SPIGOLATURE RICCIONESI

31 maggio 2008

MANIFESTAZIONE PISCINA

 

E’ nato un comitato riccionese che si batte per preservare il centro sportivo dalla cementificazione.

I componenti del comitato non si sono accorti che sull’area da preservare hanno già costruito centinaia di appartamenti……. ed allora per il grande abbraccio suggeriamo di mettersi sui balconi ed alle finestre dei condomini … la foto riuscirà meglio!

Ma il fotografo sarà un polisportivo?

 

 

 

RICCIONE: INAUGURATO IL PALAS

 

Dopo l’inaugurazione del Palacongressi tutti… opposizione, maggioranza, sindaco, presidente…..

hanno voluto dire qualcosa.

E’ stata una settimana difficile…. abbiamo assistito all’esercizio del Nulla.


PARCHEGGI: TAR DEL LAZIO ANNULLA DELIBERA COMUNE DI ROMA

31 maggio 2008

La II sezione del Tar del Lazio (presidente Luigi Tosti, relatore Carlo Modica de Mohac) ha accolto il ricorso presentato dal Codacons e da un comitato di cittadini residenti nel quartiere Ostiense di Roma contro le strisce blu e le relative delibere comunali.

La Cassazione ha recentemente stabilito che sono nulle le multe agli automobilisti che parcheggiano nelle aree a pagamento se vicino a quelle stesse zone non è stato predisposto anche un parcheggio libero.

Con la propria sentenza il Tar del Lazio censura la politica delle amministrazioni comunali di istituire i parcheggi a pagamento sulla pubblica via, non per regolare zone che presentano effettivi problemi di viabilità, ma al solo scopo di fare cassa trasferendo dalla Polizia Municipale ai privati la funzione di controllo e punizione del divieto di sosta.

La sentenza del Tar del Lazio afferma che la delibera non chiarisce la specifica ragione per la quale la zona è stata definita “di particolare rilevanza urbanistica”; limitandosi, a tal riguardo, a richiamare uno ‘studio’ che non risulta allegato al provvedimento (e che pertanto non può essere considerato idoneo a integrare una valida motivazione, neanche ‘per relationem’); in ogni caso tale ‘studio’ non appare affidabile essendo stato realizzato, per espressa ammissione della stessa amministrazione, proprio dalla società Sta spa la quale non è un ‘soggetto terzo’ (e imparziale), avendo un evidente interesse alla realizzazione dei parcheggi a pagamento; in definitiva, non v’è traccia – agli atti di causa – di uno studio che dimostri, con dati obiettivi, come (e in base a quale criterio) il numero dei parcheggi sia stato commisurato al fabbisogno effettivo; e in che modo le esigenze dei residenti siano state considerate; pertanto, il provvedimento appare adottato in mancanza di una idonea istruttoria; conseguentemente, esso appare altresì sommariamente ed insufficientemente motivato.

Speriamo che la sentenza induca le amministrazioni a rivedere le proprie delibere.


RICCIONE: PARCHEGGI risposta dell’assessore ad interpellanza comunale

30 maggio 2008

In merito all’interpellanza pari oggetto si precisa quanto segue:

Con atto di Deliberazione n° 7 del 15 gennaio 2008, la Giunta Comunale ha istituito alcuni nuovi “parcheggi a pagamento senza custodia del veicolo”, nel pieno rispetto della normativa che prevede anche una parte di “sosta libera” nelle aree o zone limitrofe.

I cittadini “residenti” non dovrebbero avere il problema della sosta, in quanto tutti avranno un parcheggio all’interno della loro proprietà, e quindi l’eventuale sosta sulla strada può essere limitata solo a brevi periodi.

Gli “alberghi” e le altre “attività commerciali” hanno invece la possibilità di poter far arrivare i propri clienti fino al fronte della loro attività, e quindi dovrebbero ricavarne un sicuro vantaggio; inoltre, possono richiedere anche degli abbonamenti, che possono utilizzare direttamente loro sui propri mezzi, oppure che possono cedere temporaneamente ai loro clienti.

