perfettamente integrato.
L’area del mercato coperto liberata dovrà servire da congiunzione tra piazza Antonio Gramsci/p.zza Castelfidardo con il centro storico e via IV Novembre permettendodi unire il recuperato Anfiteatro al centro storico.

Anche i quartieri torneranno al centro dell’azione comunale e ne saranno valorizzate le singole identità. Miramare, Rivazzurra, Marebello, Bellariva, Rivabella, Viserbella, Viserba e Torre Pedrera rimangono le “cenerentole” della riviera riminese, nonostante i numeri che continuano a produrre le imprese e i lavoratori che vi operano.
Colonie diroccate, parchi pubblici brulli e degradati, prostitute, abusivismo commerciale, microcriminalità, cambi di proprietà sospetti nelle attività turistiche: questo è “l’ambiente per lo sviluppo” per gli eroici imprenditori che ancora lavorano in queste zone.

Per ognuno di questi “quartieri” occorre una fortissima politica di valorizzazione con progetti ed investimenti di livello, ma che trovi il pieno coinvolgimento degli operatori e dei residenti locali.
Il primo passo è riscoprire l’anima, l’identità di ciascun quartiere, a partire dalle sue radici, dalla sua storia, cui far seguire un programma di riqualificazione che individui per ogni quartiere gli interventi – arredi, piazze, strutture per grandi eventi, spettacoli, tempo libero, benessere, che lo connoti fortemente.
Riteniamo, quindi, che ai singoli quartieri vada versata una quota del gettito dell’imposta di soggiorno, da impiegare per la realizzazione di specifici eventi.

Occorre istituire un ambito di discussione qualificato, ad esempio un “forum permanente” che garantisca competenze tecniche e ricerca di risorse economiche in funzione di una programmazione territoriale snella e operativa e col supporto permanente alle imprese, per prime quelle locali, che vogliono investire nella riqualificazione e nello sviluppo del luogo dove vivono e lavorano.
Gli strumenti urbanistici devono dunque esser immediatamente modificati ed adeguati, riconoscendo incentivi per gli abbattimenti e ricostruzioni, oltre che per le demolizioni delle superfetazioni a terra, in cambio della possibilità del correlativo trasferimento in altezza.
E’ necessario rivitalizzare i monumenti dato che gli ultimi dati nazionali vedono in crescita il turismo culturale, ma Rimini continua a non beneficiarne.
La città deve entrare nel circuito del turismo culturale mondiale e diventare un polo attrattivo insieme a Roma, Firenze e Venezia per i monumenti di cui dispone.
I monumenti e gli immobili storici dovranno esser valorizzati anche sotto profilo degli eventi.

Per quanto riguarda la viabilità siamo convinti che la città debba esser liberata quanto più possibile dal peso del traffico veicolare privato, con benefici effetti sulla circolazione e sulla riduzione dell’inquinamento. Dovrà dunque esser incentivata la mobilità pubblica con il rinnovo del parco mezzi, che sono obsoleti ed inquinanti.
Occorre tornare ad una città a misura d’uomo, impiegando nuovi mezzi pubblici elettrici ed a basso tasso di inquinamento e consumo energetico, realizzando aree pedonali e piste ciclabili vere.
La realizzazione di silos per il parcheggio delle auto consentirà di liberare le carreggiate delle vie cittadine dagli spazi per la sosta, con un miglioramento della circolazione generale.
L’area occupata attualmente dal Parcheggio Santa Rita, potrà esser riqualificata e riportata alla sua destinazione naturale di Piazza, mentre il parcheggio sarà spostato nell’area Settebello che sarà riqualificata mediante la realizzazione della “Piastra”.
I collegamenti col centro storico saranno facilitati con navette e ciclabili.
Contestualmente a queste operazioni verrà realizzato un nuovo arredo urbano, riportando decoro alla città. La attenta rilettura della città passa anche per le luci e i colori.
Serve un piano dei colori e dell’illuminazione oltre che un piano per le facciate del centro storico.
Occorre inoltre mettere a regime i parchi.

