AVVOCATI RIMINI:Oua e Ordine Avvocati insieme per un New Deal della giustizia

8 ottobre 2011

L’OUA PER UN “NEW DEAL DELLA GIUSTIZIA”

MANIFESTAZIONI IN TUTTA ITALIA, IN OLTRE 100 CITTÀ E UFFICI GIUDIZIARI

Anche gli avvocati riminesi (rappresentati dal Consiglio dell’Ordine nella persona del Presidente avv. Giovanni Scarpa e del delegato OUA per l’Emilia Romagna avv. Marzio Pecci) hanno aderito alla manifestazione distrettuale di Bologna del giorno 6 ottobre 2001 contro la mercificazione dei diritti dei cittadini.
L’avvocatura riminese aderisce così ai manifesti di proposte concrete per rimettere in moto il Paese, correggendo le storture contenute nell’ultima manovra economica, come la chiusura indiscriminata dei piccoli tribunali e senza ricorrere a esperimenti fallimentari e incostituzionali come la media-conciliazione obbligatoria.
Occorrono interventi condivisi come indicati dal “Patto per la Giustizia” e il “Decalogo dell’Oua” per modernizzare la macchina giudiziaria.
L’avvocatura unita è passata così dalla “protesta alla proposta” per lanciare un “New Deal della giustizia”, per restituire competitività al Paese e per tutelare i diritti dei cittadini.
Presenta così i quattro manifesti di proposte (Revisone della geografia giudiziaria, patto per la giustizia e
decalogo per l’efficienza della macchina giudiziaria, contro la media conciliazione obbligatoria e riforma forense) per ridare efficienza alla macchina giudiziaria e alle libere professioni.
Il mondo della giustizia chiede a gran voce cambiamenti, senza che si rimanga ancora una volta incastrati nelle sterili contrapposizioni politiche di questi anni.
La giustizia non può più essere un campo di battaglia e neppure un terreno di politiche senza respiro improntate a logiche economiciste, come avvenuto con l’ultima manovra economica. Per esempio con la prevista chiusura dei piccoli tribunali.
In tal senso crediamo sia opportuno accogliere con grande attenzione il richiamo del Presidente della Repubblica, che in una lettera del luglio 2011 chiedeva una rimodulazione “non traumatica” dell’attuale geografia giudiziaria, anche in considerazione delle “ragioni delle comunità locali che in essi vedono un baluardo di sicurezza e legalità”».
La giustizia, pur in presenza di una crisi economica come quella attuale, non va assolutamente gestita in termini di produttività aziendale, ma di efficienza e efficacia, perché è un bisogno primario della collettività e i suoi costi devono considerarsi come socialmente utili. Risparmio ed efficienza si possono ottenere partendo dalla riorganizzazione sul territorio degli attuali uffici di primo grado, ridistribuendo all’interno di ciascuna Corte di Appello o regione il carico di lavoro, il territorio e l’organico, così preventivamente verificando possibilità e opportunità di ottenere uffici il più possibili omogenei. Nei tribunali, impropriamente chiamati “minori”, i tempi di risposta della giustizia sono ottimali e rispecchiano i parametri europei, anche in presenza di organici sottodimensionati e non aggiornati.
La strada da seguire passa anche per altri provvedimenti, per esempio l’introduzione rapida del processo civile telematico, la diffusione delle prassi positive già applicate con successo in diversi tribunali, come quello di Torino e il reinvestimento di tutto il gettito del contributo unificato nel settore giustizia. Nonché attraverso l’applicazione selezionata e rigorosa di avvocati come giudici laici e l’introduzione di termini perentori per i giudici. È urgente, inoltre, abolire l’obbligatorietà della media-conciliazione, incostituzionale e non in linea con le direttive europee e implementare, invece, innovativi meccanismi volontari e poco costosi di risoluzione alternativa dei conflitti, nonché riformare la magistratura laica (giudici di pace, onorari..ecc).
È questo il contributo dell’Avvocatura per il bene del Paese e crediamo che esso meriti l’attenzione della politica, come avvenuto con analoghe iniziative della Confindustria, anzi speriamo sia il terreno di confronto per future iniziative comuni e condivise anche con il mondo dell’impresa e non come fatto fino ad ora con l’aggressione e l’esclusione sistematica delle rappresentanze dei professionisti, un settore che tutela diritti sanciti costituzionalmente e che determina il 3% del nostro Pil.
L’avvocatura ha diritto ad un’autonoma riforma della professione forense, non potendo assoggettare gli avvocati alle regole della concorrenza, gli avvocati non possono essere assimilati alle imprese.

Rimini 7 ottobre 2011

Ordine avv.ti Rimini Delegato OUA Emilia Romagna
Avv. Giovanni Scarpa avv. Marzio Pecci

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