Per “coloro che lavorano nella zona interessata (commesse/i, impiegate/i, ecc.)” è già stato tenuto un incontro, presso il Palazzo del Turismo di questo Comune, al fine di conoscere le reali esigenze di questa categoria di utenti: è stato escluso un “pagamento scontato della sosta”, perché in contrasto con quanto gli operatori hanno già pagato per la sosta stessa.

Inoltre, è stata prospettata anche la possibilità di fornire a titolo gratuito, a chi ne farà richiesta, delle biciclette, che saranno posizionate sia presso il parcheggio di Viale XIX Ottobre (di fronte alla “stazione ferroviaria”), sia presso il parcheggio di Piazzale 1° Maggio (di fronte al “Comando della Polizia Municipale”), e/o anche presso il parcheggio ubicato nell’area della Ex Fornace (limitrofa al Viale Massaua).

Detto progetto peraltro è già in fase di esecuzione, e sono state anche raccolte le richieste dei/delle dipendenti le varie attività della zona.

La situazione, allo stato attuale, è la seguente:

1)   predisposizione di “tettoie” e “porta-biciclette”, con dislocati:

 n° 10 stalli per biciclette al parcheggio di Viale XIX Ottobre (di fronte alla

“stazione ferroviaria”);

 n° 10 stalli per biciclette al parcheggio di Piazzale 1° Maggio (di fronte al

“Comando della Polizia Municipale”);

 n° 20 stalli per biciclette al parcheggio ubicato nell’area della Ex Fornace(limitrofa al Viale Massaua).

2) posizionamento, nel centro della ns. città, di “n° 3 rastrelliere”, aventi ognuna la disponibilità di n° 12 posti per biciclette, con caratteristiche uguali e pertanto compatibili con l’arredo urbano già realizzato e presente in zona.

Ritengo inoltre che quest’iniziativa può sicuramente rappresentare un inizio per incentivare l’utilizzo della bicicletta, prevalentemente in città, in alternativa o in sostituzione di altri veicoli.

Rispondo poi “negativamente” alla possibilità di tariffe agevolate.

l’ASSESSORE ALLA POLIZIA MUNICIPALE/TRAFFICO

 (F.to Serafino Angelini)


ALFANO: Disegno di legge sulle intercettazioni in 2 settimane

30 maggio 2008

Ministro Alfano, sia martedì al Csm che oggi (ieri, ndr) dall’Anm lei ha ascoltato le proteste dei magistrati sulla norma che accentra alla Procura di Napoli la competenza regionale sui reati legati ai rifiuti. È sempre convinto del provvedimento?
“La nostra esigenza era di dare una risposta globale ad un problema che non poteva essere affrontato solo da un lato. E sono convinto che nel suo insieme il provvedimento sia assolutamente efficace per le esigenze della comunità campana e del sistema Paese, che tanti danni ha ricevuto dalla gestione dei rifiuti. L’attribuzione della competenza alla Procura di Napoli e le decisioni assunte in modo collegiale su misure cautelari possono rendere i giudizi e gli interventi più sereni e neutri rispetto all’opinione pubblica locale. Così, si evitano pressioni sui magistrati territoriali”.

Qualcuno dice che si poteva trasferire l’intera materia a Roma: lei che pensa?
“La competenza territoriale del procuratore di Napoli è una risposta unitaria a un problema che, affrontato in modo frazionato, non troverà mai soluzione”.

In questi 2 giorni lei ha avuto i suoi primi incontri con Csm, Anm e avvocatura. Il dialogo si partito?
“Credo che siano stati incontri proficui, perché bisogna dare risposte il più possibile condivise a mali sui quali vi è una diagnosi comune. Abbiamo avviato incontri periodici per mettere a punto una strategia di tutte le parti del sistema giustizia”.