Pensiamo che la creazione di un Parco Marino a Rimini sia funzionale a molteplici esigenze e tra queste alla tutela ambientale. Il sottocosta è elemento indispensabile per tutelare la ricchezza ittica dell’alto Adriatico. Lo strato sabbioso inoltre è un indispensabile filtro biologico di trasformazione dei nitriti in nitrati. Non solo, il Parco Marino può diventare un’attrazione turistica.
L’attività subacquea negli ultimi decenni si è molto diffusa e il Parco sarà una meta molto apprezzata dagli appassionati della biodiversità.
Infatti il nostro mare ha delle caratteristiche molto particolari, determinate per la maggior parte dalla forte escursione termica stagionale. In estate oltre 28° con pesci e vita tipica dei mari caldi del sud (tropicalizzazione); in inverno sotto gli 8° con una fauna tipica dei mari del nord, come sulle coste inglesi.
Il Parco Marino avrà inoltre una funzione ambientale di elevata importanza, impegandola anche come zona di ripopolamento ittico.
Il progetto sarà realizzato per gradi, partendo da un nucleo preesistente per poi procedere ad interventi di ampliamento e riqualificazione.
La zona di tutela biologica partirà dalla spiaggia, ovvero dalle poche dune rimaste al confine con Riccione, dietro le ex colonie bolognesi; da qui si allargherà ad una fascia di mare ampia almeno sei miglia che ingloberà la zona delle Piramidi.
Quest’ultima è un’area con manufatti posizionati in vista di un impianto di itticoltura, mai partito e ora ricchissimo di vita, già visitata da tanti sub.

Il rispetto dell’ambiente e la valorizzazione delle biodiversità ci porta obbligatoriamente a progettare un futuro alternativo a creare vere e proprie Smart city (e ad investire sulle) energie rinnovabili.
La nuova Rimini per noi passa anche per il rinnovamento sotto il profilo energetico e per questo puntiamo alla realizzazione di un piano energetico strategico che avrà come obiettivo quello di superare gli standard europei 20-20-20.
Punteremo sulle facilitazioni e sui crediti agevolati a chi costruisce in classe A++++, A+++,A++,A+; istituiremo uno sportello comunale dell’energia a supporto dei cittadini e degli amministratori comunali con confronti continui con gli ordini professionali. Incentiveremo la riqualificazione energetica con sgravi sugli oneri e le imposte comunali. Sostituiremo integralmente il parco lampade comunale con sistemi a led alimentati da pannelli fotovoltaici e che funzionino da ponte radio per wi-fi. Creeremo, inoltre, un registro energetico comunale. Daremo il via a corsi di formazione gratuiti rivolti alla cittadinanza in accordo con università e/o scuole specifiche in partnership con aziende del settore. Punteremo sulla riduzione delle dispersioni energetiche.

Il rilancio della città non può prescindere dall’organizzazione di eventi di alta caratura, in grado di catalizzare l’attenzione dei media nazionali e dei turisti.
Il territorio riminese e limitrofo vede l’insediamento di numerose aziende del settore abbigliamento, scarpe ed accessori.
Abbiamo pensato alla creazione di un “polo della moda”, da realizzare nell’area Ghigi.
Inoltre proponiamo, nell’inestinguibile legame tra Rimini ed il cinema, la cui figura più emblematica è sicuramente Federico Fellini, la creazione di un Festival originale, non dedicato alla proiezione di opere, bensì per celebrare tutto il capitale umano, gli allestimenti, le risorse e la tecnologia che gira e fa girare il mondo del cinema.
La città diventerà un set a disposizione dei giovani talenti ed i riminesi saranno i protagonisti – attori.

Come abbiamo detto sopra, attorno ai monumenti ed immobili storici devono esser creati degli eventi speciali.
Solo così si potrà efficacemente declinare quel turismo culturale bilanciato, in grado di rilanciare non solo la Città ma anche l’entroterra, a sua volta ricco di importanti vestigia, come San Leo, Verucchio e San Marino.

