OUA: IL PARLAMETINO HA APPROVATO LA PROSECUZIONE DELLA LOTTA CONTRO LA MEDIAZIONE E LA ROTTAMAZIONE DEL PROCESSO

29 marzo 2011

ASTENSIONE DALLE UDIENZE PER IL 14 E 15 APRILE

L’assemblea dei delegati OUA ha deliberato, con voto unanime, di proseguire la protesta contro la mediazione decretando l’astensione dalle udienze per i giorni 14 e 15 aprile.

L’agitazione degli avvocati ha trovato il sostegno dell’Associazione Nazionale Magistrati, dei sindacati e di molte forze politiche.

Il dibattito del parlamentino OUA ha evidenziato l’ingiustificata sordità del Ministro che rifiuta ogni modifica della legge seppur conscio che l’istituto così come proposto non può funzionare.

Gli avvocati, che ogni giorno salgono le scale dei tribunali, non possono rimanere silenti di fronte alle gravi lacune di una legge che introduce un istituto pre-processuale inadeguato a ridurre il contenzioso che rappresenta un grande business per le società di conciliazione e che mette la giustizia nelle mani di speculatori con grave nocumento per i cittadini.

L’esercizio della Giustizia, in quanto funzione pubblica, così come la scuola o la sanità, non possono essere esercitati in modo privato guardando solo agli utili di esercizio.

La media-conciliazione, così come oggi strutturata, inoltre, non prevede l’obbligo della difesa tecnica del cittadino violando in tal modo un diritto costituzionalmente garantito.

Il Parlamentino dell’OUA, in buona sostanza, ha ribadito che non è contrario alla media-conciliazione “a prescindere”, ma la contrarietà deriva dalla mancanza di garanzie del diritto di difesa del cittadino, dalla mancanza della terzietà del conciliatore e dalla mancanza delle competenze tecnico-giuridiche del mediatore.

Uguali considerazioni devono essere fatte contro il progetto di rottamazione della giustizia che, si è detto, non risolve il problema del processo civile, ma avvia il progetto nascosto di svuotare la giurisdizione per privatizzare la giustizia.

Queste le ragioni per le quali l’avvocatura deve fare sentire la sua voce ed anche il foro di Rimini viene invitato ad astenersi, nelle date suddette, a tutte le udienze, civili, penali, amministrative e tributarie nel rispetto del codice di autoregolamentazione.
Rimini, 29 marzo 2011

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OUA: mediaconciliazione, ripropongo la lettera ai cittadini

20 marzo 2011

MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA:
LA SOLUZIONE O UNA GRANDE FREGATURA?

Caro cittadino,

sai che dal 21 marzo la giustizia civile verrà “svenduta” a privati e comincerà così la sua definitiva rottamazione, con un altro aumento ingiustificato di costi a tuo carico?

Probabilmente non sai che dal 21 marzo 2011, prima di poter richiedere al Giudice la tutela dei tuoi diritti, sarai costretto a subire una nuova pasticciata procedura che ti comporterà costi e ritardi?

Sai che per legge avrai l’obbligo di rinvolgerti ad un mediatore prima di rivolgerti al giudice?
Prendere o lasciare, non avrai scelta!
Dovrai versare un importo variabile da 105 a 9.240 euro, in base al valore della controversia, anche se non intendi conciliare, importo non rimborsabile salvo una limitata detraibilità fiscale.

Sai anche che il tuo mediatore potrebbe non essere “quello sotto casa”, perché potresti essere convocato a centinaia di chilometri di distanza, e che, pur in tua assenza, il mediatore potrà fare una proposta di conciliazione fortemente vincolante per il futuro giudizio?

E SE LA CONCILIAZIONE NON RIESCE, COSA SUCCEDE?

Avrai pagato inutilmente queste somme; avrai aspettato almeno 4 o 5 mesi, e, solo dopo, potrai finalmente andare davanti al Giudice in Tribunale.

È questa, secondo te, la legge che dovrebbe accelerare i tempi della giustizia, ridurre i costi e portare vantaggi ai cittadini?


OUA: continua con successo l’astensione degli avvocati dalle udienze

20 marzo 2011

OUA: L’ENTRATA IN VIGORE LUNEDI’ DELLA MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA INCIDERA’ SU OLTRE MEZZO MILIONE DI CAUSE

“L’ADESIONE ALLO SCIOPERO E’ MASSICCIA”.

