MEDIACONCILIAZIONE E ROTTAMAZIONE GIUSTIZIA CIVILE

19 febbraio 2011

L’Organismo Unitario dell’Avvocatura è contrario alla “rottamazione” della giustizia civile ed all’obbligatorietà della mediaconciliazione perchè la volontà di questo Ministro è quella di costruire una giustizia in favore dei poteri forti a discapito dei cittadini più deboli.
Il Parlamentino dell’OUA, riunito a Roma presso i locali della Cassa Forense, nei giorni 18 e 19 febbraio, ha deliberato importanti azioni di protesta per la “difesa della difesa”, diritto costituzionalmente garantito.
Ricordiamo che l’art. 24 della Costituzione recita:
(I) “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
(II) La difesa è un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
(III) Sono assicurati ai non abbienti con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
(IV) La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.

Al più presto sarà pubblicato il comunicato ufficiale dell’organismo unitario dell’avvocatura.

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VERTENZA GIUSTIZIA: L’OUA HA INCONTRATO IL PRESIDENTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE, UGO DE SIERVO

19 febbraio 2011

Si è tenuto nella tarda mattina l’incontro tra la Giunta esecutiva dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, guidata dal presidente, Maurizio de Tilla, e il presidente della Corte Costituzionale, Ugo De Siervo. Nella riunione, l’Oua ha illustrato la proposta sulla modifica della Costituzione includendo l’avvocatura, insieme alla magistratura nella sezione che riguarda la giurisdizione.
Sono state inoltre presentate le iniziative dell’Oua contro la crisi che attanaglia la giustizia italiana, a partire dal “Decalogo per la riorganizzazione della macchina giudiziaria” e dal “Patto per la giustizia e i cittadini”, sottoscritto con l’Anm e tutti gli operatori del settore.

Alla fine della riunione Maurizio de Tilla si è mostrato profondamente soddisfatto: “Un incontro molto positivo, abbiamo illustrato la proposta di modifica della Costituzione per il riconoscimento dell’avvocatura come soggetto costituzionale nella giurisdizione e ribadito che il corretto funzionamento del sistema della giustizia dipende anche dall’indipendenza e dai rapporti equilibrati tra giudici e avvocati. Entrambi i soggetti (avvocati e magistrati) sono i protagonisti della giurisdizione».

Il presidente dell’Organismo unitario infine ha prospettato alcune delle proposte contenute nel Decalogo Oua per la riorganizzazione della macchina giudiziaria: “E’ necessario – conclude de Tilla, citando solo alcuni temi – ripartire dalla riorganizzazione della giustizia, razionalizzare l’impiego dei magistrati, adottare le best practices, avviare un serio e generale processo di informatizzazione degli uffici giudiziari e rilanciare il processo telematico, avviare la riforma delle molte figure di giudice onorario in una unica, rigorosa e qualificata magistratura laica”.

Roma, 18 febbraio 2011


MILLEPROROGHE:slittamento parziale dell’obbligatorietà della mediaconciliazione, condomini e sinistri stradali

16 febbraio 2011

Maurizio de Tilla, Oua: “È passata la volontà del ministro Alfano sul rinvio parziale. Rimangono inascoltate le istanze dell’Avvocatura. Nessuna attenzione al voto responsabile e bipartisan dei senatori dei giorni scorsi, vincono gli interessi dei poteri forti. Sarà dura la protesta degli avvocati ormai delusi dal Ministro della Giustizia. L’obbligatorietà della media-conciliazione è incostituzionale ed impedisce il libero accesso alla giustizia”.

Il presidente dell’organismo di rappresentanza politica dell’avvocatura, Oua, critica duramente la scelta del Ministro Alfano di inserire nel maxi emendamento, presentato al Senato al Milleproroghe, il parziale e insufficiente slittamento dell’obbligatorietà della mediaconciliazione per sole due materie: condomini e sinistri stradali. Per l’Oua l’approvazione del provvedimento aprirà un conflitto con oltre 230 mila avvocati e non mancheranno le proteste, a partire dall’astensione dalle udienze.

«Lo slittamento ad un anno per tutte le materie – dichiara il Presidente dell’OUA – avrebbe consentito una più ragionevole sistemazione della materia modificando il decreto legislativo nei punti più volte segnalati dall’Avvocatura. La mediaconciliazione obbligatoria non esiste in Europa e non funzionerà».

«Oltre 230mila avvocati protesteranno con decisione – continua – fino alla proclamazione dell’astensione dalle udienze ed in queste ore sono tante le delibere approvate dai consigli degli ordini forensi di tutta Italia. Invano ho inviato una lettera al Presidente del Consiglio per rappresentare la grande delusione della categoria per l’arrogante presa di posizione del Ministro Alfano».

