GOVERNO: l’opposizione è guardona, la maggioranza pensa al Paese con il sostegno senza aumentare tasse

29 giugno 2009

Crisi mondiale ma l’Italia ha retto. Crisi del lavoro ma il Governo ha sostenuto le imprese e le famiglie, senza aumentare le tasse, ed altre iniziative sono in programma sempre senza chiedere nulla ai contribuenti. Ecco come, partendo da che cosa è stato fatto.

Detassazione al 50% degli utili reinvestiti, soprattutto in macchinari e innovazione.
Premi per le imprese che non licenziano e non ricorrono alla cassa integrazione.
Bonus alle aziende che reimpiegano i cassintegrati in corsi di formazione, che vengono a loro volta retribuiti all’80% dello stipendio.
Ai lavoratori che intendano mettersi in proprio, un capitale garantito pari all’intero periodo di cassa integrazione.
Aumento dal 60 all’80% della retribuzione per i contratti di solidarietà (dipendenti che per evitare licenziamento e cassa integrazione accettano la riduzione dell’orario di lavoro).
Gas meno caro per famiglie e imprese grazie all’obbligo per l’Eni di praticare sconti agli acquisti fatti da consorzi.
Fine dei ritardi dei pagamenti dei debiti da parte della Pubblica Amministrazione; le procedure saranno velocizzate ed i funzionari responsabili risponderanno personalmente.
Tetto alla spesa farmaceutica delle regioni che non rispettano il vicono pubblico e contemporanea abolizione del ticket sulla medicina specialistica.
Obbligazioni Alitalia rimborsate non più al 30 ma al 70,9%. Rimborsi anche per gli azionisti, nonostante il rischio implicito di questi investimenti: otterranno 0,27 euro a titolo.
Proroga degli sfratti al 31 dicembre.
Sanzioni alle banche che ostacolano il trasferimento dei mutui.
Abolizione delle commissioni improprie sul massimo scoperto per i fidi; in pratica un tetto allo 0,5%.
Fin qui le misure del pacchetto della manovra di inizio estate che di fatto anticipano la manovra 2010, mentre la Finanziaria è stata triennalizzata già dallo scorso anno. Tanto che i prossimi passi dell’azione del governo sono già scritti e previsti nel giro di pochi giorni: estensione della social card (o carta acquisti); ampliamento della platea per il bonus famiglia; avvio entro 100 giorni dei cantieri per la prima tranche di grandi opere per un importo di 18 miliardi relativi ai lavori finanziati anche da privati e di 10 miliardi per 33 progetti pubblici; avvio entro il 30 giugno del piano casa da parte delle regioni.

Un intervento – quello sulle imprese ed il lavoro – che vale direttamente 6,2 miliardi, di cui 1,3 già nel 2009, e che è in grado di produrre benefici per oltre 20 miliardi.

Il tutto finanziato esclusivamente con tagli alla spesa e con misure di equità fiscale. Per intenderci, senza chiedere un euro ai contribuenti. I fondi verranno dalla tassazione al 6% delle plusvalenze delle riserve d’oro e metalli preziosi di enti e società (tra cui la Banca d’Italia); dalla tassazione secondo il regime italiano degli utili prodotti all’estero di aziende italiane, che finora facevano transitare questi utili in paradisi fiscali riportando in Italia solo i divedendi; ed infine dall’inversione dell’onere della prova (si dovrà dimostrare perché sono lì) per i capitali dei privati tenuti all’estero, sempre nei paradisi fiscali, primo passo dell’operazione di rientro di questa enorme massa di soldi. Il cosiddetto “scudo 2”, dopo che il primo aveva fatto rientrare in Italia circa 80 miliardi di euro, mentre nei neppure due anni del governo Prodi i soldi fuggiti sarebbero lievitati al almeno 150 miliardi.
29 giugno 2009

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GOVERNO: 48 ore ancora e via al piano casa

