DIRITTO E GIUSTIZIA: il principio di legalità

12 novembre 2013

Per non dimenticare i principi di uno stato di diritto:

1. Nessuno può essere assoggettato a sanzioni se non in forza di una legge entrata in vigore prima della commissione della violazione.

2. Salvo diversa previsione di legge, nessuno può essere assoggettato a sanzioni per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce violazione punibile. Se la sanzione è già stata irrogata con provvedimento definitivo il debito residuo si estingue, ma non è ammessa ripetizione di quanto pagato.

3. Se la legge in vigore al momento in cui è stata commessa la violazione e le leggi posteriori stabiliscono sanzioni di entità diversa, si applica la legge più favorevole, salvo che il provvedimento di irrogazione sia divenuto definitivo.

Annunci

GIUSTIZIA: l’assenza della certezza del diritto penalizza le imprese, semplifichiamo la legislazione

11 novembre 2013

Il Paese non cresce, non si sviluppa, non innova … perdiamo competitività.
Sono queste le espressioni che sentiamo ogni giorno pronunciare dal comune cittadino.
Purtroppo un ostacolo alla competitività ed allo sviluppo è rappresentato, da qualche decennio a questa parte, dalla carenza della “certezza del diritto”.
Il cittadino che si sente leso nei propri diritti non ha più la certezza di vedere riconosciuto, dal processo, il proprio diritto.
Questa situazione, che vede spesso protagonisti giudici affetti da mania di protagonismo e politici privi di lucidità giuridica, genera una totale insicurezza con l’effetto di respingere, non solo, gli operatori esteri, ma di far fuggire quelli nazionali.
Ha ragione l’avv. Maurizio De Tilla quando afferma che il diritto inconoscibile “trasforma il cittadino in suddito, perché la garanzia piena dei diritti risiede nelle possibilità di riferirsi ad una regola chiara e nel diritto di ottenere, nel caso di sua violazione, una decisione rapida da parte del giudice, che assicuri l’effettività della tutela”.
Ai politici dunque rivolgiamo una solo domanda: a quando la semplificazione vera?

P.S. La semplificazione costerebbe zero euro.


GIUSTIZIA: l’UE apre infrazione sulla responsabilità civile dei magistrati

10 novembre 2013

Mentre la politica è finita nel pantano e non riesce a trovare una via d’uscita per dare al Paese un governo capace, la Commissione UE ha deciso di aprire una procedura di infrazione contro l’Italia, sulla giustizia, per i limiti posti alla responsabilità civile dei giudici nell’applicazione del diritto europeo.
Il nostro Paese se non si adeguerà nei prossimi mesi alla sentenza della Corte sarà deferito ai giudici europei col rischio concreto di dover pagare pesanti sanzioni pecuniarie.
Il governo, ora, deve agire in fretta soprattutto perché gli italiani si sono già pronunciati, anni fa, sulla responsabilità dei magistrati. Con il referendum del 1987 dissero che i magistrati avrebbero dovuto rispondere civilmente dei danni causati al cittadino per colpa grave dinnanzi ad un loro collega magistrato.
Tra i protagonisti del referendum di quell’anno vanno ricordati: Marco Pannella, Enzo Tortora, Bettino Craxi e, soprattutto, molti magistrati che sottoscrissero l’appello per la riforma della giustizia.
All’epoca il problema, come oggi, era fortemente sentito dal Paese ed il referendum ebbe una fortissima affluenza: il “SI” raccolse il 80,20% dei consensi.
Dunque gli italiani vogliono che il giudice, al pari di tutti i professionisti, sia responsabile delle proprie azioni/decisioni per cui speriamo, che dopo il monito dell’UE, la politica si decida di percorrere la strada nel senso voluto dagli italiani nel 1987 ed ora dall’Europa con buona pace di CSM, ANM e PD da sempre ostili ad una legge sulla responsabilità civile dei giudici.