DIRITTI SIAE E SCF, per chi tramette musica in pubblico

20 giugno 2010

Il locale aperto al pubblico che trasmette musica deve corrispondere i diritti a Siae e ad SCF (è il consorzio che gestisce in Italia la raccolta e la distribuzione dei compensi, dovuti ad artisti e produttori discografici, per l’utilizzo in pubblico di musica registrata, come stabilito dalle direttive dell’Unione Europea e dalla legge sul diritto d’autore).
La decisione è del Tribunale di Milano (sentenza n. 2289/2010) che si è occupato della vertenza. Per i giudici milanesi «la Scf è, quindi, legittimata in forza del mandato ricevuto dai produttori fonografici e ai sensi degli artt. 1703 e 1708 c.c., ad agire… per il pagamento del compenso dovuto in relazione alla diffusione di opere musicali nell’esercizio bar della società convenuta». Sostiene, dunque, il tribunale che «la domanda di Scf si fonda sull’autorizzazione dei propri mandanti, che rappresentano una percentuale pari a oltre il 95% delle case discografiche in Italia, alla gestione del diritto al compenso per l’uso dei fonogrammi negli esercizi pubblici e in occasione di ogni altra utilizzazione degli stessi, sia che questa avvenga a scopo di lucro ex art. 73 l. aut. o non a scopo di lucro ex art. 73 bis l. aut.».
Già in passato la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27074 del 2007, aveva affermato che «versando i diritti alla Siae non vengono contestualmente assolti anche i pagamenti relativi ai compensi spettanti ai produttori discografici e agli artisti interpreti ed esecutori per la diffusione radiotelevisiva delle loro registrazioni».

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RICCIONE: maggioranza ed opposizione, la politica del niente

2 giugno 2010

Gli ultimi eventi della politica riccionese inducono a qualche riflessione.
La città purtroppo non cresce. Molte delle speranze riposte nel nuovo sindaco si sono sciolte come la neve al primo sole.
Alle difficoltà degli uomini che ha portato in Giunta, una corte di incapaci, che in un anno non sono stati in grado di portare un progetto … dall’ambiente al turismo, alle opere pubbliche si sono aggiunte le difficoltà all’interno della propria maggioranza e precisamente all’interno del PD.
In buona sostanza si trascina ancora le divisioni delle primarie.
Li aveva vinto con i voti portati dall’elettorato di centro destra senza saper che in questo modo avrebbe costruito un fossato che lo avrebbe diviso per molto tempo dalla maggioranza del partito.
Risultato la città è ferma perché è guidata da un sindaco indeciso senza idee e quindi incapace di uscire dal pantano in cui si trova.
Purtroppo l’opposizione è figlia di quelle primarie: quelli che hanno contribuito al successo di Max Pironi oggi hanno un po’ le mani legate e non riescono esprimere il ruolo dell’opposizione in pieno.
Un ruolo difficile a Riccione perché l’elettorato locale è affetto da solipsismo cronico, pronto a criticare chi governa, ma alla fine per un “piatto di lenticchie” vota PD.
Per questo la minoranza della città per divenire, un giorno, maggioranza di governo deve impegnarsi nell’attività politica sul territorio coinvolgendo i cittadini adesso e non solo durante la campagna elettorale.
Invece si vede un’opposizione sopita, un PDL lontano dagli elettori, assente nella città, incapace di gestire le divergenze di opinioni all’interno per l’assenza degli organi che dovrebbero essere preposti a trovare una sintesi ed una linea comune.
In una città amministrata da un sindaco e da una maggioranza bollita, che sta portando la città sulla via del tramonto, scomparsa ormai definitivamente dalle guide dei tour operator stranieri, l’opposizione avrebbe buon gioco per dare una spallata a questa maggioranza, invece … “i galli nel pollaio” si beccano tra di loro rendendo quel poco di politica rimasta del tutto miserevole.
Mi chiedo: quale contributo dà alla città una siffatta politica? Solo quello di un costo inutile se è vero come è vero che si lascia costruire sui giardini!
Che delusioni amici miei!!!