Prosegue la protesta dell’avvocatura riminese. Per la prossima settimana (24 e 25 marzo) è stato convocato, a Roma, il parlamentino OUA. Sono stati altresì fissati e programmati i prossimi appuntamenti dell’OUA con le istituzioni: il 28 marzo con il presidente della Camera, Gianfranco Fini, il 7 aprile con il ministro degli Interni, Roberto Maroni e poi, in giornate ancora stabilire, con il presidente dell’Udc, Pier Ferdinando Casini e con il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. L’astensione continuerà fino al 22 marzo.
Anche gli avvocati romagnoli stanno dando prova di una grande unità in questa battaglia in difesa dei diritti dei cittadini. Lo dimostrano le adesioni all’astensione: oltre il 90% dei legali stanno incrociando le braccia. Pregevole il sostegno ricevuto dalla magistratura, con in testa l’Anm, nonché dalle forze politiche, ed infatti la prossima settimana sarà calendarizzato al Senato un ddl bipartisan che modificherà questo sistema di mediazione finalizzato alla conciliazione.

Ancora bisogna ripetere che non si può accettare un sistema che è innanzitutto incostituzionale sotto molteplici aspetti, che è contro i diritti dei cittadini, che è escludente nei confronti degli stessi avvocati, che è viziato da una logica strettamente economicista nonché dettato da precisi settori dell’impresa di questo Paese (Confindustria, banche, assicurazioni…).
L’avvocatura intera non vuole essere corresponsabile di un processo di svendita della giurisdizione e di privatizzazione della giustizia civile, nonché di un attacco così duro alla professione di avvocato.


Roma: OUA, gli avvocati chiedono le dimissioni del Ministro della Giustizia Angelino Alfano

17 marzo 2011

“La manifestazione di oggi a Roma fa nascere un’avvocatura forte e unita che, godendo della rappresentanza politica, vuole farsi sentire da una politica sorda ai nostri bisogni”.
Con queste parole il Presidente dell’OUA Maurizio De Tilla ha iniziato il proprio intervento al Teatro Capranica, alla presenza di duemila avvocati, prima di recarsi a Piazza Montecitorio per portare la protesta, contro la media conciliazione e la rottamazione dei processi, al Governo.
Purtroppo anche oggi l’avvocatura ha dovuto constatare l’inaffidabilità della politica. Il Ministro di Giustizia, on. Angelino Alfano, al Congresso di Genova, aveva promesso di aprire un tavolo su tutte le problematiche dell’avvocatura … non lo ha fatto! Ha proseguito, al contrario, nel suo progetto di entrata in vigore della media conciliazione respingendo la richiesta di proroga, formulata dall’OUA e sostenuta dai Parlamentari di maggioranza e di opposizione in Commissione.
Non diverso è il comportamento della sinistra: ogni volta che il suo responsabile giustizia, l’on. Orlando, si rivolge agli avvocati, come ha fatto anche oggi, mostra di condividere le loro istanze … sia sulla media conciliazione che sul decreto Bersani, che lo ha definito un errore della sinistra e del governo Prodi!
Bene! Se destra e sinistra condividono le ragioni dell’avvocatura perché continuano ad adottare misure che porteranno alla cancellazione del diritto di difesa dei cittadini o quanto meno alla privatizzazione della giustizia?
L’avvocatura è certa che la legislatura si concluderà senza alcuna modifica della Legge Bersani, ma è altrettanto certa che non rinuncerà alla battaglia contro la media conciliazione che rappresenta un danno per i cittadini e soprattutto perché gli avvocati vogliono essere avvocati e non vogliono essere mediatori.
Gli avvocati uniti (questi i numeri di oggi: 2000 avvocati, 130 ordini, tutte le associazioni) hanno chiesto al Ministro di dimettersi e contemporaneamente gli hanno rivolto un messaggio: “Le riforme della giustizia non possono essere fatte senza gli avvocati”. Per questo “bisogna eliminare lo sconcio della media conciliazione”. Poi … “non si può eliminare l’arretrato mediante la rottamazione che vede il cittadino obbligato a pagare per conoscere le motivazioni della sentenza”.
Il Presidente De Tilla ha concluso il proprio intervento affermando che l’avvocatura intera è una forza dotata di moralità, coraggio e lealtà e, da sempre, a favore dei cittadini.


