DIVORZIO: Cassazione, gli ex suoceri non hanno diritto alla restituzione verso l’ex genero

30 maggio 2009

Cassazione Civile, sez. III, 7 aprile 2009 n. 8386

Fatto
Con citazione in data 12/2/1997, i coniugi, XX e YY convenivano innanzi al Tribunale di Milano WW. per sentirlo condannare al pagamento di L. 18.000.000, a titolo di somma non ancora restituita a fronte della complessiva somma di L. 54.000.000 mutuata al WW., all’epoca marito della figlia, per l’acquisto della casa coniugale.
Costituitosi il WW, che eccepiva che il prestito in questione era stato effettuato dagli attori alla loro figlia, con sentenza n. 11805/2002, il Tribunale condannava il WW al pagamento di L. 13.000.000, con interessi legali dal giorno del pagamento al saldo (ritenendo dimostrato da parte dei coniugi XX-YY, poi separatisi, il pagamento dell’importo richiesto per la parte rimanente).
A seguito dell’appello del WW, la Corte d’Appello di Milano, costituitisi il XX e la YY, con la sentenza in esame n. 1191/2004, in accoglimento del gravame, rigettava la domanda, ritenendo non sussistente il mutuo in questione tra le parti in causa sulla base delle risultanze processuali, e in particolare delle deposizioni dei testi KK e JJ (figli dei coniugi e, rispettivamente, coniuge separata e cognato dell’appellante WW).
Ricorrono per cassazione XX e YY con due motivi; resiste con controricorso il WW.
Diritto
Con il primo motivo si deduce “violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto, nella fattispecie, in merito alla libera valutazione delle prove”; si aggiunge che “risulta evidente la violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., là dove il Giudice di Appello, non considerando le prove nel loro complesso, ma limitandosi ad una tardiva valutazione circa l’inattendibilità delle testimonianze rese in primo grado, non riteneva raggiunta la prova del contratto di mutuo”.
Con il secondo motivo si deduce difetto di motivazione sul decisivo punto della ritenuta insussistenza del contratto di mutuo in questione.
Entrambi i motivi, da trattarsi congiuntamente in quanto aventi ad oggetto l’affermazione della Corte Territoriale in ordine alla mancanza di prove riguardo a detto contratto di mutuo, sono in parte infondati e in parte inammissibili.
Deve premettersi che la Corte di Milano, con sufficiente e logica motivazione, ha ritenuto che, poichè “è costume diffuso, nell’attuale società, che i genitori aiutino anche finanziariamente i figli al momento del loro matrimonio, in un contesto di solidarietà familiare che si presume gratuito”, era necessaria “una prova specifica e precisa” in ordine alla restituzione di quanto originariamente corrisposto da parte di coniugi istanti, e “tale specificità manca alle testimonianze dei fratelli KK, che al di là della perentoria conferma dei capitoli dedotti dagli attori, non hanno saputo dare alcuna attendibile indicazione circa i tempi della pattuita restituzione, nè a riguardo della non marginale regolazione degli interessi”.
Pertanto, priva di pregio è la censura attinente il difetto di motivazione mentre le ulteriori doglianze formulate in ricorso concernono il non consentito riesame, nella presente sede di legittimità, delle risultanze probatorie e processuali. Tra l’altro, generiche e prive del requisito di autosufficienza risultano le argomentazioni, contrariamente a quanto ritenuto nella sentenza impugnata, riguardo la dedotta attendibilità delle dichiarazioni testimoniali.
In relazione alla natura della controversia sussistono giusti motivi per dichiarare interamente compensate tra le parti le spese del presente grado.
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso e compensa le spese.
Così deciso in Roma, il 29 gennaio 2009.
Depositato in Cancelleria il 7 aprile 2009

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RICCIONE: Pironi, il polisportivo che fugge