Pensiamo ad una grande “Kermesse” che veda protagoniste le Fondazioni attive nel mondo dell’arte e del recupero dei monumenti insieme ai restauratori: essi esporranno a Rimini le immagini dei capolavori alla cui valorizzazione hanno collaborato. L’evento a cadenza biennale darebbe lustro alla città ed alle fondazioni partner dell’evento.

Rimini deve essere vissuta tutto l’anno: per il periodo considerato di bassa stagione abbiamo pensato alla realizzazione sull’arenile di un EXPO riminese.
Ogni quartiere marino vivrà un EXPO di uno Stato europeo che fungerà da scambio culturale tra i due Paesi e da volano per la promozione turistica verso e da quel Paese.
Rimini dispone attraverso vari canali, di risorse ingenti, che necessitano di una gestione professionale per la quale il Comune fino ad oggi si è dimostrato del tutto inadeguato.
Pertanto occorre da un lato che il mondo delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative e delle organizzazioni turistiche di maggior pregio formuli proposte di eventi da sottoporre al vaglio dell’amministrazione, la quale su un programma- progetto annuale condiviso di eventi andrà a predisporre un bando di gara.
In questo modo, si stimolerà anche la concorrenza tra imprese, con benefici effetti sulla qualità degli eventi offerta.

Lavoreremo inoltre sulla multimedialità, con un progetto per diffondere la conoscenza della Rimini storica e della Rimini che fa parte delle 100 Città che hanno contribuito alla realizzazione dell’Unità d’Italia.
Il tutto avrà diffusione sul web, oltre che negli hotel e nei luoghi di aggregazione turistica, ma anche presso il museo della città e la Rocca Malatestiana, dove potranno esser create delle apposite sale per l’illustrazione e l’analisi dei nostri elementi culturali.

Guardiamo al turismo di domani
Il turismo costituisce da sempre la prima industria Italiana, per fatturato, numero di addetti, capillarità e uniformità geografica, numero di aziende coinvolte ed a maggior ragione lo deve essere nell’ambito dell’economia di Rimini, capitale della Riviera Romagnola.
E’ sin troppo noto come la città abbia negli anni perso la propria leadership per l’incapacità e l’ignavia delle amministrazioni, che non sono state in grado di comprendere l’evoluzione del turismo e la necessità di guidare gli opportuni cambiamenti.
Le recentissime mosse del Sindaco sul tema turismo, nonostante la delega avocata a sé, sono l’emblema della sua dannosa incompetenza nel settore: pubblicizzare Rimini in Germania con claim come “Ciao mamma sono in Romagna” al costo di 1 milione di euro è più che sufficiente per un licenziamento in tronco!
Occorre dunque non solo superare schemi obsoleti per adeguare l’offerta ai più avanzati standard internazionali e proporre nuove ed accattivanti forme di turismo valide per l’intero anno, ma soprattutto aver ben presente che il turismo è un sistema che non può fare a meno di adeguate infrastrutture né di qualificate e concertate azioni di promozione turistica e marketing territoriale.
Tra le infrastrutture necessarie vi è in primo luogo l’aeroporto che dovrà essere rilanciato in sinergia con la Repubblica di San Marino, in relazione al traffico turistico, nonché all’incentivazione del volo privato ed il settore “Cargo” per offrire così collegamenti veloci e avvicinare zone industriali e commerciali che non hanno collegamenti diretti.
Ciò che serve è presto detto: ricerca e analisi dei target turistici; digital e social marketing a livello internazionale, content marketing con particolare attenzione all’utilizzo del video; attività multiculturali, del territorio, del costume e della tradizione locale; attività sociali e sportive; attività di intrattenimento, usica, arti, spettacolo; attività di coordinamento degli uffici stampa, siti, media.

