Scuola, Pdl: spostare inizio anno a 30 settembre

24 maggio 2010

ROMA – La proposta del Pdl di tornare a scuola il 30 settembre “é inattuabile in quanto la direttiva europea prevede 200 giorni e va rispettata, perché se togliamo i giorni di scuola del mese di settembre si rischia di non rispettare questo minimo”. Lo dice Irene Aderenti, senatrice della Lega Nord. Inoltre – prosegue la parlamentare – “estendere questa proposta a tutto il territorio nazionale significa mettere in difficoltà le famiglie e i lavoratori dipendenti perché questi alla fine di agosto, la maggior parte, iniziano il lavoro. E dove mettono i bambini?”. Aderenti – sottolinea un comunicato – boccia quindi la proposta del suo collega del Pdl Rosario Giorgio Costa ricordandogli che “le regioni formulano già il calendario regionale delle lezioni, quindi ognuna di esse ha già questo tipo di autonomia di decisione formulandola in base alle problematiche climatiche e turistiche del territorio”. E poi, continua ancora la senatrice del Carroccio “ci sono le regioni del nord che hanno temperature, climi diversi e calendari turistici diversi: una provincia come il Trentino preferirebbe avere più vacanze nella stagione invernale. Secondo noi – conclude Aderenti – è meglio che ogni regione decida come meglio ritiene e continui a farlo”.

IL MINISTRO GELMINI, SE NE PUO’ DISCUTERE – La proposta di un rinvio dell’inizio dell’anno scolastico a ottobre arrivata da alcuni parlamentari é accolta con interesse dal ministro dell’Istruzione. “E’ una proposta sulla quale si può discutere, io sono molto aperta su questo tema perché effettivamente il nostro Paese vive di turismo e oggi le vacanze per le famiglie non sono più concentrate a luglio e agosto” ha detto a Sky Tg24 Mariastella Gelmini. “A settembre – ha aggiunto – si possono avere migliori opportunità sul piano economico. Per certi versi uno slittamento dell’inizio dell’anno scolastico potrebbe aiutare le famiglie a organizzare meglio il periodo delle vacanze e dare anche un aiuto al turismo. Vedremo come deciderà il Parlamento”.

Da libero on line

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BERLUSCONI: “NON TOCCHEREMO SANITA’, PENSIONI, SCUOLA”

24 maggio 2010

Care amiche e cari amici Promotori della libertà,
di fronte allo tsunami che sta mettendo a dura prova tutti i Paesi europei, il partito dei pessimisti, il solito partito dei pessimisti, è tornato a farsi sentire e a diffondere le solite menzogne e i soliti veleni, attribuendo al nostro Governo il proposito di varare a breve termine un insieme di provvedimenti economici punitivi che, per l’ennesima volta, sono totalmente inventati. E chiedo per questo il vostro impegno. Cioè non solo voi dovete sapere ma dovete far sapere, che non uno dei fantasiosi provvedimenti di “macelleria sociale” di cui si legge su certa stampa in questi giorni, non uno risponde al vero. Noi stiamo lavorando in stretto contatto con le parti sociali ed è assolutamente falso che sia alle viste un aumento delle imposte. Non verranno toccate né la sanità, né le pensioni, né la scuola, né l’università. E’ sicuro invece che il nostro Governo continuerà a tenere i conti pubblici in ordine come ha fatto finora con una politica prudente, coniugando il rigore con l’equità e con il sostegno allo sviluppo. Voglio ripeterlo: non aumenteremo le tasse. Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani! Invece cercheremo con ogni mezzo di combattere le spese eccessive e naturalmente l’evasione fiscale.

Sino ad oggi siamo riusciti a tutelare le famiglie, a tutelare i ceti più deboli, a tutelare le imprese, soprattutto quelle piccole e medie, con provvedimenti mirati, con provvedimenti concreti ed efficaci. Continueremo a farlo, nei limiti delle possibilità naturalmente del nostro bilancio, portando avanti la politica di buonsenso che abbiamo portato avanti negli ultimi due anni e con una gestione economica che, mantenendo in ordine i conti pubblici -questo è stato importantissimo- ha messo il nostro Paese al riparo dalla crisi, e credo che questo merito ce lo debbano tutti riconoscere, ci è stato riconosciuto da tutte le autorità monetarie internazionali, anche quelle più severe.

Per il futuro continueremo a rispettare gli impegni che l’Unione Europea impone a tutti i Paesi europei e cioè una riduzione del deficit, del nostro disavanzo per il 2011 e per il 2012.

