GIUSTIZIA E LIBERALIZZAZIONI CONTINUA LA PROTESTA DEGLI AVVOCATI

19 febbraio 2012

L’OUA INVITA TUTTI GLI AVVOCATI ALL’ASTENSIONE DALLE UDIENZE IL 23 E 24 FEBBRAIO E A PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE PUBBLICA DEL 23 FEBBRAIO A ROMA

PROCLAMATE, INOLTRE, ALTRE 4 GIORNATE DI ASTENSIONE
DAL 21 AL 24 MARZO IN CONTEMPORANEA
AL CONGRESSO STRAORDINARIO FORENSE DI MILANO

L’assemblea nazionale dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura con la presenza delle rappresentanze dei Consigli degli Ordini, della Cassa e delle Associazioni Forensi ha approvato, all’unanimità, un forte ordine del giorno (che si allega) contro le liberalizzazioni selvagge e la rottamazione della giustizia.
La protesta degli avvocati cresce ogni giorno di più: altre quattro giornate di astensione dalle udienze, in contemporanea con il Congresso Straordinario forense di Milano, dal 21 al 24 marzo, che hanno lo scopo di rafforzare le altre due giornate di sciopero del 23 e 24 febbraio, la manifestazione nazionale al cinema Adriano a Roma (il 23) e le altre cento iniziative lungo tutta la penisola, Rimini compresa.
Da mesi le richieste sono chiare: abrogazione dell’articolo 9 del decreto Cresci Italia che cancella le tariffe e l’eliminazione della norma della manovra economica bis che consente la presenza di soci di capitale negli studi professionali. Tra le altre richieste: il superamento dell’inutile e dannosa recente legge sul processo civile, lo slittamento dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà della media conciliazione per gli incidenti stradali ed il condominio e ciò in considerazione dell’imminente sentenza della Corte Costituzionale. Rimane, inoltre, la proposta di istituire urgentemente un tavolo per ridiscutere tanto la revisione della geografia giudiziaria, così come l’accorpamento degli uffici dei giudici di pace.
Dissenso dell’OUA all’istituzione del Tribunale delle imprese con competenze territoriali restrittive e materie troppo estese ed arbitrarie.
Per l’avvocatura intera, inoltre, le professioni non possono essere assimilate alle imprese né possono essere assoggettate alle garanzie della concorrenza.
L’avvocatura per la sua particolare funzione deve considerarsi estranea a qualsiasi iniziativa di liberalizzazione selvaggia perché è un soggetto di rilevanza costituzionale e essenziale nella giurisdizione in quanto titolare della funzione di tutela dei diritti individuali dei cittadini. La stessa Corte Europea di giustizia ha più volte riconosciuto l’indipendenza, l’assenza di conflitti, il segreto professionale e la confidenzialità quali valori fondamentali delle professioni legali. L’importanza di una condotta etica, del mantenimento della confidenzialità con i clienti e di un alto livello di conoscenza e di formazione, impone sistemi di autoregolamentazione identitaria e tradizionale quali quelli oggi osservati e applicati dagli Ordini professionali e sanciti dagli ordinamenti che non possono ispirarsi alle attività economiche e, di conseguenza, all’articolo 41 della Costituzione.
Queste le ragioni della necessità di una lotta dura verso chi vuole abolire il diritto di difesa.
Rimini, 18 febbraio 2012
Marzio Pecci

L’Assemblea dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana riunitasi a Roma il giorno 17/02/2012 con la partecipazione della Cassa di Previdenza Forense, dei Presidenti delle Unioni Regionali e dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati e delle Associazioni Forensi