«La mediaconciliazione obbligatoria – conclude de Tilla – così come definita, risponde esclusivamente alle esigenze di interessi particolari e alle pressioni dei poteri forti, non è in linea con le direttive europee ed è sotto molti profili incostituzionale. Rimangono inascoltate le osservazioni degli avvocati, nessuna attenzione al voto responsabile e bipartisan dei senatori dei giorni scorsi, ma non è ancora detta l’ultima parola, le proteste e le iniziative continueranno. L’Avvocatura manifesta il totale dissenso per le iniziative del Ministro che, invece che intervenire sulla riforma della macchina giudiziaria, ha rivolto la propria attenzione alla rottamazione della giustizia civile e, con essa, a sopprimere i diritti dei cittadini ad avere giustizia».

L’ARTICOLO DEL MAXI EMENDAMENTO

16 decies. “Il termine di cui all’articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, è prorogato di dodici mesi, limitatamente alle controversie in materia di condominio e del risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti”

Roma, 15 febbraio 2011


OUA: mediaconciliazione, proroga di un anno solo per infortunistica stradale e condominio?

12 febbraio 2011

DE TILLA, OUA: “È UN PROCEDIMENTO ILLEGITTIMO, SE NON RETTIFICATO, SARÀ PROTESTA UNITARIA DEGLI AVVOCATI”

«È un colpo di mano, il ministro Alfano ha ceduto ai poteri forti e ad alcuni ambienti ministeriali e con un blitz ha violato le regole del procedimento legislativo, facendo approvare un inammissibile emendamento che smentisce il precedente emendamento approvato nelle Commissioni riunite martedì scorso e che proroga ad un anno l’entrata in vigore dell’obbligatorietà della mediaconciliazione per solo due materie (infortunistica stradale e condominio). Il ministro Alfano così calpesta i diritti dei cittadini e si schiera contro l’avvocatura. La protesta unitaria degli avvocati sarà decisa». Questa la dura reazione di Maurizio de Tilla, presidente dell’organismo di rappresentanza politica degli avvocati, Oua, che ha anche annunciato l’invio di una lettera a tutte le istituzioni e associazioni forensi.

«Dobbiamo manifestare uniti la nostra contrarietà –continua – con l’invio al Ministro di mozioni e ordini del giorno di tutti gli Ordini e le Associazioni, con la tenuta di assemblee territoriali e nazionali, ed astensione dalle udienze. È in atto un evidente tentativo teso a rottamare la giustizia civile con l’ obbligatorietà della mediaconciliazione e con l’introduzione nel sistema giudiziario di ben 600 ausiliari con perenzione dei processi e sentenze adottate con motivazioni “brevissime” (già oggi sono brevi). Non possiamo accettare questa impostazione del Ministro della Giustizia che lede i diritti dei cittadini e il mandato difensivo».

«In tutte le procedure giudiziarie – spiega il presidente Oua – dobbiamo denunciare la incostituzionalità dell’obbligatorietà della mediaconciliazione che non esiste in Europa, che è frutto di eccesso di delega, che penalizza i cittadini con ulteriori oneri, che prevede effetti negativi collegati ad una proposta del conciliatore non scelto nè qualificato. Per queste ragioni l’OUA ha anche proposto un ricorso al Tar insieme al Consiglio dell’Ordine di Napoli, all’Unione delle Camere Civili, all’Aiaf, all’Unione dei giudici di pace, altri Ordini, Unioni, Associazioni e singoli avvocati».
«Comunque – conclude de Tilla – vogliamo ribadire che la strada intrapresa in modo bipartisan dal Senato non può essere mortificata dalle ingerenze dei poteri forti e di alcuni ambienti ministeriali»
Roma, 11 febbraio 2011


OUA,MILLEPROROGHE: approvato nelle Commissioni lo slittamento di un anno dell’obbligatorietà della mediaconciliazione

10 febbraio 2011

Maurizio de Tilla, presidente Oua: «Respinto il primo assalto dei poteri forti, il via libera in commissione all’emendamento che prevede lo slittamento di un anno dell’obbligatorietà della mediaconciliazione è di grande importanza. Forte sarà il nostro impegno per evitare che continuino le ingerenze improprie di chi vuole “privatizzare” la giustizia civile (Confindustria, ecc)».
L’Organismo Unitario dell’Avvocatura apprezza l’esito favorevole dell’iniziativa per lo slittamento di un anno dell’obbligatorietà della mediaconciliazione in attesa della modifica del decreto legislativo, come indicato con una mozione approvata all’unanimità dal recente Congresso Nazionale Forense. Il primo successo è stata la presentazione bipartisan di emendamenti in Commissione Giustizia che recepivano le richieste dell’avvocatura (Lusi, Benedetti Valentini e Della Monica ecc), ieri, uno di questi, è stato approvato nelle Commissione riunite Bilancio e Affari costituzionali.
Nel contempo il Presidente dell’Organismo di rappresentanza politica degli avvocati, Maurizio de Tilla, ha inviato, nella serata di ieri, due lettere (di seguito): una al Ministro di Giustizia Alfano e una al Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.

