La ripresa del mattone arriverà. Ma dopo il 2011

17 luglio 2010

Il mercato immobiliare soffre ancora e la ripresa è rinviata alla seconda metà del 2011. L’indagine nazionale Tecnoborsa, presentata, a Roma, conferma le difficoltà che sta vivendo il comparto del “mattone”. Nel biennio 2008-2009 è proseguito il calo degli acquisti anche se con un ritmo meno sostenuto, le famiglie italiane che hanno comprato sono scese al 3,5% dal 4,2% del biennio precedente (-0,7 punti percentuali). E per il 2010-2011 si prevede un calo ulteriore (-1,2 punti). In rosso anche vendite (-1,6 punti) e locazioni (nella domanda, -3,4 punti e – 6,4, nell’offerta).

Il mercato immobiliare italiano, ha commentato il presidente di Tecnoborsa, Raimondo Soria, è ancora immerso in un clima d’incertezza, anche se «la situazione è molto più incoraggiante rispetto alle dinamiche che si registrano in numerosi altri Paesi europei e al contesto statunitense».

Dallo studio, che ha preso in considerazione 2.200 casi, emerge come la stragrande maggioranza, il 71,1%, di chi ha comprato o tentato di acquistare casa lo abbia fatto per entrare in possesso dell’abitazione in cui vivere, e si tratta di una fetta in crescita rispetto al precedente biennio (61,2 per cento). Sale anche la fetta di chi ha acquistato per investimento, raggiungendo l’11,8%, in forte aumento a confronto con l’indagine condotta nel 2008 (5,9 per cento). Un rialzo causato probabilmente, spiegano da Tecnoborsa, anche dal rientro dei capitali dovuto allo scudo fiscale.

Al contrario, è crollata la percentuale di ha acquistato una seconda casa, sia se si considerano quelle per le vacanze che quelle per parenti prossimi. In entrambi i casi, il calo si è attestato al 7,9 per cento. Si tratta del valore minimo registrato dalle indagini di Tecnoborsa. Tuttavia, si legge sempre nel rapporto, «la riduzione del numero delle transazioni non ha comportato un pesante calo dei prezzi immobiliari, che sono scesi meno delle aspettative».
dal Sole24ore online di Claudio Tucci

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RICCIONE: Max Pironi, un altro flop

14 luglio 2010

Se nel mondo del turismo dici Firenze pensi all’Umanesimo ed al Rinascimento, se dici Ravenna pensi a Teodorico ed all’Impero Bizantino, se dici Roma pensi all’Impero Romano … se dici Riccione pensi al mare ed al sole. In buona sostanza ogni città determina la cultura dei propri cittadini.
Poco tempo fa ero in vacanza a Torino e per strada ho incontrato un torinese vero, molto gentile, che dopo qualche minuto di conversazione si è offerto di farci da “guida” mentre rientrava nella propria abitazione.
Una persona cortesissima che, in pochi minuti, ci ha “regalato” la sua cultura descrivendoci la città di residenza… Palazzo Carignano, Palazzo Madama, Palazzo Reale, Il Cambio, Carlo Alberto, Vittorio Emanuele II, Cavour, il Duomo, la Sacra Sindone, ecc.
Io, riccionese, navigando nei miei ricordi infantili, trovo, nella mia memoria, un tema dal titolo “Descrivete la vostra città” che iniziava così: “Riccione fin dal 1860 è città dedita al turismo, la sua rena finissima, color oro, ecc. ….“ e proseguiva poi a descrivere la cultura della nostra popolazione, una cultura strettamente marinara e turistica nata dal “sole” e dal “mare”, gli unici beni che possediamo fin dalla nascita.
Ecco pensavo che anche questo sindaco, con la giunta, non possedendo altro, fossero capaci di esprimere almeno questa cultura anche perché Lui, Max Pironi, facendo uno sforzo immane, aveva inventato “l’assessore delle piccole cose” (un Cangini di serie B), aveva trasformato un laureato in scienze politiche in un urbanista, aveva trasformato l’ingegnere in architetto, il tipografo in grafico … in un anno aveva fatto dei miracoli perché, con loro, voleva dare un’impronta nuova alla città.
Come sempre, però, il diavolo fa le pentole e non i coperchi ed ecco il flop, la scivolata .… l’urbanista, l’ingegnere, l’assessore alle piccole cose ed il sindaco cadono sul lettino .. sì quello di via Berlinguer … all’uscita dell’autostrada! L’ho visto oggi e ed allora mi chiedo, e chiedo ai miei quattro lettori, quale cultura turistica, hanno questi amministratori che dopo aver denominato la fontana di Piazzale Roma “il Bosco della Pioggia” ora offrono, in accoglienza del turista, la visione di un lettino (la mitica brandina) rivolto a Nord?
Ma lo sa l’urbanista, l’ingegnere, l’assessore alle piccole cose ed il Sindaco che il sole sorge ad est e tramonta ad ovest e che gli ospiti riccionesi, per abbronzarsi, posizionano, al mattino, il lettino rivolto ad est per poi ruotare durante il giorno fino ad arrivare a sera ed averlo verso ovest?
Se “l’assessore alle piccole cose”, l’urbanista, l’ingegnere ed il sindaco non sanno esprimere nemmeno la cultura della città in cui sono nati è meglio concludere dicendo una cosa sola: andava meglio quando andava peggio!!!


La “crisi aziendale” giustifica la risoluzione del contratto di affitto

5 luglio 2010

La “crisi aziendale” giustifica la risoluzione del contratto di affitto così si è espressa la Corte di Cassazione, Sezione III, con la sentenza del 21 aprile 2010, n. 9443 – Presidente Varrone – Relatore Amendola.
In buona sostanza la Suprema Corte ha affermato la possibilità del locatario di risolvere il contratto di locazione quando fatti estranei alla sua volontà, imprevedibili e sopravvenuti alla costituzione del rapporto, rendono gravosa per il conduttore la prosecuzione del contratto. La novità giurisprudenziale sta che tra i fatti imprevedibili ed estranei alla volontà del locatario oggi viene inserita la congiuntura economica.