RICCIONE: Gasparri dixit

21 febbraio 2010

Bersani a Sanremo, fischi e polemiche:
«Bersani vuole imitare Berlusconi senza esserne capace: invece di andare al festival di Sanremo farebbe meglio ad andare davanti alle fabbriche: Bersani a Sanremo l’hanno fischiato, Berlusconi, se fosse andato, non solo l’avrebbero applaudito, ma forse avrebbe addirittura vinto…».

Annunci

BRAMBILLA: dal Governo 118 milioni per il settore turistico.

21 febbraio 2010

“Il Governo destinerà 118 milioni di euro a favore del settore turistico, per finanziare progetti di eccellenza che le regioni presenteranno, recependo iniziative di soggetti pubblici ma anche privati.” Lo ha annunciato il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, nel suo discorso di inaugurazione della Bit-Borsa Internazionale del Turismo, in programma a fieramilano Rho fino al 21 febbraio.
“Proprio insieme alle regioni abbiamo definito i criteri di valutazione di questi progetti: da un lato andremo a sostenere i classici prodotti turistici nazionali, e cioè mare, montagna e cultura,cercando però di valorizzare nuove realtà e itinerari. Dall’altro punteremo su progetti di realizzazione di turismo accessibile o che sviluppino i comparti del termale e benessere, del turismo religioso, del turismo della natura, del turismo sportivo e del turismo enogastronomico”.


RICCIONE-RIMINI: due Palacongressi 180 milioni, il flop della politica

20 febbraio 2010

Mi chiedo: un imprenditore privato avrebbe speso 180 milioni per costruire due Palacongressi in un raggio di dieci chilometri? Sono certo che la risposta sarebbe no! Però la politica lo ha fatto. Perché? Semplice, i soldi non sono dei politici ma sono dei cittadini!
Dunque, se le cose stanno così e, purtroppo, stanno così, la politica non può andare assolta per questo disastro economico e finanziario … per cui i cittadini devono individuare i responsabili e mandarli a casa.
Le scuse per la mancata programmazione, le ammissioni del flop, le scelte fatte nel tempo che fu, la logica del consenso, ecc. non servono a nulla … questi amministratori devono essere allontanati dalla politica, a calci nel sedere, per evitare ulteriori danni!
Per un amministratore pubblico lo sperpero di denaro non è meno grave del reato di peculato. E’ sempre una vergogna!


RICCIONE: Palas, la proprietà vuole allargarsi … nuovo progetto?

19 febbraio 2010

C’è voluta la provocazione di ieri l’altro per far scendere dal quarto al secondo piano il Presidente e l’AD del Palacongressi per periziare lo stato dei lavori di cambio arredo delle sale cinematografiche.
Ci hanno assicurato che le nuove poltrone sono comode (quasi come le loro!) bene, ora siamo più sereni … però i nostri giovani, per vedere un film, devono emigrare a Rimini perché a Riccione è chiuso!
Adesso che le poltrone sono state già installate si solleciti la proprietà a terminare i lavori in fretta … il Palas non può continuare ad essere un cantiere perché … le destinazioni d’uso, con i rispettivi spazi, devono rimanere quelli del progetto approvato inizialmente … non vorrei che qualcuno facesse finta di non sapere e ritenesse che il Palas è una vacca da mungere! Per l’insipienza del centrosinistra è già costato troppo!


RICCIONE: il cinema ha chiuso

17 febbraio 2010

“I sogni muoiono all’alba” … pochi giorni fa il palazzo discuteva se continuare ad offrire ai riccionesi l’opportunità di andare al cinema nella propria città.
La discussione era originata dalla protesta di tanti giovani che su facebook avevano detto no alla chiusura delle sale cinematografiche riccionesi.
La politica era scesa in campo dicendosi d’accordo con loro: i cinema dovevano rimanere aperti!
Il Sindaco ha dato il placet per la vendita delle sale ad un imprenditore del settore (che già gestisce le multisala di Rimini e di Pesaro) dicendo che in tal modo i cinema erano salvi. E allora via … tutti felici e contenti a brindare: Presidente del Palacongressi, Sindaco, Assessori, Consiglieri comunali …
Le bugie però hanno le gambe corte e, come accade da un po’ di tempo, la politica di questi signori viene subito smascherata rivelandosi una “presa in giro” per i cittadini: i cinema a Riccione hanno chiuso e … rimarranno chiusi per sempre!
Ancora una volta i sogni sono morti all’alba proprio come Sergio nella tragedia di Budapest …
correva l’anno 1956!
P.S. Perchè questa sinistra, che amministra Riccione dal dopoguerra, ha demolito il cinema turismo per fare il Palas se poi non riesce a pagarlo, non sa gestirlo, non sa amministrarlo e, per sopravvivere, lo deve svendere?