RICHIAMATA
La delibera del 20 gennaio 2012 nella quale venivano indette due giornate di astensione dalle udienza (23 e 24 febbraio p.v., con manifestazione pubblica il 23 febbraio p.v.) e venivano indicate proposte di modifica normativa ed iniziative di protesta sul territorio.
PRESO ATTO
Del susseguirsi frenetico di modifiche normative in continuo divenire che risultano in contrasto con il fondamentale diritto di difesa del cittadino, che intendono allontanare la Giustizia dal Territorio attraverso l’indiscriminata chiusura dei tribunali, l’asservimento della professione forense ai capitali e lo svilimento della funzione di garanzia propria dell’Avvocatura.
MANIFESTA
– la più profonda contrarietà all’irrazionale disegno posto in essere per la revisione della geografia giudiziaria basato su meri “tagli orizzontali” senza alcuna considerazione delle proposte dell’Avvocatura miranti ad una ridefinizione delle competenze basata sulle peculiarità del territorio e su un’attenta analisi della distribuzione della domanda di giustizia;
– forte indignazione per il comportamento tenuto dal Governo in merito al mantenimento dell’obbligatorietà della mediaconciliazione e dell’entrata in vigore delle materie previste per il mese di marzo nonostante la rimessione della questione alla Corte Costituzionale;
– la più totale contrarietà al dettato dell’art. 9 del decreto legge n. 1/2012 in quanto incostituzionale ed in contrasto con la normativa europea, norma che, così come scritta, ha già determinato notevoli problemi interpretativi e rimessioni alla Corte Costituzionale, chiedendone l’immediata abrogazione;
– l’assoluta contrarietà all’ingresso di soci di puro capitale nelle società tra professionisti, caratteristica non esistente in nessun Paese Europeo, in quanto lesiva della riservatezza dei clienti, dell’indipendenza e dell’autonomia degli avvocati e foriera di pericoli derivanti da possibili infiltrazioni di criminalità organizzata e di gravi conseguenze sul piano previdenziale.
– la sua opposizione alla polverizzazione della giurisdizione attuata mediante l’istituzione di Tribunali speciali preferendo, invece, la specializzazione dei giudici nell’ambito di ciascun Tribunale.
INVITA
al CNF, alla Cassa Forense, alle Unioni Regionali, agli Ordini e a tutte le Associazioni a partecipare alla manifestazione del 23/02/2012 che si terrà a Roma al cinema Adriano e ad indire assemblee, manifestazioni, conferenze stampa per la giornata del 24/02/2012 per illustrare e diffondere sul territorio le ragioni e le proposte dell’Avvocatura.
PRENDE ATTO E FA PROPRIA
la delibera dalla Giunta OUA del 16/02/2012 con la quale è stato indetta l’ulteriore astensione dalle udienze civile e penali da mercoledì 21 marzo 2012 a sabato 24 marzo 2012, in previsione e concomitanza del Congresso Straordinario Forense fissato per i giorni 23 e 24 marzo a Milano.
INVITA
i neoeletti Presidenti dei Consigli degli Ordini Forensi a fissare una riunione con i delegati al Congresso Straordinario per discutere dei temi congressuali, all’uopo convocando per la giornata del 14 marzo 2012 un’assemblea presso ogni singolo ordine.
CONFERMA
tutte le iniziative approvate con la delibera del 20/01/2012 che si riportano di seguito:
1) Occupazione “simbolica” degli uffici giudiziari con manifestazioni territoriali e conferenze stampa in cento uffici giudiziari in due giorni da fissare nei giorni 23 e 24 febbraio 2012.
2) Plurime manifestazioni davanti a Palazzo Chigi, Camera dei Deputati e Senato.
3) Astensione dalle udienze.
4) Incontri locali e nazionali con i Parlamentari negli stessi giorni delle manifestazioni.
5) Presenza massiccia sui media (giornali e Tv) nelle stesse giornate.
6) Invito ai giudici onorari di aderire a tutte le manifestazioni indette dall’Avvocatura.
7) Stampa di manifesti e volantini da affiggere e distribuire fuori e dentro i Tribunali.
8) Invio massiccio di fax e telegrammi di protesta al Presidente del Consiglio, ai Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati, al Ministro della Giustizia.
9) Incontri con i cittadini e con le istituzioni territoriali in sedi pubbliche e private.
10) Costituzione di task force di avvocati in ogni ufficio giudiziario per sostenere e illustrare le iniziative dell’Avvocatura.
11) Incontri e manifestazioni territoriali e nazionali con le altre professioni.
12) Organizzazione di una manifestazione a Strasburgo ampiamente partecipata dall’Avvocatura in vista dell’approvazione della direttiva sui servizi, contro l’equiparazione della professione forense all’attività di impresa