28 giugno 2009

Da Il giornale:
Il conto alla rovescia sul piano casa segna -2. Entro 48 ore tutte le Regioni dovranno mettersi in regola e recepire le indicazioni decise da Palazzo Chigi e fissate dal protocollo governo-Enti locali dello scorso 2 aprile (premio cubatura tra il 20 e il 35%, agevolazioni fiscali, utilizzo di materiale eco-compatibile come pannelli solari eccetera), perché l’edilizia rientra nella «legislazione concorrente» tra esecutivo e regioni. Secondo le stime, il piano casa comporterebbe un indotto medio di circa 60 miliardi tra il 2009 e il 2012 grazie all’impennata del settore dell’edilizia, stimata intorno al 30%.
Tra le Regioni dove si può già partire coi lavori c’è la Lombardia: la giunta Formigoni ha già approvato un piano per l’emergenza abitativa da 316 milioni di euro, di cui 79 milioni di euro provenienti dal governo. Il prossimo 7 luglio l’intero pacchetto di norme (che interessano anche l’edilizia commerciale) verrà definitivamente approvato: le previsioni parlano di un indotto da 6 miliardi e 30mila posti di lavoro.
Semaforo verde anche per il Lazio, dove chi demolirà una casa dentro un parco potrà ricostruirla altrove con un premio di cubatura fino al 50%. Limite che in Basilicata sale addirittura al 60% per chi «abbatte e ricostruisce migliorando la qualità abitativa, la messa in sicurezza, il risparmio energetico». In Campania chi converte un capannone industriale in abitazione può usufruire di un bonus cubatura del 35%, mentre in Sardegna, dove si potranno abbattere le case dei centri storici costruite dopo gli anni Cinquanta che deturpano l’armonia. Un provvedimento che potrebbe modificare il piano paesaggistico regionale varato dalla precedente giunta Soru. In Piemonte si potrà costruire anche in deroga al piano regolatore, mentre nelle Marche si cercherà di aiutare le aziende edili: il 60% delle imprese del settore ha chiesto la cassa integrazione
Al palo ancora quattro Regioni: Calabria, Liguria, Molise e Abruzzo. Per quest’ultima il discorso è evidentemente correlato alla ricostruzione delle case distrutte dal terremoto del 6 aprile scorso. All’Aquila e alle altre città interessate dal sisma sono destinati 4,2 miliardi di euro. Come promesso, il governo garantirà la copertura del 100% delle spese sostenute per la ricostruzione o la ristrutturazione delle prime case, mentre per le seconde case è previsto un tetto in base al reddito. Anche in Molise, nonostante il governatore Michele Iorio fosse uno dei promotori dell’intesa, non si è deciso ancora nulla. Diverso il discorso per Liguria e Calabria. In entrambi i casi si tratta di regioni guidate dal centrosinistra, dove a pesare sono le «resistenze» della sinistra antagonista e ambientalista. Il presidente ligure Claudio Burlando teme di irritare la sensibilità dei suoi preziosi alleati in vista delle Regionali 2010, che si annunciano tutte in salita. Il governatore calabrese Agazio Loiero, invece, aveva sin da subito manifestato la sua assoluta contrarietà al piano casa.


RICCIONE: all’ex sindaco Imola hanno tolto il berretto prima di darglielo

25 giugno 2009

L’ex sindaco Daniele Imola ha mantenuto la propria arroganza anche dopo il voto che ha visto il PD perdere, in un anno, 4 milioni di voti e, soprattutto, come dice A. Padellaro, ex direttore dell’Unità, sarebbe stato “impossibile fare peggio”.
Imola ha attaccato, sulla stampa, l’on. Pizzolante, parlamentare riccionese, qualificandolo un “trombone trombato”.
Non mi è dato sapere se l’ex sindaco riccionese conosca o no la musica, sicuramente in questi anni non lo ha dato a vedere perché di “stecche” ne ha fatte tante.
Nel pezzo di ieri, “Imola contro Pizzolante”, ne ho ricordate alcune ed oggi non voglio ripetermi perché dovrei partire dallo sbarco degli Ufo o dall’isola Croata e l’elenco sarebbe troppo lungo!
Però le dichiarazioni che ha rilasciato alla stampa ieri hanno stimolato l’ilarità dei cittadini perché se in questa città si parla di “trombati” non si può che parlare dell’ex sindaco.
Un po’ di tempo fa, infatti, avevo paventato che avrebbe indossato il “berretto della Tram”,
purtroppo la notizia deve essere circolata velocemente se è vero, come sembra essere vero, che l’ex sindaco sia già stato “trombato”, addirittura prima della nomination, dal suo rivale riminese Ravaioli che si è adoperato per riconfermare al vertice della Tram Servizi spa l’instancabile e invincibile Sergio Amadori.
Comunque, cari amici, non preoccupatevi perché il “nostro”, benché trombato, un posto lo trova o forse lo ha già trovato!
Si dice, infatti, che durante i suoi viaggi a Milano, per il tramite di un avversario politico riminese, si sia preparato un paracadute che lo farà “atterrare” dolcemente, da direttore commerciale, in una struttura posta sui colli della provincia di Rimini.
E allora, cari amici, quando l’ex sindaco interviene nel dibattito politico sputando sentenze sull’unico parlamentare locale della maggioranza di governo oppure vi racconta che ha venduto l’orologio per comprare i libri per sua figlia capite subito chi, nella nostra città, impersona la figura del trombone e del trombato!
Si dice la politica…. !!!!