OUA, su mediazione intervenga il premier

15 marzo 2011

L’Organismo unitario dell’avvocatura chiede con una lettera l’ intervento del premier Berlusconi. E scrive anche al presidente della Camera Fini perché il 16 marzo, giorno in cui gli avvocati attueranno una manifestazione davanti a Montecitorio, possa esserci un incontro con i deputati. ”I diritti dei cittadini non si toccano. Per questa ragione ci rivolgiamo al presidente del Consiglio e a tutti i parlamentari perché si intervenga con decisione”, dice il presidente dell’Oua Maurizio de Tilla.
L’Oua stima in 200 mila gli avvocati che dal 16 al 22 si asterranno dalle udienze e fa presente che ”gia’ ora oltre 120 Ordini hanno aderito e la quasi totalità delle associazioni forensi”.
Secondo l’organismo di rappresentanza politica dell’ avvocatura l’obbligatorietà della mediazione finalizzata alla conciliazione, ”di fatto, svenderà ai privati un pezzo del nostro sistema giudiziario e cambierà, in peggio, la vita degli italiani, limitando il diritto di difesa sancito dalla nostra Costituzione”.
”Con la scusa di voler snellire i tempi dei processi”, con questa riforma il governo ha consentito ”che alcune ‘caste’ di questo Paese, con i poteri forti, mettessero le loro mani sulla giustizia pubblica, nonché‚ sul grande business della formazione dei conciliatori”. Il risultato sarà un “grande inganno che porterà ad avere una giustizia rapida per i forti (imprese, banche, assicurazioni, ecc) e un’altra di serie B, costosa, lenta e inefficiente per i cittadini comuni.
Nel mirino della protesta anche ”la rottamazione dell’arretrato giudiziario”, con lo smaltimento delle cause pendenti affidato a ausiliari, cioè avvocati e magistrati in pensione, con ”un meccanismo a cottimo”: ”così il cittadino, oltre al danno del dover attendere molti anni, dovrà subire in futuro la beffa di vedere la sua richiesta di giustizia trattata da una catena di montaggio, senza alcun criterio di qualità e rigore”. (ANSA).


OUA: l’avvocatura si prepara a scendere in piazza, il 16 tutti a Roma al Capranica ore 10

13 marzo 2011

PROTESTA UNITARIA E COMPATTA DELL’AVVOCATURA, 200 MILA AVVOCATI SI ASTERRANNO DALLE UDIENZE DAL 16 AL 22 MARZO””
IL 16 MARZO ASSEMBLEA A ROMA ALLE ORE 10 AL TEATRO CAPRANICA. ALLE ORE 13 MANIFESTAZIONE DAVANTI MONTECITORIO