30 maggio 2009

Il candidato del centrosinistra non è affidabile.
Si è presentato alle primarie in rappresentanza di un nuovo ciclo politico tacendo di aver aderito PCI e di essere stato uno degli interpreti del trasformismo di questo partito … PDS, DS, PD e di aver occupato incarichi di rilievo in quota a questo partito.
Durante le primarie, pur di vincere, ha venduto l’anima al diavolo, ha criticato l’urbanistica della Giunta Imola per dare un segnale di discontinuità; per uccidere il “compagno” Galli è andato nell’elettorato di centrodestra, travestito da liberale, a chiedere soccorso; è andato nelle parrocchie a far promesse … ed ora che è il candidato a sindaco per il centrosinistra non regge il dialogo e fugge … scappa di fronte alle domande degli elettori.
Il candidato fugge per evitare di dire che lui è la continuità della Giunta Imola e che costruirà, su piazza Unità e di fianco ai giardini del comune, tre torri alte 26 metri … se fosse vero il contrario sarebbe sufficiente dire: “Il primo atto amministrativo che porterò in consiglio comunale, se sarò eletto, sarà la revoca delle delibere di piazza Unità e del Bombo”.
Questo significherebbe discontinuità e serietà. Ma … il coraggio chi non ce l’ha non può darselo e per questo io non affiderei mai i miei interessi ad una persona che, come ha detto Renata Tosi, non ha le palle.


RICCIONE: Pironi sceglie di non rispondere al pubblico, il moderatore lo accontenta.

29 maggio 2009

Brutta serata quella di giovedì sera al Palazzo del turismo di Riccione che ha visto la presenza dei tre candidati a sindaco: Massimo Pironi, Renata Tosi e Wilma Del Bianco.
Sognavo una serata di folta partecipazione pensando che almeno i 360 candidati fossero presenti, invece solo un pubblico di circa 120 persone ha voluto assistere all’incontro.
Buona la partecipazione di pubblico della Lega Nord e del PDL, discreta quella di Sinistra Critica, quasi del tutto assente il popolo del Partito Democratico che ha visto la presenza di qualche dirigente e impiegato del comune, qualche ex consigliere e qualche militante di vecchia data.
Pironi, fin da subito, ha voluto sottolineare che alle primarie di gennaio aveva mobilitato circa 7000 compagni che avevano fatto diventare il PD riccionese un simbolo nazionale, ma è arrossito subito quando illustrando il programma, il pubblico gli ha contestato la continuità della Giunta Imola.
Infatti quel decantato popolo delle primarie ieri sera non c’era a difenderlo perché già si è dissolto!
Il pubblico presente in sala, sulla politica urbanistica, si è schierato, fin dall’inizio ed a suon di applausi, con il candidato di centrodestra Renata Tosi e poi con Wilma Del Bianco mandando nell’angolo Massimo Pironi.
Dall’incontro di giovedì sera è emerso che l’opposizione ostinata, in questa legislatura, di qualche consigliere di Forza Italia, alla speculazione urbanistica perpetrata dalla Giunta Imola è riuscita a far crescere nella città una maggiore sensibilità per l’ambiente.
I candidati hanno risposto alle domande del giornalista C.A. Barnabè che visto il clima politico, maturato in sala, ha evitato ulteriori figuracce al candidato Massimo Pironi, impedendo al pubblico di fare domande.
Peccato!