RICCIONE: Pironi ha nominato la giunta delle piccole cose

25 giugno 2009

E’ nata la Giunta Pironi: sindaco e otto assessori (cinque donne) in totale nove amministratori da sfamare per una città di 35.000 abitanti più un assessore in panchina, Simone Gobbi, perché sembra che non fosse sufficientemente maturo. Qualche malalingua dice, invece, che viene tenuto in panchina per verificare la fedeltà al sindaco dato che durante le primarie aveva tenuto una posizione di distacco dai contendenti (Galli/Pironi, della serie non si sa mai!!!). Comunque o per l’uno o per l’altro motivo gli è stato detto di passare l’anno prossimo! Auguri!
La prima considerazione che si può fare su questa Giunta è che essa appare, da subito, “piccina-piccina” e non solo per l’assessorato delle “piccole cose”, affidato al buon Giuseppe Savoretti che, durante la presidenza della commissione urbanistica della Giunta Imola, non aveva brillato, ma anche per le professionalità dei neo assessori.
In ogni caso creare l’assessorato delle “piccole cose” riteniamo sia offensivo per lui e per la città intera che al contrario ha l’assoluto bisogno di grandi progetti per iniziare a “pensare in grande”!
Seconda considerazione: riteniamo che Pironi, non avendo a disposizione materiale umano di qualità, in un mondo politico dominato ormai dalle veline, abbia voluto stupire tutti nominando cinque donne. Di fronte a questa decisione gli diciamo che la città non ha bisogno di “quote rosa” ma di amministratori capaci, che abbiano idee e progetti utili per far crescere la qualità della vita e l’economia della nostra città.
Questi neo assessori sembra che non abbiano proprio alcuna possibilità di raggiungere questi obiettivi.
Non vogliamo essere offensivi ma ci chiediamo: quali professionalità abbiano Ilia Varo, Fabia Tordi, Giuseppe Savoretti, Lanfranco Francolini e Sara Visentin? La città non lo sa.
E siccome quando si parla di professionalità si parla di esperienze compiute e di scienza da cui discende una certa autorevolezza vogliamo vedere pubblicati i curriculum dei neo-assessori; se le professionalità saranno vere rivedremo immediatamente il nostro giudizio, diversamente cambiarli prima del consiglio prossimo è un dovere del neo sindaco!
Per ora crediamo che le scelte fatte siano molto improvvisate che rispondono più agli equilibri politici che all’interesse pubblico della città.
Signor Sindaco per portare il wi-fi in città non è necessario nominare un’esperta dei centri sociali! Dica alla città la verità e cioè che la nomina della giovane comunista è servita per saldare il debito di Vitali verso Rifondazione comunista, contratto a seguito dell’accordo riminese con l’UDC!
Concludendo, cari lettori, per il futuro c’è poco da stare allegri!
“A gni sem” caro Pironi!