Tutte le nostre azioni punteranno a creare un vero e proprio “Brand Rimini”
In primo luogo occorrerà renderlo unico e riconoscibile a livello mondiale, predisponendo un apposito marchio del Comune di Rimini. Il logo, ovviamente, dovrà esser adeguatamente studiato e dovrà esaltare le nostre eccellenze.
Il Brand Rimini dovrà identificare, certificare e comunicare la professionalità, gli standard ricettivi elevati. Dovrà essere un certificato di garanzia di servizi, di rispetto dei protocolli dell’accoglienza e non di meno, di sicurezza. Sarà istituito un apposito servizio comunale, dedicato alla promozione e al controllo del “BRAND RIMINI” presso gli operatori che ne faranno richiesta. Il lancio del marchio avverrà nell’ambito di un apposito evento, di respiro internazionale, che darà il primo impulso alla ripartenza del turismo riminese.
In campo internazionale l’adozione di “COMPORTAMENTI ETICI” è da tempo una nuova frontiera del business. Rappresenta un insieme di principi volti a orientare l’azione dei key players, e costituisce una cornice di riferimento fondamentale per il turismo responsabile e sostenibile.
Rimini gode di molteplici attrattive turistiche, tutte suscettibili di reciproca integrazione e sostegno, per delineare un sistema di forte risposta da parte dei tour operators oltre che dei singoli.
La differenziazione delle esperienze memorabili offerte ai turisti è una strategia vincente nell’ambito dell’offerta turistica, in grado di garantire un vantaggio competitivo durevole e margini di redditività più elevati.
La vocazione (o passione) turistica del territorio e delle organizzazioni turistiche è sicuramente una via privilegiata per collocarsi in maniera autentica e credibile nel panorama turistico nazionale ed internazionale.
Occorre evidenziare ed integrare gli elementi unici e distintivi, giungere a definire l’innovazione turistica che renderà l’esperienza turistica riminese, unica, autentica ed indimenticabile per il turista.
Nell’ambito di tale percorso troveranno senz’altro spazio le numerose risorse del territorio, come il Ponte di TIberio, l’Arco d’Augusto, l’Anfiteatro Romano, il Duomo, la Domus del Chirurgo, le Chiese come quella dei Servi e Sant’Agostino, le biblioteche i monasteri e i musei per quel che concerne il profilo archeologico/culturale. A questi patrimoni si aggiungono poi la vicina San Marino, la città di Urbino, San Leo, Montefiore, Montegridolfo e Gradara.)
Il nostro bell’entroterra deve essere valorizzato per diventare meta di percorsi con tappe e visite mirate a cantine e agriturismi.
Occorre potenziare le piste ciclabili, riportandole su mappe dedicate e riqualificare la viabilità a pedali tra Rimini e Saiano.
Potranno essere creati punti gastronomici mirati lungo i percorsi segnalati in collaborazione con i Comuni interessati. Sarà inoltre necessaio puntare sulla tutela dei prodotti tipici locali e sulla ristorazione qualificata.
Pensiamo ed una “patente di qualità” della cucina tipica romagnola e italiana, da conseguire all’esito di corsi professionali con standard obbligatori per la formazione sia di base, sia per i capi partita, pasticcieri, panificatori.
Vogliamo rilanciare Rimini anche sotto il profilo termale e del benessere. Questa è una della possibilità a portata di mano per vivere la città 12 mesi all’anno!
Proponiamo di aumentare i servizi direttamente collegati ad un turismo termale inteso come rigenerazione del corpo (post intervento, traumi, benessere, antiaging, remise en forme) e della mente.
Pensiamo soltanto a: sabbiature, ozonoterapia, terapia bowen o terapie collegate. Favoriamo la riscoperta degli Ippodromi, sempre più richiesti perchè fonte di benessere psicofisico ed anche riabilitativo.
Anche l’offerta balneare merita di essere ammodernata e rivista in chiave di maggiori servizi.
Le attuali zone balneari possono trasformarsi in veri e propri centri di benessere e relax, anche agevolando gli accorpamenti e fusioni con incentivi strutturali e adeguando le cubature necessarie ai fabbisogni. Gli attuali bar di spiaggia possono diventare locali da vivere anche di notte.
Di notevole richiamo per i sempre più numerosi appassionati possono essere anche gli osservatori di birdwatching ed i centri di studio della fauna marina dell’alto Adriatico, da posizionare nelle strutture di spiaggia.
Crediamo che la spiaggia debba essere viva dodici mesi all’anno. Terminata la stagione balneare occorre pensare all’arenile come spazio aperto da sfruttare e portare a reddito, magari attraverso la realizzazione di strutture amovibili che siano luogo di rappresentanza degli Stati della comunità europea, di intrattenimento e sviluppo culturale degli Stati stessi a cui sarebbe affidata dal concessionario la gestione fino al 15 marzo di ogni anno.
Il turismo fieristico congressuale deve essere implementato con la predisposizione di pacchetti turistici da parte di tour operator, personalizzati a seconda del tipo congresso e/o manifestazione fieristica per far conoscere a fine evento le nostre terre e quindi allungando di fatti la permanenza a Rimini.
Il turismo congressuale predilige e ricerca le piscine, i locali notturni, ristoranti eccellenti, luoghi del benessere, insomma, eccellenze in tutti i sensi.
Agli eventi fieristici occorre collegare l’evento ludico in città con il coinvolgimento di tutto il centro storico e dei quartieri della città.
Stante l’importanza della struttura fieristica per l’economia riminese ribadiamo un secco no ad ogni ipotesi di fusione con le fiere dell’Emilia che non potranno fare altro che fagocitare quella riminese, con conseguente distruzione dell’importante settore dell’economia locale.
Piuttosto sarà necessario mettere mano al sistema delle “partecipate” che drenano le risorse e gli utili che la Fiera è in grado di creare.
Turismo religioso: Abbiamo chiese e Duomi di rara bellezza in città, che, uniti ad un entroterra ricco di chiese romaniche e medioevali perfettamente conservate, meritano di essere inserite nel circuito del turismo religioso.
“Village for all” è un circuito mondiale per il turismo accessibile, di cui Rimini deve entrare a far parte, ovviamente adeguando strutture e servizi.
Istituiremo e promuoveremo borse di studio nel settore del turismo facendo di Rimini la capitale mondiale del turismo anche per quel che riguarda gli studi valutando la possibilità di collocare nel complesso Murri (oggi di proprietà di privati) l’intero corso di studi, dai corsi di formazione professionale fino al dottorato in scienze economiche turistiche.
Promuoveremo, infine, la formazione professionale nel settore nautico, importante sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista occupazionale perché per noi il mare è una industria.
Sotto questo aspetto, infatti occorre rilanciare l’economia del mare ed in particolare la filiera ittica.
Per far ciò promuoveremo iniziative volte a :
– favorire il consumo del pescato locale
– incentivare le produzioni tipiche locali (vongole, cozze, pesce azzurro etc)
– sviluppare la formazione di operatori dedicati alla cucina romagnola, vista anche come modello di benessere
– favorire la nascita dell’industria conserviera ittica.