SONDAGGI: Il PdL in grande vantaggio

23 maggio 2009

Dal Popolo della Libertà pubblico:
Il Corriere della Sera e La Repubblica, prima che per legge entri in vigore il “silenzio” sui sondaggi elettorali, presentano gli ultimi risultati sulle intenzioni di voto per le elezioni europee del 6-7 giugno.
Il Corriere mette a raffronto le valutazioni pubblicate dai principali istituti di sondaggio. La convergenza tra i dati è molto forte:
su otto istituti, sette valutano il Popolo della Libertà dal 40 al 43% delle intenzioni di voto e solo uno lo colloca al di sotto del 40%;
tre istituti valutano il Partito democratico tra il 25 e il 26%; tre fra il 26 e il 27% e solo due lo collocano al 29,5%;
quattro istituti collocano la Lega tra l’8,5 e il 10%, mentre tre la valutano tra il 10 e il 10,5%;
maggiori scarti per l’Idv: si va da un minimo del 6,4% a un massimo del 9,2%, ma la maggioranza dei sondaggisti attribuisce al partito di Di Pietro un risultato tra il 7 e il 7,5%;
oscillazioni considerevoli anche per quanto riguarda l’Udc, da un minimo del 4,8% a un massimo del 6,3%; tre istituti indicano il 5,5%;
la cifra di Rifondazione-Comunisti è il 3 con qualche decimale;
Sinistra e Libertà oscilla tra il 2,4% e il 3,5%;
ampio anche il margine di oscillazione per L’Autonomia, dall’1,8% al 3,5%;
ai Radicali viene data una stima tra l’1% e l’,1,3%.
Rispetto al voto delle elezioni dell’aprile 2008, l’incremento del Pdl oscilla quindi tra un minimo di 2,2 punti e un massimo di 5,6 punti percentuali. Parallelamente, la caduta del Pd è stimata fra il 3,7 e 7,5%. L’aumento della Lega è compreso tra lo 0,2% e il 2,2%. La relativa maggiore ampiezza di oscillazione riguarda l’Idv, che dal 4,4% dell’aprile 2008 potrebbe salire da un minimo di 2 punti a un massimo di 4,8 punti. L’Udc rimane sostanzialmente sulle posizioni conquistate alle politiche dello scorso anno. Difficile valutare il consenso per i partiti più piccoli, che rimangono tutti sotto la soglia di sbarramento del 4%.
Benché il numero di coloro che non hanno ancora indecisi sia ancora elevato, i punti di riferimento per valutare l’esito del voto sembrano chiari: se e di quanto il Pdl supererà il 40%; se e di quanto il Pd supererà il 25%; chi emergerà, come terzo partito, tra Lega e Idv, e se l’uno o l’altro o entrambi supereranno il 10% dei voti.
La Repubblica presenta invece un sondaggio Demos, che attribuisce al Pd una stima assai bassa, pari al 25,7%, e assegna all’Idv l’8,2%, per un complessivo 33,9%, con una perdita di 3,7 punti rispetto alle politiche del 2008. Tiene invece alte le valutazioni per Rifondazione-Comunisti (3,7%) e Sinistra e Libertà (3,1%). Al Pdl, il sondaggio Demos assegna il 38,8% e alla Lega il 10,1%.
L’istituto Demos ha anche indagato l’opinione degli italiani su alcuni temi particolari:
sui “respingimenti”, il 67,5% ha giudicato “giusta” la decisione del Governo;
sulla gestione della crisi economica, il giudizio sul Governo è positivo per il 53,3%;
sulla gestione del terremoto in Abruzzo, la valutazione positiva dell’opera del Governo raggiunge il 77,5%;
sulle “ronde”, il 53,7% degli italiani ritiene che garantiscono maggiore sicurezza;
sulla vicenda Lario-Berlusconi, il 76,7% degli italiani pensa che si tratti di un fatto privato che riguarda la vita personale di Silvio Berlusconi e solo il 20,4% pensa che abbia a che fare con il ruolo di Berlusconi come capo del Governo.
22 maggio 2009


RICCIONE: la teleferica, la patacata di Pironi!

23 maggio 2009

Anche a Riccione la politica si è democristianizzata. Nessuno dei candidati ha niente da dire. Tutto viene rinviato ai programmi che nessuno legge e che nessun sindaco realizzerà mai.
Nulla a che vedere con la “politica del fare” del governo Berlusconi! Peccato!
Il candidato a sindaco del centrosinistra ha fatto una “partenza sprint” poi alla prima curva è scivolato sulla teleferica ed i suoi mentori lo hanno immediatamente “stoppato” dicendogli che, siccome è in vantaggio, fino alla fine legislatura non deve più parlare di politica e di programmi ma deve solo consegnare premi…. ed è quello che sta facendo!
Certo che inserire nel programma elettorale del centrosinistra un’opera come la costruzione di una teleferica, che unisca l’uscita dall’autostrada al porto di Riccione, ci vuole solo la fantasia di un ex comunista!
Ma per favore! Per questo il barometro politico segna calma piatta!
Alle persone di buon senso, e quindi a chi mi legge, chiedo, prima di entrare, il 6 o il 7 giugno, nella cabina elettorale, di fermarsi un attimo e riflettere su come si possa realizzare un’opera siffatta, quale sia l’impatto ambientale, quante siano le possibilità di realizzo, quale sia il costo e soprattutto quali siano i vantaggi per la città.
Se riusciranno a darsi una risposta affermativa votino pure Pironi, diversamente il centrodestra è la vera alternativa per mandare a casa la politica degli incapaci!


