LA CARTELLA ESATTORIALE: mini sanatoria per le cartelle di importo inferiore a € 2.000,00

29 aprile 2013

La cartella esattoriale è l’atto attraverso il quale l’Agenzia della Riscossione attiva il procedimento di riscossione per conto dell’Ente Impositore.
La cartella esattoriale è redatta conformemente al modello approvato con decreto del Ministero delle finanze a pena di nullità, incorpora il ruolo e cioè il titolo in forza del quale si rende esecutivo il processo di recupero del credito nei confronti del contribuente e l’invito al pagamento entro il termine di sessanta giorni dalla notifica.
In questo senso si può dire che la cartella esattoriale si configura alla stregua del precetto sia per funzioni che caratteri.
Il modello della cartella di pagamento ha subito alcune importanti modifiche nel tempo, con l’obiettivo di renderlo uno strumento sempre più chiaro.
L’ultimo modello è stato approvato con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 3 luglio 2012 ed è utilizzato per i ruoli emessi dagli enti creditori a partire dal 31 luglio 2012.
Ora sul fronte delle cartelle ci sono buone notizie per i cittadini, infatti la legge n.228 del 24/12/2012, c.d. “Legge di stabilità 2013”, ha previsto l’annullamento automatico delle “mini” cartelle esattoriali.
Questa legge prevede che decorsi sei mesi dalla data di entrata in vigore della stessa, quindi dal 1° luglio 2013, saranno annullate tutte le cartelle esattoriali per importi fino a euro 2.000 derivanti da ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre 1999.
E’ importante sapere che ai fini del calcolo dell’importo di € 2.000,00 concorrono: capitale, interessi e sanzioni.
La sanatoria riguarda tutte le iscrizioni a ruolo a qualsiasi titolo e somme di qualsiasi natura e l’annullamento è di diritto e l’Ente Impositore procederà d’ufficio senza che il contribuente debba presentare alcuna istanza.
Per concludere va precisato che l’annullamento automatico delle cartelle di pagamento opera solo nel caso in cui vi sia stata inattività da parte dell’Agenzia della Riscossione alla data del 30 giugno 2013 e che la cartella porti l’iscrizione dei ruoli resi esecutivi entro la data del 31/12/1999.

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AGENZIA DELLA RISCOSSIONE: CORRETTA LA NOTIFICA DELLA CARTELLA ESATTORIALE A MEZZO POSTA

2 aprile 2013

La pronuncia della CTP di Campobasso n. 219/01/2012 del 20/12/2012 sancisce che solo i soggetti tassativamente previsti dall’art. 26 D.P.R. 602/73 possono interporsi fra chi richiede la notifica ed il soggetto notificato. Di conseguenza in caso di notifica eseguita direttamente dall’Agente della Riscossione, per qualsivoglia atto che rientri nella sua competenza, la notifica dovrà essere ritenuta del tutto inesistente.
La decisione non è condivisibile.
La notifica eseguita dall’agente della riscossione ai sensi dell’art. 26 D.P.R. 602/73, come modificato dall’art. 12 D.Lgs. n. 46/99 è regolare.
Detta norma prevede espressamente che “la notifica può essere eseguita anche mediante invio, da parte dell’esattore, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso la raccomandata è notificata in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto”. Si rileva altresì che nel testo originario, prima della modifica ex D.Lgs. n. 46/99 era previsto che la notificazione potesse essere effettuata dagli ufficiali giudiziari. A seguito dell’entrata in vigore del citato decreto, invece, la notificazione è eseguita “dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra Comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale”. Non è contenuto, nella disposizione de qua , alcun richiamo all’art. 149 c.p.c. La norma è chiara e detta un regime speciale, prevedendo, in via alternativa alla notificazione da eseguirsi dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati o dai messi comunali, l’ipotesi di notifica a mezzo posta con raccomandata a.r.
Come già rilevato, non è espressamente previsto che tale ultima notifica debba essere eseguita con le modalità di cui all’art.149 c.p.c. Dal penultimo comma dell’art. 26 si desume, altresì, che la relata di notifica costituisce prova della notifica stessa in alternativa dell’avviso di ricevimento, e quindi solo nell’ipotesi in cui sia stata eseguita mediante ufficiali della riscossione o soggetti abilitati. Dunque può argomentarsi nel senso che il solo avviso di ricevimento è prova della notificazione quando è eseguita dall’esattoria a mezzo posta.
In conclusione, dall’analisi letterale, sistematica e combinata delle norme di cui sopra si desume che la notifica a mezzo posta può essere eseguita direttamente dalla società di riscossione e non tramite ufficiale giudiziario, nonché senza l’osservanza di cui alla disciplina dell’art. 149 c.p.c.
L’interpretazione suddetta è corretta anche in relazione alla natura dell’atto oggetto della notificazione e non può considerarsi lesiva del diritto del destinatario a proporre tempestiva opposizione.
La cartella esattoriale è, infatti, un titolo esecutivo stragiudiziale a forma vincolata e la notifica del suddetto non determina l’instaurazione di alcun rapporto processuale che sorge solo in via eventuale, in un momento successivo, ossia allorquando il destinatario propone opposizione.
E’ vero che la Cassazione ha affermato il principio secondo cui la mancanza della relata di notifica determina l’inesistenza della notifica stessa e di conseguenza la mancato instaurazione del rapporto processuale, ma lo ha confermato con riferimento alle ipotesi di notifica di atti giudiziari (cfr. Cass. 25.6.2004 n. 11853 in tema di notifica di atto di citazione), mentre la notifica della cartella esattoriale – che non è atto giudiziario – non è idonea a far sorgere alcun rapporto processuale.
Ancora va osservato che è certamente possibile stabilire l’esatta corrispondenza tra l’atto notificato e l’atto pervenuto in busta chiusa con il timbro postale.
Nella cartella esattoriale è esattamente indicato sul frontespizio il numero della raccomandata AR; il medesimo numero è altresì indicato sulla busta nonché sull’avviso di ricevimento. Quindi, sussiste la prova della corrispondenza di cui sopra tra atto notificato e atto pervenuto in busta chiusa con il timbro postale e sussiste altresì la prova che l’atto è stato ricevuto dal destinatario nella data indicata nell’avviso di ricevimento della raccomandata.
La giurisprudenza di legittimità, anche quella recente, è concorde nell’interpretazione esposta: Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, sentenza n. 15746 del 19/09/2012, Corte di Cassazione, Sez. VI, sentenza n. 1091 del 17/01/2013.