RIMINI: Palazzo di Giustizia, i parcheggi interrati ancora chiusi dopo quattro anni; i parcheggi del Flaminio a pagamento

23 novembre 2010

comune di Rimini ha costruito il palazzo di Giustizia incastrandolo in un’area ad alta densità urbanistica.
L’opera, sotto l’aspetto speculativo, non è rimasta priva di effetti perchè ha agevolato la trasformazione delle aree limitrofe in aree edificabili, ma la miopia dei cattivi amministratori ha impedito di vedere i problemi di viabilità e di parcheggio che ne sarebbero derivati.
Purtroppo la cattiva politica non si è fermata lì perché ancora oggi mantiene chiuso, ai cittadini, agli operatori ed agli utenti del tribunale, nonché agli avvocati, il parcheggio interrato del palazzo di giustizia per trasformare l’area limitrofa (destinata a parcheggio privato con uso pubblico) da parcheggio libero in parcheggio a pagamento!
La cattiva politica ha bisogno di soldi, ma nel contempo perde centinaia di migliaia di euro nella mancata apertura del Palacongressi.
A proposito quanto è costata la mancata inaugurazione prima del 14 e poi del 25 settembre 2010? E i manifesti (6×3, 18 metri quadrati) li ha portati via la Cicogna posata sulla conchiglia? E il concerto? E quante sono le perdite giornaliere per le inadempienze contrattuali? Quanto è stato lo spreco nella costruzione dell’opera? Chi aveva l’obbligo di controllare i conti lo ha fatto? Gli amministratori pagheranno per le loro responsabilità? Sanno i cittadini che in 70 giorni il Palacongressi ha già perso un milione e mezzo? Lo slogan “Nato grande. Per voi” è più che veritiero, ma è nato grande per i debiti!!!
L’amministrazione tace, la politica anche, ma la città attende risposte!
Intanto l’amministrazione per far fronte alle perdite di questi sprechi ricorre alle multe e tassa le auto degli operatori della giustizia, degli utenti e degli avvocati che quotidianamente sono obbligati a utilizzare il parcheggio del tribunale ed il parcheggio privato del centro direzionale Flaminio.
Una amministrazione di questo tipo merita di essere cacciata dalla città non solo a calci nel sedere, ma con un cospicuo lancio di ortaggi ogni qualvolta si presenta in pubblico, proprio come accadeva in teatro all’epoca del futurismo quando la recita era stata grottesca e dissacrante.
La delibera comunale del piano della sosta che prevede i parcheggi privati del Flaminio a pagamento è grottesca e per questo deve essere revocata.
Gli albergatori riminesi, dopo aver protestato in modo unitario e fermo, hanno avuto ragione ed hanno ottenuto che i parcheggi del lungomare, in inverno, rimanessero liberi ed allora mi chiedo: a Rimini vige la politica di chi urla più forte? E che senso ha introdurre la sosta a pagamento su un parcheggio che viene usato solo al mattino cioè nelle ore di apertura degli uffici giudiziari? E perché obbligare il privato a costruire posti auto e vincolarli all’uso pubblico per poi trasformarli in parcheggio a pagamento?
Non è che l’operazione venga fatta per affittare i posti auto rimasti sfitti? Forse è in atto una nuova speculazione?
Per concludere, credo che ancora in una parte della maggioranza alberghi un pizzico di buon senso per cui da semplice cittadino domiciliato e, facendomi interprete di tanti operatori e condomini del Flaminio, chiedo, pubblicamente, al sindaco ed alla maggioranza, di desistere dal progetto e revocare la delibera che si contesta perché, alla città, crea più danno che utile.