Il Garante dice stop allo scontrino parlante

19 maggio 2009

A partire dal prossimo anno lo scontrino fiscale che le farmacie rilasciano all’acquisto dei farmaci per poter detrarre la spesa nella dichiarazione dei redditi, non riporterà più il nome del farmaco acquistato. Lo ha stabilito il Garante per la protezione dei dati personali, con un provvedimento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’11 maggio 2009. Lo “scontrino parlante” è in grado di rivelare informazioni sulle patologie dei cittadini e ciò potrebbe ledere la riservatezza e dignità del contribuente. L’attività istruttoria svolta dal Garante con l’Agenzia delle entrate e con i rappresentanti di Federfarma ha permesso di stabilire che il controllo sul farmaco venduto può essere effettuato attraverso l’utilizzo del “numero di autorizzazione all’immissione in commercio” (AIC) presente sulla confezione. Il codice alfanumerico, rilevabile anche mediante lettura ottica, consente infatti di identificare in modo univoco ogni singola confezione farmaceutica venduta. I dati idonei a rivelare lo stato di salute degli interessati possono essere trattati solo laddove indispensabili per lo svolgimento di attività istituzionali che non possano essere effettuate, caso per caso, mediante il trattamento di dati anonimi o di dati personali di natura diversa. Sulla base del provvedimento del Garante, entro tre mesi l’Agenzia delle entrate dovrà fornire indicazioni per la modifica dello scontrino fiscale rilasciato per l’acquisto di farmaci. Entro il 1° gennaio 2010 i titolari che emettono scontrini fiscali devono adeguarsi alle indicazioni dell’Agenzia, riportando sugli stessi il numero di autorizzazione all’immissione in commercio (AIC), oltre al codice fiscale del destinatario, alla natura e alla quantità dei medicinali acquistati.


RICCIONE: elezioni, gli scempi ambientali della giunta Imola, i giardini dell’Alba

17 maggio 2009

L’edificazione sui giardini pubblici dell’Alba è stata fortemente voluta dal sindaco Imola e dal suo assessore all’urbanistica Loretta Villa.
Hanno imposto questa opera indifferenti alle osservazioni espresse in Commissione ed in Consiglio comunale.
A prova della verità e della vibrante opposizione svolta, ai miei lettori del blog, propongo l’intervento-scontro della seduta consiliare del 18 novembre 2004, con la precisazione che le querele per diffamazione, presentate dal sindaco nei miei confronti, hanno prodotto due procedimenti penali, uno a Perugia ed uno a Bologna: Il primo è già stato archiviato dal GIP di Perugia perché il fatto non sussiste, mentre per il secondo il PM di Bologna ha chiesto l’archiviazione del procedimento.

Ecco l’intervento:
“La variante che esaminiamo questa sera ormai è stata vista in tutti gli aspetti e quindi evito di ripetervi, data l’ora, tutte le manfrine in ordine al commerciale sì, commerciale no, abbondante, non abbondante.
Quello che mi interessa rilevare è molto semplice: questa variante arriva in Consiglio Comunale dopo il passaggio, per due volte, in Commissione, anzi in due tempi, più esattamente. In un primo tempo è stata illustrata dall’architetto, e devo dire che l’architetto Mariani ha lavorato bene, accogliendo però le esigenze del suggeritore o di chi ha interessi in quel progetto. Il secondo passaggio invece è avvenuto con il dirigente e l’Assessore Villa. Nelle due serate, nei due incontri, devo dire che questo progetto, questa variante, non è stata spiegata in modo esaustivo.
Dall’inizio della legislatura, signor Sindaco, purtroppo, quando in Commissione arrivano i progetti urbanistici, né il dirigente, né gli Assessori, riescono a spiegare in un modo esaustivo il progetto che dobbiamo valutare in Consiglio. Questo mi dispiace, e non ci mette nella condizione per lavorare bene. Allora i casi sono due: o gli Assessori ed i dirigenti sono impreparati, oppure i progetti non sono sufficientemente trasparenti. Dei due io non so quale sia il motivo prevalente. Quello che le chiedo è di intervenire, di raccomandare ai suoi Assessori e ai suoi dirigenti di rappresentare in modo esaustivo i progetti che andremo ad esaminare. Questo è un dato di fatto, quindi la prego di intervenire.
La variante che stiamo esaminando ci è stata giustificata in Commissione con la necessità di sistemare quell’area per decongestionare l’Alba dai parcheggi, dall’intasamento che esiste, soprattutto in questi ultimi anni.
Io credo che questo progetto non risolva il problema – l’ho già detto in altre occasioni – perché i parcheggi hanno una destinazione strettamente privata. Il Comune, l’Amministrazione Comunale, da questo intervento non trae alcun vantaggio, atteso che per tutta quest’area che si cede, riesce ad avere in cambio solamente 30 posti auto. Io credo che questo progetto, questa variante contrasti nettamente, signor Sindaco e cari Assessori, con il vostro programma di legislatura, soprattutto là dove si legge, al punto della “Qualità urbana” che: “Questa Amministrazione, in primo luogo, mira alla qualità della città e alla qualità ambientale; vuole accrescere le aree verdi e metterle a disposizione dei cittadini per rendere ancora più vivibile la nostra città.” Io credo che questo giardino, che oggi esiste, venga, invece, completamente distrutto; poi si dà una parvenza di recupero mettendolo sul tetto delle costruzioni. È sicuramente una bella trovata architettonica, ma sicuramente non si fa, in questo caso, qualità ambientale.
Io penso di poter affermare che ormai il morbo della speculazione edilizia ha invaso il vostro cervello, si sta estendendo su tutto il corpo, è diventato una metastasi e la speculazione ormai la fa da padrona.
L’ha detto Franca Mulazzani prima, questo progetto si poteva fare in project financing, a costo zero per l’Amministrazione, ma a ciò si è preferita un’altra soluzione, questa soluzione è una soluzione speculativa, per cui, ripeto, il nostro voto sarà contrario.

