I NUOVI ORIZZONTI DEL DIVORZIO BREVE

24 maggio 2015

Il 22 aprile 2015 la Camera ha approvato definitivamente il cd. “divorzio breve”, che ridurrà i tempi di attesa necessari ad ottenere il divorzio: da tre anni, come era stato previsto dalla riforma della legge Fortuna-Baslini, a un anno se la separazione è giudiziale e a sei mesi se è consensuale.
La legge approvata è nata dalla una mediazione tra forze politiche spesso in opposizione, ma è anche il frutto di riflessioni e valutazioni di diversi magistrati, esperti ed associazioni, voluta anche al fine di ridurre i contenziosi.
Ciò che cambia sul piano pratico è che è stato ridotto da tre anni ad un anno la durata minima del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi per proporre la domanda di divorzio, nel caso di separazioni giudiziali, ed a sei mesi nel caso di separazioni consensuali. Il termine più breve potrà essere sfruttato anche dalle separazioni che, si trasformano in consensuali, anche se iniziate in contenzioso. Tali termini inizieranno a decorrere dalla comparsa dei coniugi davanti al Presidente del Tribunale nella procedura di separazione, sia essa consensuale che giudiziale.
Ulteriore punto preso in considerazione dal provvedimento, riguarda il regime patrimoniale dei beni, che si scioglie al momento in cui il giudice autorizza i coniugi a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale.
La nuova disciplina, sia in relazione alla riduzione dei tempi di proposizione della domanda di divorzio definitivo che quella che anticipa lo scioglimento della comunione legale, si applica anche alle separazioni in corso alla data di entrata in vigore del provvedimento in esame.
Il tema più dibattuto da parte delle forze politiche, ai fini dell’approvazione del provvedimento, è stato forse quello inerente all’affidamento dei figli e al loro mantenimento, poiché con la nuova normativa, per accedere alla riduzione del termine, non si tiene conto della presenza o meno di figli minori. Ciò è stato previsto anche in seguito all’approvazione della legge sulla filiazione che prevede che i figli siano tutti uguali in tutte le situazioni e in tutti gli effetti.

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