TURISMO NAUTICO.

Il turismo nautico, oggi indebolito da politiche fiscali scriteriate da Monti in poi, ha due formidabili valenze per il tessuto economico:
 capacità di incrementare l’attrattività turistica di una località e di originare flussi di turisti con elevata capacità di spesa (almeno quattro volte la spesa media quotidiana a Rimini);
 sviluppare un comparto produttivo e di servizi per il diporto che in Italia produce un fatturato di 4 miliardi annui con un indotto turistico aggiuntivo di 1,5 miliardi ed un’occupazione diretta di 85.000 unità.
Rimini possiede una darsena, un porto, servizi alla marineria. Al diportismo di primissimo piano, oltre ai differenti porticcioli e allestimenti per alaggio su arenile ha il dovere di puntare, decisamente, su questo comparto economico e turistico.
Un primo passo è predisporre un Progetto Rimini Nautica in grado di considerare il porto come “porta di accesso al territorio” e di mettere in rete ed esaltare queste componenti legandole fortemente al sistema ricettivo, turistico e delle relazioni in generale.
Il secondo passo è inserire tale progetto all’interno del Programma Nazionale “Signa Maris” – che prossimamente avrà un’estensione nazionale – nato per creare la giusta integrazione fra il mondo il patrimonio culturale e turistico delle città di mare e il mondo diportistico, apportando a questo il valore aggiunto inimitabile rappresentato dall’Italian Style e dal nostro Belpaese.
Il terzo passo è dar vita ad un Marchio Rimini Nautica quale comun denominatore di prodotti e servizi legati al settore, compresi prodotti turistici e grandi eventi (come le regate e match races dei bei tempi) forti propulsori di iniziative promozionali sui mercati internazionali del turismo nautico.