PRESIDENTE
Ringrazio il Consigliere Marzio Pecci del gruppo consiliare Forza Italia. Passo ora la parola all’Assessore per le risposte……
Il Sindaco nella sua replica scatena la bagarre: …………………………………………………
“Finisco con una cosa solo: io cerco di dare il massimo della collaborazione, ogni volta che avete bisogno di me trovate le porte aperte, non accetto però che si torni, ogni tanto, su toni che sono davvero inaccettabili. Mi riferisco a te, Pecci, questi toni davvero sono inaccettabili. E se continuate su questi toni, lo dico in modo molto molto chiaro, ciascuna di queste affermazioni dovrete dimostrarla. E siccome già la prima su cui ci siamo scontrati non sei riuscito a dimostrarla e hai perso in tribunale, attenzione, perché a ogni volta che perderai in tribunale dovrai risarcire dei danni, e io li chiederò tutte le volte, perché se siamo qui per ragionare, con opinioni anche diverse, ma in modo sereno e senza offenderci, lo facciamo tutti, ma se qualcuno pensa di avere per sé il diritto e l’arroganza di offendere gli altri, hai offeso sia i dipendenti comunali, sia gli Assessori comunali, sia tutta la Giunta.
Se tu pensi di poterti arrogare il diritto di offendere tutte queste persone, hai sbagliato porta.
Di fronte a queste cose io sono di una intransigenza assoluta, e ci sbatterai la testa tutte le volte.
PRESIDENTE
Ringrazio il signor Sindaco. Do la parola al Consigliere Marzio Pecci di Forza Italia.
Cons. PECCI
Signor Sindaco, l’ho detto ad inizio serata: non confondiamo il personale con l’istituzione. Ancora una volta lei confonde l’istituzione con i fatti personali.
SINDACO
No, io ho orecchie per sentire!
Cons. PECCI.
Lei non mi interrompa, Sindaco, lei non mi interrompa!
Io svolgo la professione di avvocato, quindi agisco per conto dei clienti, quindi queste sono questioni che non entrano nella mia funzione politica, quindi lei sbaglia.
La seconda cosa che voglio rilevare: io mi sono preso una querela per delle affermazioni che io sono in grado di sostenere, non ho perso nessuna causa, e lei dice una bugia, la dice grossa, perché lei dice sempre delle bugie su queste cose. Non mi interrompa, non glielo consento! Lei non ha vinto nessuna causa, io non ho perso nessuna causa. Allora, se vuole che le risponda in questa sede, le dico che il suo dirigente è sotto processo e verrà celebrato a dicembre, questo lei lo deve sapere. Ma questi sono fatti personali. Questo non glielo consento, signor Sindaco, questo non glielo consento. Mi perdoni, non glielo consento. Per quanto riguarda le querele che lei ha fatto ai Consiglierei Pecci, Mulazzani e Ciabochi, di queste ne parleremo, ne discuteremo pubblicamente, le modalità con le quali le ha fatte, la strada che lei ha seguito, che, a mio modesto avviso, politicamente, contrasta i suoi doveri, ma di questo parleremo in altra sede. Adesso non le consento di minacciarmi, perché io non mi faccio minacciare, di minacce da lei ne ho subite troppe, ma questi, ripeto, sono fatti personali. Non si permetta mai più, nei miei confronti, di usare i toni che lei ha usato!
SINDACO
Io userò tutte le volte questi toni, ogni volta che tu offenderai me personalmente, i miei collaboratori e ciascuno dei 420 dipendenti di questo Comune. Ti assicuro che siccome tu hai perso sulla questione “Azzurra”, e domani darò a tutti il decreto che dimostra questo, poi quella è solo la prima delle questioni, arriverà anche quella della querela, che dopo saranno due, e se continui così ce ne sarà anche una terza.