RICCIONE: Palas, il redde rationem

2 febbraio 2010

Il Vangelo secondo Luca (16,2) forse ha ispirato il Consigliere Guglielmo Serafini, consigliere comunale del PD che dal blog “Fontanelle” boccia l’attuale gestione e lancia l’ipotesi di un tavolo della politica per studiare la soluzione al pasticcio che si è generato.
E’ un pasticcio che ha responsabilità ben precise, i cui autori hanno nome e cognome, ma l’appello coraggioso del consigliere comunale deve essere raccolto dalla maggioranza e dall’opposizione, per ricercare, insieme, la soluzione più vantaggiosa per la città.
Per fare questo bisogna, in primo luogo, “congelare” la svendita delle sale cinematografiche (effettuata a 3,3 milioni in meno) e fermarsi un attimo sugli affitti per poter poi ragionare sull’intero progetto del Palas (che senso avrebbe avuto la transazione con la Millenium se le sale, oggi, sono chiuse?).
Occorre in secondo luogo sapere come e perché è stato autorizzato lo “sforamento” del business plan.
In terzo luogo gli amministratori della città, maggioranza ed opposizione, dovranno decidere cosa dovrà diventare il Palas e quale sacrificio economico potrà sopportare la città.
In quarto luogo si dovrà accertare se l’operazione con Rimini è un’operazione finanziaria garantita oppure un’altra operazione finanziaria avventurosa da trascinare le due strutture congressuali verso il fallimento.
Ecco, se il “dibattito approfondito” che Guglielmo Serafini, saggiamente e responsabilmente, propone alla propria maggioranza ed all’opposizione, sarà affrontato con la tecnica finanziaria dell’imprenditoria privata allora si troverà una soluzione a vantaggio della città, diversamente ci sarà una ulteriore speculazione su un bene pubblico in cui a guadagnarci saranno i soliti noti ed a rimetterci saranno tutti i cittadini e gli imprenditori riccionesi.


LIBERE PROFESSIONI: un mercato nuovo per dare prestigio e privilegio.

2 febbraio 2010

Recentemente gli avvocati hanno eletto i loro consigli dell’ordine mentre la politica si sta scaldando per il turno elettorale di primavera per eleggere i Consigli Regionali ed i Governatori ed a loro tutti voglio chiedere, nel rispetto dei singoli ruoli istituzionali, di impegnarsi per una riforma delle libere professioni che, oggi, svilite e frustrate, devono tornare a dare prestigio e privilegio a chi le svolge.
E’, infatti, inaccettabile l’ostilità nei loro confronti perché esse sono una componente privilegiata del terziario e costituiscono uno dei gangli vitali della società e dello sviluppo.
E’ vero che la società post sessantottina ha creato una situazione di cambiamento sociale e qualità di lavoro nuove che hanno condizionato le professioni intellettuali determinandone la loro crisi; ma quel mondo oggi non c’è più!
Occorre per questo lanciare un appello agli ordini professionali e alla politica affinché si adoperino per introdurre nuove forme di esercizio e condizioni favorevoli alla rivitalizzazione delle professioni, soprattutto di quelle tradizionali quali l’avvocatura, l’ ingegneria, l’ architettura, la medicina, ecc. per poter dare una risposta soprattutto ai giovani affinché abbiano un progetto di vita e di attività professionale concrete che possano realizzarsi su iniziativa individuale e con i propri mezzi superando, in tal modo, le barriere del “poco spazio” in cui si è costretti a muoverci singolarmente.
Ai cittadini, alle famiglie ed ai giovani, che ogni giorno si confrontano con la crisi del lavoro, con le difficoltà a soddisfare i propri bisogni, interessa poco la contrapposizione tra questo e quel candidato, tra questo e quel parlamentare, o tra questo e quel Presidente dell’Ordine , interessa, invece, la prospettiva del domani che veda, magari, nella riforma degli ordini professionali la via per ridare prestigio e forma alla “nuova professione liberale” degli anni duemila fatta di “vecchi valori” come talento, creatività e vocazione perché nessuno affiderebbe la propria salute o la difesa della propria libertà a chi svolge le arti servili.