Con Anm e avvocatura ha parlato di notifiche e impugnazioni, oltre che di lentezza dei processi e riforma dei codici. Che si farà su questi 2 aspetti?
“Per il primo direi: meno notifiche inutili e meno scarcerazioni facili. Bisogna aggiornare il sistema con i procedimenti telematici, salvaguardando le garanzie delle parti, ma ottenendo più celerità ed efficienza. Spesso difetti di notifiche provocano scarcerazioni ingiuste. Eliminare l’obbligo di notifica in certi passaggi del procedimento rende l’iter più snello e impedisce che certe notifiche, invece di essere di garanzia per il cittadino, siano garanzia d’inefficienza”.

E per le impugnazioni? Si è detto che ci vuole un filtro per i ricorsi, soprattutto in Cassazione.
“Credo che la garanzia dei 3 gradi di giudizio sia imprescindibile, ma certamente un filtro per la Cassazione va creato”.

Sulla separazione delle funzioni tra giudici e Pm il governo che intende fare?
“Nel programma c’è il rafforzamento della distinzione delle funzioni e in questa logica ci muoveremo. Ma sulla giustizia non abbiamo totem ideologici né bandiere da sventolare, bensì l’esigenza di accorciare la durata dei processi e rendere più efficiente il sistema”.

Lei ha annunciato un provvedimento sulle intercettazioni che le limiterà solo alle indagini su gravi reati.
“Sarà pronto tra un paio di settimane. Puntiamo a un riordino del sistema che, mantenendo l’efficacia dell’azione inquirente, salvaguardi la privacy di vittime e indagati. Non è più possibile vedere sbattuti sui giornali intercettazioni che nulla hanno a che vedere con i procedimenti. E non è più possibile che nessuno paghi per questo. Sarà sanzionata la diffusione delle intercettazioni e ristretto l’ambito di quelle da inserire nei procedimenti. Le altre devono essere cestinate. Nella scorsa legislatura è stato approvato il testo del sistema unico delle intercettazioni che dovrebbe razionalizzare il settore e il punto da cui ripartire può essere il testo del governo Berlusconi del 2005, completato da norme del disegno di legge approvato quasi all’unanimità dalla Camera lo scorso anno”.

Non c’è il rischio che paghi solo il giornalista?
“Non vogliamo certamente un bavaglio per nessuno, ma si tratta di una regola di civiltà. Il punto debole iniziale è chi divulga la notizia”.

Perché è troppo difficile individuare chi la fornisce ai mass media?
“Non mi pare che ci siano grandi esempi di individuazione degli autori delle fughe di notizie”.

Parliamo dei magistrati che sbagliano: per alcuni la sezione disciplinare dovrebbe essere esterna al Csm, ma l’Anm è contraria. Lei come la pensa?
“Ci dev’essere una precisa responsabilità dei magistrati che sbagliano e la materia va riordinata. Ma l’efficacia dell’azione del Csm, in una chiara logica non corporativa (come mi pare che già abbia cominciato a fare), può essere la prima e più efficace risposta alla questione”.

Oggi (ieri, ndr) lei ha incontrato anche il ministro-ombra Tenaglia: è possibile il dialogo sulla giustizia con l’opposizione?
 “È stata una conversazione costruttiva. Non ci illudiamo di condividere tutto, ma ci sono questioni come la lotta alla criminalità organizzata, sulle quali si può puntare a un’ampia condivisione”.


