Tribunale. Trasferire personale da Rimini a Cesena: avvocatura basita

Da “Newsrimini”
“Sottrarre personale a Rimini per spostarlo a Cesena significa aggravare ulteriormente la situazione riminese e non risolvere il problema di Cesena a cui si aggiungerà, a breve, il problema di Forlì.” A dirlo è l’avvocato Marzio Pecci dell’Oua a commento delle recenti dichiarazioni del sottosegretario Caliendo.
15 giudici e 18 operatori amministrativi. Questo il deficit di personale a cui deve far fronte il Tribunale di Rimini secondo l’Organismo Unitario dell’Avvocatura. Un disagio testimoniato anche dall’essere recentemente diventato sede disagiata per un posto di giudicante. Alla luce di tutto ciò sorprende allora che il sottosegretario alla giustizia, Caliendo, in risposta ad un’interrogazione proponga di “spostare temporaneamente personale dagli uffici giudiziari di Rimini” a quelli di Cesena. Sarebbe stato più logico, spiega tra l’altro a TEMPO REALE (Radio Icaro – IcaroTv) il delegato OUA Marzio Pecci, traslocare personale da Forlì visto che Cesena ne è sede distaccata. “Se il Governo però non sa che il tribunale riminese è in grave difficoltà – attacca Pecci – la colpa è anche dei parlamentari locali (sia di destra che di sinistra) che non si sono fatti portavoce della situazione di disagio. Se si preoccupano più dei canoni demaniali che della giustizia, questi sono i risultati”.
La decisione vera e propria sarà comunque demandata al presidente di Corte d’Appello di Bologna che, spiega Pecci, conosce bene la situazione riminese. Quindi quella del sottosegretario potrebbe restare solo un’uscita infelice senza esito.

La nota stampa di Marzio Pecci (OUA)

La risposta che il Sottosegretario alla giustizia, Massimo Caliendo, ha dato, alla Camera dei Deputati, all’interrogazione dell’on. Brandolini (PD), sulla carenza di personale nella sezione distaccata di Cesena, lascia basita tutta l’avvocatura riminese.
Il sottosegretario propone di “spostare temporaneamente personale dagli uffici giudiziari di Rimini alla sezione distaccata di Cesena”.
La proposta di Caliendo mostra la totale improvvisazione degli Uffici del Ministero nell’affrontare il problema della carenza di personale nei Tribunali di Rimini e Forlì (il tribunale di Cesena è sede distaccata di Forlì).
Proprio l’estate scorsa, il 28 giugno, l’Organismo Unitario dell’Avvocatura, si è attivato per segnalare ai parlamentari riminesi, di maggioranza e di opposizione, la grave carenza di personale (giudici e personale amministrativo) in cui versava e versa il Tribunale di Rimini: mancano 15 giudici e 18 operatori amministrativi.
Purtroppo la politica, alla richiesta di aiuto, con comportamento bipartisan, è rimasta indifferente ed oggi l’avvocatura non può far altro che esprimere il proprio disappunto sia per la risposta che il sottosegretario Caliendo ha dato alla Camera che per il disinteresse dei parlamentari locali.
Sottrarre personale a Rimini per spostarlo a Cesena significa aggravare ulteriormente la situazione riminese e non risolvere il problema di Cesena a cui si aggiungerà, a breve, il problema di Forlì.
I parlamentari locali, dunque, si adoperino per rappresentare al Ministro ed al Sottosegretario Caliendo la grave crisi del Tribunale di Rimini (non a caso classificato, da Panorama, tra i 7 peggiori d’Italia) e li sollecitino ad una soluzione che non può essere diversa da quella di coprire l’organico scoperto.

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