L’avvocatura intera dice “no alla svendita e alla rottamazione della giustizia civile, i diritti dei cittadini non si toccano”.
Oltre 100 ordini forensi (Rimini e Forlì compresi) e la quasi totalità delle associazioni di avvocati (dai giovani avvocati dell’Aiga all’Unione Camere Civili, dall’ Anf ai Giuristi democratici, dagli avvocati di famiglia dell’Aiaf alle Camere minorili e dell’Osservatorio del diritto di famiglia, dai tributaristi dell’Uncat agli amministrativisti della Siaa, fino ai giudici di Pace dell’ANGdP, continuando con quelli dell’Unarca, di Agire Informare e dell’Accademia Forense, oltre ai molti penalisti che aderiranno singolarmente) sostengono le iniziative indette dall’Oua.
Migliaia le adesioni di singoli avvocati alla manifestazione del 16 marzo a Roma al teatro Capranica ed anche da Rimini e Forlì partiranno guidati dal Presidente dell’Ordine di Rimini avv. Giovanni Scarpa, dal Consigliere delegato dell’Ordine di Forlì, avv. Patrizia Graziani e dal delegato OUA avv. Marzio Pecci.
Dunque il primo appuntamento è il 16 marzo a Roma alle 10 al Teatro Capranica e poi alle 13 davanti a Montecitorio, e lì incontreremo i Parlamentari per esporre le nostre ragioni indicate nella lettera ai cittadini.
Il prossimo 21 marzo la giustizia civile italiana verrà travolta e ulteriormente mortificata dall’entrata in vigore dell’obbligatorietà della mediazione finalizzata alla conciliazione (media conciliazione), un provvedimento che, di fatto, “svenderà” ai privati un pezzo del nostro sistema giudiziario e cambierà, in peggio, la vita degli italiani, limitando un diritto sancito dalla nostra Costituzione. Purtroppo in tutti questi mesi, si sono rappresentate le osservazioni e le critiche degli avvocati come un riflesso corporativo in difesa di interessi particolari, nel frattempo ci si scordava di raccontare la realtà di una riforma varata dal Governo che con la scusa di voler snellire i tempi dei processi, consentiva, invece, che alcune “caste” di questo Paese, con i poteri forti, mettessero le loro mani sulla giustizia pubblica, nonché sul grande business della formazione dei conciliatori. Vogliamo che i cittadini comprendano che questo è un “grande inganno” che porterà ad avere una giustizia rapida per i più forti (imprese, banche, assicurazioni, ecc) e un’altra di serie B, costosa, lenta e inefficiente per i cittadini comuni».
In questi giorni sono in discussione ulteriori provvedimenti che prevedono la “rottamazione” dell’arretrato giudiziario, con una soluzione all’italiana: visto che non sono in grado di far funzionare la giustizia, allora mettono in campo alcuni cosiddetti “ausiliari”, avvocati e magistrati in pensione, che, di fatto, con un meccanismo a cottimo, smaltiscono le cause pendenti. Così al cittadino, oltre al danno del dover attendere molti anni, potrà subire in futuro la beffa di vedere la sua richiesta di giustizia trattata da una catena di montaggio, senza alcun criterio di qualità e rigore. Eppure le proposte per far funzionare la macchina giudiziaria, tanto per le imprese come per i cittadini comuni, senza abbassare la qualità del servizio, senza mortificare il ruolo della difesa e la professionalità degli avvocati, sono da mesi sul tavolo del ministro di Giustizia. Senza risposta. Progetti concreti, come il “Decalogo Oua” e il “Patto per la giustizia e per i cittadini”, sottoscritto con i magistrati dell’Anm, che salvaguardando il carattere pubblico e universale del sistema-giustizia, puntano sulla managerialità, sulla riorganizzazione degli uffici, sull’innovazione tecnologica e il processo telematico, sulla riforma della magistratura laica e sull’estensione delle prassi positive, nonchè sull’implementazione dei meccanismi conciliativi ed extragiudiziali, senza, però, alcun carattere di obbligatorietà (l’Italia oltretutto sarebbe l’unico caso in Europa)».
Rimini, 13 marzo 2011


OUA: Ansa, Tar del Lazio, discusso il ricorso contro la mediaconciliazione

9 marzo 2011

ANSA, Giustizia: a giorni decisione Tar su mediaconciliazione

OGGI DISCUSSO RICORSO AVVOCATURA CONTRO REGOLAMENTO

ROMA, 9 MAR – Si conoscera’ a giorni la decisione del Tar del Lazio in merito al ricorso con il quale l’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua), alcuni Consigli forensi italiani e singoli avvocati, contestano il regolamento sulla ‘mediaconciliazione’ emanato dal ministero della Giustizia per introdurre la mediazione e la conciliazione obbligatoria nelle controversie civili e commerciali.
Oggi il ricorso e’ stato discusso nel merito; in aula erano presenti circa 50 avvocati che in tarda mattinata si sono presentati davanti alla sede del Tar di via Flaminia (hanno confermato anche per il 16 marzo una manifestazione al Teatro Capranica).
I giudici della I sezione del tribunale, presieduti da Giorgio Giovannini, si sono riservati di emettere a breve la loro sentenza. Non e’ escluso che il provvedimento possa essere pubblicato prima del 21 marzo prossimo, giorno in cui il regolamento contestato entrera’ in vigore.
L’Oua ritiene il nuovo regolamento illegittimo; tesi che e’ stata oggi confermata in aula dal legale dell’associazione, il sindaco di Venezia e avvocato Giorgio Orsoni. Ad avviso dei ricorrenti, tra l’altro, il provvedimento ministeriale ‘riduce l’accesso alla giustizia’, ‘abbassa la qualita’ della figura del mediaconciliatore’ e ‘si affida a un regime transitorio che abilita
immediatamente soggetti senza alcuna preparazione’.