Amministrative Rimini 2016: una botta d’orgoglio

2 maggio 2016

Io ho le idee chiare: prima ho messo insieme la coalizione, sabato 30 aprile ho presentato il programma elettorale e sabato 7 maggio presenterò i candidati.
Io voglio vincere le prossime elezioni amministrative e la campagna elettorale mi sta confortando sulla probabilità di successo, già al primo turno.
Per Rimini è giunto il momento di cambiare.
Il sindaco Gnassi, sostenuto dal Partito Democratico, ha fatto ammalare Rimini di degrado, di criminalità, di abusivismo commerciale e, soprattutto, ha fatta fallire: Aeroporto, Bolognese, Novarese, Murri e, presto, la stessa sorte toccherà alla società che ha costruito la Questura.
Alcuni Presidenti di Associazioni di categoria smaniano per difendere la Giunta dei Fallimenti, come se ciò che hanno pagato in passato non bastasse, pensando di ricevere in cambio un piccolo strapuntino oppure un “passo carraio”. Per “un piatto di lenticchie” vendono i loro associati contribuendo, in tal modo, ad affossare ancora di più il turismo riminese ed il commercio della città.
Simone Tordi a proposito del “Sistema Rimini” e del fallimento Aeradria, un po’ di tempo fa, scriveva: “Il fallimento è drammatico per il sistema turistico riminese, e rappresenta una condanna senza appello per la politica locale, che non ha saputo gestire l’importante scalo aeroportuale, ed anzi pare coinvolta con suoi autorevoli rappresentanti, in una vicenda dai contorni criminali, che vede i rimanenti politici di spicco di Rimini colpevoli quantomeno per omesso controllo”. Ancora: “La gestione di Aeradria S.p.A., e quindi la politica riminese, hanno quindi portato alla distruzione di parte dell’economia riminese sana, in completo contrasto con la dichiarata intenzione di gestire lo scalo in funzione dell’ottenimento di economie positive, di dare lavoro all’indotto, di sostenere il turismo romagnolo”.
Il PD, con l’arroganza che gli è tipica, ha candidato per le prossime amministrative l’imputato Gnassi concedendogli, la prova d’appello, come se la città non avesse pagato abbastanza.
Occorre dunque cambiare questo aberrante corso politico ed io ho deciso di mettere la mia faccia per debellare la città dall’epidemia di Gnassi, dal PD e dal “Sistema Rimini” che dalla Procura della Repubblica è stato definito “sistema criminale”.
Dopo settantanni di comunismo Rimini ha bisogno di rinnovamento e per questo dobbiamo liberarla, democraticamente, da quel “Sistema Rimini” che, solo in questi ultimi cinque anni, è costato al territorio centinaia di milioni.
Per cambiare Rimini, ora, c’è bisogno di una “botta d’orgoglio”, facciamo vedere che ne siamo ancora capaci!


Il candidato sindaco della Lega Nord: “Gnassi ha ucciso il centro storico e i quartieri”

1 maggio 2016

Marzio Pecci ha incontrato i vertici di Confcommercio per discutere di proposte e criticità. “Fortissima la necessità di investire sui giovani e supportarli nell’autoimprenditorialità”.