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RICCIONE: il sindaco Pironi si aggrappa alle poltrone

21 novembre 2010

Povero Max aveva detto: cambierò Riccione; segnerò la discontinuità dalla vecchia Giunta. Proclami, solo proclami!!!
Dopo due anni e mezzo di legislatura ecco arrivare il flop. Per evitare di fare la fine di Tamanti (sindaco di Cattolica miseramente sfiduciato dalla propria maggioranza) ha rinunciato a convocare i consigli comunali!
Per sopravvivere però il Max riccionese, indifferente al bilancio comunale, distribuisce prebende: prima ha costituito un gabinetto del sindaco da far invidia a Vladimir Putin (vedi blog 20 agosto 2010); poi ha voluto l’agenzia degli eventi per “collocare” il disoccupato Villa (blog 30 agosto 2010) scatenando le ire dell’assessore Gobbi; poi ancora ha fatto dimettere l’assessore Tordi per ripescare il terzo iscritto del Sel (blog 16 agosto 2010) dopo un giro di poltrone da impressionare anche i migliori strateghi.
Adesso, però, che ha sistemato i tre comunisti del SEL gli rimane da “sistemare” la Tordi. A lei, per facilitarsi il compito, ha promesso la tessera del PD … così appena si libera un posto è pronta per … occuparlo.
E’ inutile che i cittadini si interroghino sulle competenze di queste persone. Il problema per il sindaco e per il PD è inesistente. Per la cultura della maggioranza occuparsi di immondizia o di farmaci è la stessa cosa perché le competenze sono cose da capitalisti e per gli amministratori neo-eletti nessuna dignità … basta percepire i compensi a fine mese da aggiungere al proprio stipendio e a fa’ c… gli interessi dei cittadini!
Così va la macchina pubblica riccionese … e la politica?


DIFFICILE CAMBIARE…. ora va di moda il tradimento!

16 novembre 2010

Dice lo scrittore Erri De Luca: “Da noi la parola pubblica ha smesso di portare responsabilità di quanto afferma. Può essere smentita il giorno dopo, trascurata come una qualunque esibizione pubblicitaria … non si chiede conto al politico del sabotaggio della frase da lui solennemente affermata. Gli si concede il diritto di mentire, di falsificare. La parola pubblica tocca presso di noi il gradino più basso” proprio come nella commedia che molti politici, dell’opposizione e fiellini, recitano in questi giorni nei talk show televisivi.
Ecco, oggi sulla scena del teatro, il nuovo trio politico Rutelli Fini Casini rappresenta l’essenza del tradimento della parola, dice in proposito Sallusti: Rutelli, è un ex radicale che, dopo aver tradito Pannella, si è candidato premier (sconfitto) di una coalizione cattocomunista (l’Ulivo), che ha successivamente tradito per mettersi in proprio. Fini, è un ex fascista che ha rinnegato i valori del Ventennio per diventare berlusconiano di ferro, che, al momento decisivo, la nascita del Pdl, ha tradito Casini, al quale aveva promesso che mai e poi mai si sarebbe fuso con Forza Italia e che, più di recente ha tradito pure Berlusconi. Casini, è il leader del partito dei cattolici italiani e non ha mai fatto mistero di essere pronto ad allearsi con chiunque (laici, atei, mangiapreti) pur di vincere contro Berlusconi (in alcune Regioni e molti Comuni lo ha pure fatto). Questi tre teatranti della politica nazionale non solo nella loro vita non hanno lavorato mai un giorno, ma da politici di professione, cresciuti alla scuola della Prima Repubblica, hanno saccheggiato le casse dello Stato e prodotto disastri economici e sociali dei quali ancora paghiamo dazio… e pensare che ogni giorno vogliono darci lezioni di moralità.
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Ai cittadini elettori voglio dire una cosa sola che tutti dobbiamo prepararci per una campagna elettorale che completi la pulizia della politica di questo Paese; liberiamoci da chi non mantiene la parola!


RICCIONE: urbanistica, un po’ di pulizia!