Roma, 17 febbraio 2012

Il Segretario Il Presidente
Avv. Fiorella Ceriotti Avv. Maurizio de Tilla

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OUA, al Consiglio Ordine Avvocati di Rimini: lavoriamo insieme per l’avvocato del futuro

6 febbraio 2012

Le recenti elezioni al Consiglio dell’Ordine di Rimini si sono svolte con la larga partecipazione dei giovani che hanno imposto un importante rinnovamento.

Molte le new entry che dovranno occuparsi della gestione dell’albo riminese, uno dei più importanti del distretto.

Prima di ogni considerazione sul futuro dell’avvocatura riminese è doveroso ringraziare il Presidente uscente, avv. Giovanni Scarpa, che nell’ultimo biennio ha guidato l’Ordine con competenza ed equilibrio difendendo, in ogni situazione, il ruolo istituzionale dell’avvocatura come soggetto centrale del diritto di difesa e di diritto costituzionalmente garantito.
Funzione svolta in un periodo di grandi cambiamenti ed in un momento in cui l’avvocatura è ingiustamente “attaccata” da chi ha interesse a ridurne il ruolo.

Un ringraziamento personale lo devo al Presidente Scarpa per essersi battuto con eleganza e fermezza al Congresso Nazionale Forense di Genova del 2010 per la mia candidatura all’Organismo Unitario dell’Avvocatura, ottenendo la elezione e consegnandomi, così, un importante ruolo di rappresentanza per tutta l’avvocatura riminese.

Ai Consiglieri dell’Ordine neoeletti ed ai Consiglieri confermati vanno i complimenti dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura e, soprattutto, un augurio affinché l’Ordine riminese sia “vicino” a questo organismo e trovi la forza di porre, avanti ad ogni cosa, la figura dell’avvocato nella sua centralità per la difesa dei diritti umani che, ancora oggi, vengono violati nell’immigrazione, nel lavoro, nelle carceri e nella difesa dell’ambiente e soprattutto nella funzione massima di garante delle regole.

Da sempre l’avvocato è testimone e fautore di rinnovamento e, soprattutto, è il custode dei diritti di tutti, fedele al giuramento di “adempiere ai propri doveri professionali con onore, lealtà e diligenza, per i fini della Giustizia e per gli interessi superiori della Nazione”.

L’avvocatura del futuro per essere libera dovrà, dunque, continuare ad essere autonoma presidiando la legalità e gli interessi che sono alla base del patto sociale che i membri della comunità stipulano idealmente per la salvaguardia del bene comune.

Nell’era della globalizzazione l’avvocato dovrà uscire dal proprio ordinamento giuridico nazionale ed entrare nell’Europa dei “nuovi affari”. Dovrà poi camminare verso i “diritti nuovi” (come è l’aggressività dei media oppure l’attività di impresa resa più complessa dalle nuove tipologie di contratto tali da richiedere al Governo nuove strutture giudiziarie) che offrono nuovi terreni di intervento e che sono di stimolo per la trasformazione della funzione dell’avvocato.

Sul piano operativo è obbligatorio uscire dallo studio individuale che tratta tutti gli affari, per navigare verso le specializzazioni e la ricerca di forme associate di attività tra più avvocati o tra avvocati e altri liberi professionisti oppure l’unione con studi professionali stranieri.

L’Organismo Unitario dell’Avvocatura si batte per una nuova figura di avvocato e, per questo, confida nella piena collaborazione tra Ordine e OUA.