RICCIONE: Imola contro l’on. Pizzolante

24 giugno 2009

Il PD parla a Riccione per bocca dell’ex sindaco Daniele Imola per sparare delle “sciocchezze” e, nella vecchia logica comunista, per tentare di far confliggere l’on. Pizzolante con il consigliere Lombardi. L’operazione sicuramente non avrà alcun successo.
Però l’intervento non può essere ignorato da chi ha la pretesa di svolgere una funzione di mero osservatore politico.
Voglio dire al compagno Imola che il centrosinistra ha perso le elezioni e che l’on. Pizzolante, che non ha sicuramente bisogno della mia difesa, è uno degli artefici del successo del PDL, di quel successo nazionale che ha tolto alla sinistra ben 23 province e moltissimi comuni e che sta governando con successo l’intero Paese!
Purtroppo Daniele Imola non ha né l’autorità morale né la capacità amministrativa per giudicare l’operato degli avversari e per questo voglio ricordare, all’ex sindaco Imola, la sonora sconfitta che ha subito il suo delfino (Fabio Galli) alle primarie: una sconfitta interna al PD che ha bocciato tutti i cinque anni di amministrazione della sua Giunta.
Voglio ricordare, all’ex sindaco, le “brutture” che ha lasciato in questa città, come sono quelle dei giardini dell’Alba e della piscina, oppure la montagna di debiti che ha lasciato ai cittadini di Riccione.
Voglio ricordare, all’ex sindaco Imola, le opere sbandierate e rimaste incompiute come è Futurismo oppure quelle compiute come è l’inceneritore che causerà di gravi danni alla salute a tutti i riccionesi.
Voglio ricordare ancora, all’ex sindaco che, nei cinque anni della legislatura, non è stato capace di creare un dialogo con l’opposizione ed ha mostrato tutta la sua arroganza minacciando continuamente l’opposizione di querele oppure cacciando i “comunisti misti” dalla Giunta per una diversa valutazione dell’operato del sindaco e per poi riammetterli in prossimità della scadenza elettorale.
Per concludere voglio dare un consiglio all’ex sindaco Imola: un po’ di onestà intellettuale non guasta, ogni essere umano ha una propria personalità, che può piacere o meno, ma che deve essere, comunque, rispettata. Non cerchi di mettere zizzania in casa d’altri, pensi alla casa propria dove le guerre intestine della nomenklatura sono già scoppiate sia per la grave sconfitta elettorale che per la leadership futura… e come dice Padellaro a commento dell’elezioni: “Impossibile fare peggio…”.


RICCIONE E PROVINCIA: una sconfitta per ripartire!

23 giugno 2009

I risultati elettorali, anche dopo i ballottaggi, confermano la crescita del centrodestra e lasciano l’amaro in bocca nel nostro circondario per non aver vinto la provincia di Rimini ed il comune di Cattolica.
Secondo i sondaggi (pre e post elettorali) sembrava possibile raggiungere il risultato … invece lo spoglio ha disvelato l’amara realtà.
L’affermazione di Vitali è netta (i complimenti li merita!) e conferma il risultato della prima tornata, mentre la debole affermazione di Tamanti (appena 303 su Cono Cimino – bravo anche lui!) fa recriminare il centrodestra … peccato.
Ancora una volta le elezioni hanno confermato che per vincere la Provincia occorre raccogliere voti in tutti i comuni … non basta un buon risultato a Rimini e Riccione centro o a Bellaria!
Purtroppo quando si perde, anche se ciò accade dopo i tempi supplementari, tante sono le ragioni … una però la voglio citare perché è più importante delle altre: al PDL è mancata la squadra che sapesse fare gruppo … purtroppo né Bearzot, né Lippi sono riusciti ad insegnare qualcosa!
Coraggio non tutto il male viene per nuocere, rimbocchiamoci le maniche… le amministrative riminesi sono vicine!


RICCIONE: in attesa della nuova giunta

22 giugno 2009

Dopo il ballottaggio, che ha visto prevalere anche nel comune di Riccione Stefano Vitali (il risultato era scontato!), il nuovo sindaco, ora, potrà proclamare la nuova Giunta. Speriamo che sia serio e contenga il numero degli assessori: cinque sarebbero più che sufficienti per amministrare una città come Riccione. Temo, purtroppo, che questo desiderio rimarrà solo un sogno perchè le persone e le forze politiche da accontentare sono tante … finirà, come sempre, con 9/10 assessori privi di professionalità in rappresentanza delle forze politiche della coalizione con una spruzzata di “società civile” (quella delle primarie ricordate?) magari impersonata da un palazzinaro… per dare continuità alla Giunta Imola?
Riccione costretta a saldare il conto degli accordi riminesi … e ancora una volta i riccionesi rimarranno delusi …, però, sia chiaro, questa volta la maggioranza che ha vinto non potrà accusare nessuno dell’opposizione … solo loro sono i responsabili di ciò che accadrà nell’amministrazione della città.