E questo per noi significa passare dall’attuale 5% di deficit rispetto al nostro Prodotto Interno Lordo, al 3% nel 2012.

Faremo questa manovra e quando l’avremo messa a punto, quando sarà definita in tutti i suoi aspetti, la faremo conoscere a tutti gli italiani nel modo più diretto, nel modo più trasparente.

Invece penso che alimentare ogni giorno il pettegolezzo su questi argomenti sia una grave responsabilità da parte dell’opposizione.

Voi sapete bene che se il nostro Governo avesse seguito anche solo una parte delle richieste di questa opposizione, cioè più spese, più debito, l’Italia sarebbe finita come la Grecia, cioè sarebbe finita male, molto male.

Noi invece abbiamo garantito la credibilità dei nostri Bot e Cct sul mercato finanziario internazionale, che continua a investire nei titoli del nostro debito pubblico e così facendo abbiamo tutelato il risparmio delle famiglie, abbiamo assicurato la pensione a quasi 17 milioni di pensionati, abbiamo assicurato lo stipendio a 3 milioni e mezzo di dipendenti pubblici, senza mai mettere le mani, voglio ripeterlo, nelle tasche dei contribuenti.

Quindi, agendo sempre come il buon padre di famiglia che cerca di non spendere più di quello che riesce a portare a casa, il nostro Governo ha operato cercando di diffondere continuamente ottimismo e fiducia. Perché senza ottimismo, senza fiducia, non si va avanti, non si va da nessuna parte. Con gli ammortizzatori sociali, che abbiamo esteso per la prima volta anche ai lavoratori autonomi, abbiamo assicurato un sostegno a tutti coloro che hanno perso il lavoro a causa della crisi. Cioè lo Stato non ha lasciato solo nessuno. Abbiamo riportato lo Stato a fare lo Stato come ben sapete, per risolvere le emergenze dai rifiuti di Napoli e della Campania, per risolvere il dopo terremoto de L’Aquila, dove in appena 150 giorni abbiamo costruito abitazioni confortevoli e sicure per 30 mila abruzzesi a cui il terremoto aveva distrutto la casa. Ma non solo questo.

Abbiamo rilanciato il programma delle grandi opere, dal Passante di Mestre ultimato al Mose che è al 64% della sua realizzazione, fino all’avvio del Ponte sullo Stretto che sarà un’opera epocale. Abbiamo modernizzato le ferrovie con l’alta velocità che avevamo iniziato nel 1994 e oggi lo straordinario “Freccia rossa” collega Milano a Roma in meno di tre ore, in due ore e 45 minuti.

Ecco questi sono soltanto alcuni degli esempi di ciò che il nostro governo ha realizzare in questi due anni di lavoro. E sono però fatti concreti, per certi versi epocali, destinati a restare nella nostra storia.

Quindi ricordatelo, ricordatelo a chi continua ad accusarci di avere fatto poco. La sinistra continua a mettere in pratica una massima che mi sembra sia di Voltaire: “Calomniez, calomniez quelque chose restera” cioè “Calunniate, calunniate, qualche cosa resterà”. Noi invece non denigriamo, non insultiamo nessuno, non insultiamo i nostri avversari. E’ un altro segno del nostro buonsenso, della nostra esperienza, della nostra capacità di fare.

Continueremo così.

Auguro quindi a tutti Voi di riuscire a realizzare tutti i sogni e tutti i progetti che avete nella mente e nel cuore.

Per Voi, per le aziende in cui lavorate e per i Vostri cari.

Ancora grazie.


RICCIONE: no alla speculazione dei mercanti

22 maggio 2010

Nella campagna elettorale per il comune di Riccione del 2004 il manifesto “Cacciamo i mercanti dal tempio” mi costò la querela del sindaco Imola e dell’allora dirigente all’urbanistica ing. Zaffagnini.
Come sempre il tempo è galantuomo e la giustizia, che ha impiegato cinque anni, ha fatto il suo corso prosciogliendomi da ogni imputazione riconoscendo che avevo esercitato un mio diritto “quello di critica”.
Non sono giunte scuse … “me ne frego” , i miei denuncianti sono scomparsi dalla politica: l’ex sindaco lavora nel privato e l’ex dirigente è finito indagato dalla Procura della Repubblica di Rimini per alcuni fatti commessi durante il suo incarico nel comune di Riccione … ero stato buon profeta!
Questo è comunque il passato. Il presente purtroppo non è diverso. Max Pironi aveva promesso discontinuità … invece anche lui, che proviene dalla stessa scuola, vorrebbe costruire sui giardini. Le uniche speranze sono riposte nella Soprintendenza delle belle Arti, perché le aree di San Lorenzo sono aree di insediamenti villanoviani per cui quel giardino potrebbe nascondere resti importanti dell’antica civiltà e nel Ministero dei trasporti perché le costruzioni rappresenterebbero un pericolo per la rotta aerea.
Mi permetto un consiglio al Sindaco: se non è capace di chiudere la partita pagando ciò che residua alla impresa che ha realizzato lo stadio del nuoto abbia il coraggio di ritornare al vecchio progetto e cioè autorizzare la demolizione dell’antica piscina per consentire di costruire le ultime palazzine su quell’area.
In tal modo l’area deturpata sarà una sola e non due o tre come si sta verificando.