Il candidato Sindaco della Lega Nord, Marzio Pecci, insieme alla coalizione che lo sostiene, hanno incontrato la Giunta di Confcommercio Rimini.
Dall’incontro sono emersi importanti spunti, presi chiaramente in considerazione dall’esponente del Carroccio per la stesura definitiva del suo programma elettorale. Nel corso del colloquio tra le parti il Presidente Gianni Indino ha dichiarato apertamente che nessun rappresentante dell’associazione ha dato la benché minima disponibilità ad entrare nella lista “Pizzolante/Gnassi”, smentendo le voci apparse sugli organi di stampa.
“Nell’incontro – spiega Marzio Pecci – sono emerse con forza tutte le difficoltà che la categoria sta attraversando; la maggioranza di queste sono imputabili all’amministrazione Gnassi soprattutto per quanto riguarda la sicurezza e l’abusivismo commerciale non solo ambulante, ma anche stanziale. L’immobilismo del Comune ha affossato ogni possibilità di ripresa e questo è un dato incontrovertibile e sotto gli occhi di tutti. Grave è il degrado con cui sono costrette a convivere le periferie ed in particolare Miramare e lo stesso Indino ha manifestato a nome della Confcommercio la contrarietà al Parco del Mare che ha definito il ‘Pacco del Mare’ dell’amministrazione Gnassi”.
L’attuale amministrazione non sembra aver dimenticato solo le periferie ma anche le esigenze del centro storico e dei commercianti che contribuiscono in maniera sostanziale a renderlo vivo e accogliente. “Il centro vive in un grave stato di crisi, così come confermato dai vertici dell’associazione – aggiunge il candidato del Carroccio – La grande distribuzione è un problema tangibile e la costruzione del Centro Commerciale Conad che sorgerà a breve nell’area ex Fiera potrebbe dare un colpo fatale alle piccole imprese che popolano ancora il centro cittadino, già falcidiato anche dalla crisi del turismo che ha portato nel giro di pochi anni alla cessazione di un grande numero di attività”.
Le opinioni di Marzio Pecci e Confcommercio convergono su diversi punti e tra tutti quello sull’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. E’ evidente la necessità di lavorare in questa direzione intervenendo anche sul delicatissimo momento del passaggio generazionale. Il candidato della coalizione di centro destra ha garantito il proprio impegno sulla sicurezza e contro l’abusivismo commerciale oltre all’incentivazione dell’autoimprenditorialità giovanile con la creazione di appositi incubatori di impresa e di un programma speciale di agevolazioni fiscali, finanziarie e di consulenza e assistenza tecnica. Conclude Pecci: “Questa è la strada giusta per la Rimini che vogliamo, una Rimini nuova, una Rimini sicura, una Rimini bella”.
Sull’incontro, tuttavia, si sono abbattuti gli strali della Confcommercio con il presidente, Gianni Indino, che contesta le dichiarazioni fatte da Pecci. “Sono stupefatto dalle dichiarazioni rilasciate dal signor Pecci – tuona Indino – in merito al nostro incontro. Ogni posizione espressa in quella sede, tanto da me quanto dai membri di Giunta, è stata scientificamente travisata, manipolata e ricostruita ad arte. Non ci sto a queste strumentalizzazioni per fini politici ed elettorali, l’Organizzazione che rappresento non ha bisogno di ‘portavoce’ per rapportarsi con l’Amministrazione comunale. Le nostre posizioni su tanti dei temi trattati durante l’incontro sono bene note all’Amministrazione comunale come all’opinione pubblica, ricordo a Marzio Pecci che abbiamo voce, gambe e mani per operare autonomamente, senza aver bisogno di nessuno. Il suo è un comportamento scorretto, anche e soprattutto perché le sue dichiarazioni non restituiscono la verità dei concetti espressi e delle posizioni emerse durante l’incontro, quanto invece una loro interessata – e non interessante – lettura”.
(da Rimini Today)