EQUITALIA S.P.A.: fino ad oggi una garanzia per il recupero dei crediti dell’Erario e dei Comuni

La guerra dichiarata dalla politica ad Equitalia comporterà gravi e seri problemi per la riscossione dei crediti dell’Erario e dei Comuni.
Per ora, in virtù dell’art. 7 del D.L. 70/2011, Equitalia cesserà di riscuotere le sanzioni amministrative, per conto dei comuni, a far tempo dal 1 luglio 2013 come si evince dalla comunicazione inviata dall’Agenzia della Riscossione ai comuni pochi giorni fa.
Contrariamente alle dichiarazioni pubbliche che i sindaci rilasciano, gli stessi sindaci hanno, però, di recente, chiesto al governo una ulteriore proroga dei servizi di riscossione di Equitalia.
Infatti l’attività di riscossione esercitata da Equitalia s.p.a. ha garantito, in questi anni, all’erario, all’inps, alle regioni, alle CCIAA, ai comuni, ecc. la sicurezza delle entrate derivanti dagli atti di accertamento e dalle sanzioni amministrative.
Per questo la cessazione del servizio per i Comuni aprirà una voragine sui conti comunali assai difficile da ripianare.
Per rendere chiara la funzione della società Equitalia s.p.a. si evidenzia che l’Agenzia della Riscossione è la società abilitata a riscuotere i ruoli formati dall’Ente Impositore (Erario, Inps, CCIAA, Regione, Comuni, ecc.).
Tutta l’attività di riscossione è regolata dal D.P.R. 29/9/1973 n. 602 e dal D. Lgv. del 13/4/1999 n. 112.
Le norme portate dai due provvedimenti legislativi consentono alla agenzia della Riscossione di tutelare le proprie ragioni di credito mediante l’iscrizione di ipoteca ed il fermo amministrativo ed in caso di ulteriore morosità di procedere alla espropriazione mobiliare, immobiliare, e/o pressi terzi così come è consentito ad ogni creditore pubblico o privato.
Ogni polemica espressa, in questi tempi, dalla politica contro Equitalia s.p.a., quale Agenzia della Riscossione, è del tutto pretestuosa. Se il legislatore ritiene che le norme portate dalle sopra citate leggi siano troppo “rigide” deve fare una sola cosa: modificare la normativa esistente ed evitare i “pasticci” come quelli commessi sulle iscrizioni ipotecarie oppure sugli inutili preavvisi, per ipoteca e fermo amministrativo, idonei solo a sottrarre le garanzie di credito agli enti creditori in “barba” ai contribuenti onesti.

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