Roma, 9 febbraio 2011


OUA, MILLEPROROGHE:PRESSIONI DEL GOVERNO AL SENATO

5 febbraio 2011

De Tilla, presidente Oua: “Sosteniamo il responsabile lavoro dei senatori. Necessario lo slittamento dell’obbligatorietà di un anno per tutte le materie.
Stupisce il dissenso manifestato dal Ministero della Giustizia. Non bisogna dare spazio ai poteri forti”.

Il presidente dell’organismo di rappresentanza politica dell’avvocatura, l’Oua, Maurizio de Tilla, esprime una valutazione positiva del lavoro fin qui svolto dai Senatori con la presentazione bipartisan di diversi emendamenti al Milleproroghe, che recepiscono le richieste dell’avvocatura per uno slittamento ad un anno dell’obbligatorietà per la media conciliazione. Allo stesso tempo è netta la critica contro gli interventi in Commissione Giustizia dei sottosegretari di via Arenula, Giacomo Caliendo e Maria Elisabetta Alberti Casellati.

«L’entrata in vigore dell’obbligatorietà della mediaconciliazione deve slittare di un anno e il sistema deve essere modificato, è una questione di buonsenso – spiega il presidente dell’Oua – lo dimostrano non solo le fondate critiche dell’avvocatura e di decine di giuristi di primo livello, ma la stessa trasversalità che ha contraddistinto il confronto al Senato e i conseguenti emendamenti bipartisan presentati al Milleproroghe, nonché l’approvazione unitaria di un parere della stessa Commissione Giustizia che disattende le richieste del Governo e recepisce le molte osservazioni avanzate dal Congresso Nazionale Forense».

«Eppure in queste ore – conclude de Tilla – continuano, incessanti, gli interventi in Commissione e le pressioni dei sottosegretari del ministero di Giustizia, Giacomo Caliendo e Maria Elisabetta Alberti Casellati contro gli emendamenti presentati. L’Oua esprime sostegno all’iniziativa e al responsabile lavoro dei Senatori e non mancherà di far sentire, ancora una volta, la voce unitaria dell’avvocatura. È in corso una grande iniziativa di coinvolgimento di tutti i consigli degli ordini di tutta Italia, delle istituzioni e associazioni forensi, dei singoli avvocati, affinché si organizzino manifestazioni a sostegno dei senatori contro l’obbligatorietà della media conciliazione e a favore dello slittamento di un anno e della modifica del sistema. Tra le iniziative previste anche una o più giornate di astensione dalle udienze».

Roma, 3 febbraio 2011


RIFORMA FORENSE, OUA: “Il Presidente dell’antitrust Catricalà sbaglia. Gli avvocati non sono imprese”.

1 febbraio 2011

De Tilla, presidente Oua: ”Ci dà ragione anche l’Europa, spesso citata a sproposito. E ribadiamo: con oltre 230mila avvocati, oltre ad approvare la riforma forense, è necessario inserire un accesso programmato all’università”
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Maurizio de Tilla, presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, replica alle dichiarazioni sul disegno di legge di riforma forense all’esame della Camera dei Deputati, rilasciate del presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, al termine di un convegno sui professionisti a San Macuto. «Si persevera nel commettere gli stessi errori – spiega de Tilla – il presidente dell’Antitrust, Catricalà, esprime un giudizio sul progetto di legge di riforma forense all’esame della Camera su un presupposto sbagliato, che cioè gli avvocati italiani siano equiparabili alle imprese».
«Per essere più chiari – continua il presidente dell’Oua – visto che a sproposito si tira in ballo l’Europa, vogliamo ricordare agli esperti dell’Antitrust che dovrebbero considerare meglio la Direttiva n. 36 del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 settembre 2005, riguardante il riconoscimento delle qualifiche professionali. In tale direttiva non vi è alcun cenno alla natura di impresa dei professionisti. Anzi è detto espressamente che le regole europee delle professioni intellettuali non impediscono che uno Stato membro imponga, a chiunque eserciti una professione nel suo territorio, requisiti specifici motivati dall’applicazione delle norme professionali giustificate dall’interesse pubblico generale. Ma si dovrebbe anche leggere la successiva Direttiva (n. 123 CE, del 12 -12-2006) relativa ai servizi nel mercato interno e in particolare, l’art. 24, c. 2, che prevede che gli Stati membri devono fare in modo che le comunicazioni che emanano dalle professioni regolamentate ottemperino alle regole professionali riguardanti l’indipendenza, la dignità e l’integrità della professione. Ebbene, come fa l’Antitrust ad escludere la dignità di una professione, per esempio, dalla determinazione delle tariffe professionali che sono strettamente inerenti alla qualità della prestazione?»
«L’Antitrust – conclude de Tilla – ignora che le professioni rientrano nella sfera del lavoro intellettuale e le istituzioni degli avvocati hanno una funzione di tutela pubblica, quindi si metta il cuore in pace: non siamo noi l’ostacolo al mercato. Al contrario, anche in questa sede vogliamo ribadire che oltre ad approvare la riforma forense, con le opportune correzioni, è necessario inserire un accesso programmato all’università dal momento che la categoria conta ormai oltre 230 mila avvocati».
Roma, 1 febbraio 2011