RIMINI: 8 MARZO, UN TAVOLO PER STUDIARE I SERVIZI PER LE MAMME CHE OPERANO NELLA GIUSTIZIA

11 marzo 2012

Le mimose fiorite ci ricordano l’8 marzo festa delle donne libere. Libere da ogni condizionamento politico per lo sviluppo di una personalità che le ha portate nel mondo della giustizia con presenze rilevanti.
Tante sono le donne, sia tra i magistrati che tra gli avvocati, che oggi operano nei tribunali.
La giustizia riminese è rosa: Donna è il Presidente del Tribunale, Donna è il Presidente dell’Ordine degli Avvocati!
Il traguarda da loro raggiunto ci induce a pensare alla loro storia silenziosa, che si affianca a quelle di tante altre donne magistrato ed avvocato che da mogli, madri e nonne, ogni giorno rinnovano il loro impegno, la loro cultura ed i loro sentimenti per “esserci dove si decide” con lo scopo di rinnovare una società che sta smarrendo i valori fondamentali.
Le donne professioniste oggi hanno, dunque, abbandonato il ruolo di spettatrici ed hanno assunto il ruolo di protagoniste, “ci sono per contare”, pronte e motivate per guardare ad una Europa non più coniugata al maschile, ma ad una Europa che abbia una rappresentanza femminile piena senza bisogno di norme che garantiscano la “quota minima”.
Nella condizione raggiunta di pari opportunità, nella ricorrenza dell’8 marzo, il regalo che si può fare alle donne riminesi impegnate nel settore giustizia è quello di offrire una soluzione al loro problema primario che ha come tema quello annoso della conciliazione dell’impegno professione/famiglia e della rappresentanza.
Per questo propongo pubblicamente, rivolgendomi anche alla politica, di predisporre un tavolo, per ora solo a Rimini, con magistrati-avvocati-politici per elaborare una proposta di asilo nido e di servizi integrativi per l’infanzia all’interno dell’ufficio giudiziario ed il riconoscimento del legittimo impedimento della donna avvocato.
Facendo questo, finalmente, potremmo festeggiare l’8 marzo in modo non retorico.

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