6 novembre 2010

Oggi rilasciare dichiarazioni contro Mario Maggioli sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, ma un po’ di pulizia nel settore urbanistica non guasterebbe.
Il coperchio della pentola dell’urbanistica era stato sollevato molti anni fa, nel 1999, allorché un cittadino trovò il coraggio di denunciare gli abusi alla Procura di Rimini, ma non ebbe soddisfazione … (mi sembra di ricordare che, dopo molto tempo, intervenne il proscioglimento degli imputati per prescrizione!!)
Negli anni successivi io stesso, candidato a sindaco per Forza Italia, denunciai gli illeciti comportamenti con un manifesto politico dal titolo “Cacciate i mercanti dal tempio” : mi costò tre denunce per diffamazione da parte dell’allora sindaco Imola e dell’allora dirigente all’urbanistica ing. Guglielmo Zaffagnini.
I procedimenti penali a mio carico si conclusero tutti con l’archiviazione, ma nessuno dei denuncianti ebbe la dignità di chiedere scusa.
Di quei tempi ricordo, invece, l’assessore Villa, sempre spocchiosa nei miei confronti, affermare che si meravigliava di come io non mi vergognassi per la mia battaglia ambientale, mentre il sindaco Imola faceva il controcanto, con l’arroganza di chi può contare sull’impunità, gridandomi: “.. Perché tu hai avuto la fortuna che io ho un’amicizia e un rispetto per Franca Mulazzani che quando mi ha telefonato per dire di fermare quella querela (in quel momento mi sono vergognato per la mancanza di dignità del mio coordinatore ), io ho telefonato subito al mio avvocato e lui ha fatto tutto quello che poteva (nulla!!) per fermare quella querela e non si è presentato, sennò pagavi anche i danni! E se vai avanti così ci sono altre occasioni!
Ecco questo era l’aria che si respirava in consiglio comunale tra maggioranza ed opposizione … ma l’onestà paga ed oggi la conferma della fondatezza di quelle denunce viene dalle indagini sul dirigente Zaffagnini, dalle indagini su alcuni progetti licenziati e sui sigilli all’immobile di Maggioli.
Non nascondo che per me si tratta di una piccola soddisfazione, ma mi chiedo: quale è il prezzo che questi signori hanno fatto pagare alla città? E Perché il sindaco Max Pironi, che aveva detto di voler creare una discontinuità con quell’urbanistica, non mantiene la promessa?
Forse le risposte, tra qualche anno, verranno dalla Procura e dal Tribunale di Rimini perché la politica non sa più dare risposte!


RICCIONE: Sindaco, piazza Unità non è progetto condiviso

1 novembre 2010

Come sempre il tempo è galantuomo ed il nostro Max che, in campagna elettorale, aveva tuonato contro la politica urbanistica del suo predecessore Imola è finito col riprendere gli stessi progetti speculativi per dare continuità alla politica del “caos urbanistico” che ha fatto arrabbiare sia le persone di buon senso e quelle che amano il proprio territorio.
Il nostro Max dopo essere andato in giro per il “Paese” in incontri con un pubblico “scelto” per sostenere che lui era un bravo amministratore e che il progetto di piazza Unità era sostenuto non solo dalla sua maggioranza, ma da tutta la città oggi si scopre che la sua era una “menzogna”: i diretti interessati, e cioè il Comitato Paese, ovvero i commercianti, che in quella zona fanno economia, dicono di non essere d’accordo con quel progetto e Lucia Baleani che è la loro “pasionaria” lo ha detto e ripetuto in un modo più che chiaro.
Il re è nudo! Ed allora sia concessa la domanda: perché questa ostinazione sindaco? Tutti, ormai, si sono resi conto che dietro questo progetto non c’è alcun interesse pubblico ma solo un interesse privato!
I cittadini non sono stupidi e tutti sanno chi sono i beneficiari del progetto: da un po’ di tempo a Riccione si spaccia l’interesse privato per interesse pubblico e se anche Riccione non vuole fare la fine di Rimini (basta guardare i recenti commissariamenti della Banca di Rimini e della Cassa di Risparmio, lo scandalo del Palas, ecc.) è bene iniziare a moralizzare la politica, di un altro obbrobrio come i giardini dell’Alba i riccionesi ne hanno abbastanza!!!
Nella città ci sono ancora tante persone oneste che militano a destra come a sinistra però occorre dare loro la possibilità di esprimersi … respingere il progetto di piazza Unità può essere un primo passo.