RICCIONE: il sindaco Max Pironi è un re nudo

20 maggio 2010

Sto con le persone che vogliono salvare il parco di via Ticino. Bloccare la maggioranza che governa il comune di Riccione e che vuole costruire su un parco non è dovere solo dell’opposizione ma di tutti i cittadini che ancora credono nella buona amministrazione. La rete può darci una mano!
La partita della piscina è diventata una vera speculazione edilizia che sta saccheggiando le ultime aree della Punta de l’Est.
Non è più il momento della tolleranza: l’operazione che si paventa e cioè quella di costruire sul Parco di via Ticino in cambio di una scalinata di fianco alla scuola Anika Brandi offende tutti i cittadini della zona.
Max Pironi sta tradendo il mandato che ha ricevuto dagli elettori: la promessa di una politica urbanistica di discontinuità rispetto alla Giunta Imola cioè verso quella giunta che ha saccheggiato i “Giardini dell’Alba”, via Massaua, Colle dei Pini, le aree sul lungomare, ecc. si sta rivelando una grossa bugia …
I cittadini non devono permettere di essere presi in giro: il re è finalmente nudo!


FISCO: La finanza in possesso lista dell’HSBC

18 maggio 2010

(ANSA) – ROMA, 17 MAG – Nel mirino 7. 000 nomi, attesa pure lista da Nizza
Ore contate per 7.000 sospettati di evasione fiscale. La Finanza e’in possesso della lista sottratta alla Hong Kong Shangai Bank (Hsbc).Portata via dalla holding di Ginevra dall’ex dipendente Herve’ Falciani, la lista e’ stata richiesta per rogatoria pure dalla Procura di Torino che l’avra’ a breve da quella di Nizza che la sta studiando. Comunque il documento e’ gia’ all’esame della Gdf che l’ha avuta attraverso collaborazioni di polizia e ha conti correnti fino al 2006/2007.
Il procuratore di Nizza, Eric de Montgolfier, che sta indagando, dice che ‘quando sara’ concluso il lavoro di estrazione dei dati sui nomi degli italiani avvertiro’ il mio collega procuratore di Torino’, ha sottolineato in relazione alla rogatoria richiesta tempo fa da Gian Carlo Caselli. E ora pure l’amministrazione fiscale e’ in attesa di ricevere i dati. Il direttore dell’ Agenzia delle Entrate Attilio Befera ha detto nei giorni scorsi che ‘ora attendiamo i risultati’, sottolineando che ‘con l’inversione dell’onere della prova sara’ il contribuente a dover eventualmente dimostrare’ che i capitali detenuti all’estero ‘non sono frutto di evasione’.


Rai: ecco retribuzioni vertici

18 maggio 2010

(ANSA) – ROMA, 18 MAG -Circa 450mila euro lordi per Garimberti, 715mila per il dg Masi.

Il Presidente Rai ha una retribuzione di 350 mila euro lordi di indennita’ di carica piu’ 98 mila euro lordi come consigliere. I Consiglieri di Amministrazione ne hanno una di 98 mila euro lordi piu’ eventuali emolumenti per deleghe istruttorie mentre quella del Direttore Generale e’ di 715 mila euro lordi. Le retribuzioni dei vertici Rai sono state diffuse dall’azienda, nell’ambito dell”operazione trasparenza’, come annunciato nell’incontro del dg Masi con il ministro Brunetta.


POLITICA: moralizzare il Paese

18 maggio 2010

Buona la proposta di Calderoli, ma il Paese che lavora chiede un segnale forte che veda ridurre i compensi ed i privilegi di parlamentari, deputati regionali, magistrati,grandi commis di Stato,dirigenti di regioni, provincie e comuni. Il taglio per essere credibile dovrebbe essere minimo del 30% su tutti i compensi.
La gente attende fiduciosa la moralizzazione del paese ed una riduzione dei privilegi di chi governa.