TREMONTI: Portabilità e rinegoziazione dei mutui saranno gratuite

29 maggio 2008

Il Governo è a favore della portabilità dei mutui (la possibilità di stipulare presso un’altra banca un nuovo contratto di mutuo ad estinzione del mutuo originario, senza nuova iscrizione ipotecaria, ma trasferendo la garanzia reale originaria) e farà in modo che i costi dell’operazione siano azzerati. Lo ha spiegato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’accordo sui mutui. “Noi siamo a favore della portabilità dei mutui e sarà cura del Governo fare in modo che i costi siano azzerati, ossia che la portabilità sia gratuita”. Tremonti ha osservato che la possibilita’ concessa alle famiglie di rinegoziare il mutuo da tasso variabile a tasso fisso, “non e’ un miracolo, e’ un sollievo. E’ una opportunita’ in piu’ che si aggiunge alla portabilita’ del mutuo gia’ prevista.”  Nell’attuazione delle nuove disposizioni sulla rinegoziazione dei mutui, ha chiarito il nostro ministro dell’Economia “saranno coinvolte le associazioni dei consumatori che saranno ’convitati’ non di pietra”. L’operazione sui mutui, gia’ annunciata dall’esecutivo al Consiglio dei Ministri di Napoli “e’ nello spirito che questo tempo richiede ad un governo. Quella sui mutui non è  solo una partita economica, credo sia una partita civile perche’ il provvedimento incrocia il risparmio e la casa. La materia e’ complessa, e’ stata disposta con l’Abi e oggi e’ giunta una indicazione positiva dell’Antitrust”. In sostanza, le famiglie che sono strette nella “trappola” da stipendio fisso e mutuo variabile, potranno rinegoziare con la banca il mutuo trasformandolo da tasso variabile e tasso fisso con la rata fissata a quella mediamente pagata nel 2006. Al termine della durata del contratto, se i tassi saranno cresciuti, il cittadino dovra’ continuare a pagare la rata fissa per un periodo piu’ lungo. Ma se nel corso degli anni i tassi si saranno ridotti, e’ previsto il rimborso”. La convenzione firmata da governo e Abi per la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile potra’ essere applicata anche alle famiglie morose. “Attiveremo – ha sottolineato Tremonti –  anche il fondo previsto dalla scorsa finanziaria per sostenere la casistica di pignoramenti e procedure esecutive. Lo stabiliremo con i consumatori”.


IL GOVERNO AFFRONTA L’EMERGENZA RIFIUTI IN CAMPANIA

27 maggio 2008

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 120, del 23 maggio 2008, il Decreto legge n. 90 recante “Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile”. Al Capo del Dipartimento della protezione civile, Guido Bertolaso, è attribuito il coordinamento della complessiva azione di gestione dei rifiuti nella regione Campania, in qualità di Sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per il periodo emergenziale stabilito fino al 31 dicembre 2009. Fra l’altro, il Sottosegretario di Stato provvede ad attivare i siti da destinare a discarica e a ad individuare, per i siti, le aree e gli impianti connessi all’attività di gestione dei rifiuti (costituenti aree di interesse strategico nazionale) le opportune misure di salvaguardia per assicurarne l’assoluta protezione e l’efficace gestione; può chiedere l’impiego delle Forze armate per l’approntamento dei cantieri e dei siti, per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti, ed il concorso delle Forze armate stesse, unitamente alle Forze di polizia, per la vigilanza e la protezione dei cantieri e siti. Il Sottosegretario di Stato è altresì autorizzato alla realizzazione di un termovalorizzatore nel territorio del comune di Napoli, applicando le migliori tecnologie disponibili.


BRUNETTA: E’ inaccettabile l’inefficienza della pubblica amministrazione

14 maggio 2008

“Quello che conta e’ la comunicazione, il messaggio. Quello che conta e’ che il paese ha capito. E ha capito che i fannulloni nella pubblica amministrazione non hanno piu’ spazio. Chi li difende sara’ additato alla marginalizzazione e al conservatorismo. Se difendera’ i fannulloni, sara’ un sindacato contro gli italiani. Il problema non e’ mio, e’ degli italiani. Puo’ la societa’ italiana, l’economia italiana tollerare che nel pubblico impiego ci sia un tasso d’assenteismo doppio di quello del settore privato? Puo’ tollerare questo spreco? No. Percio’ io cerco di fare questa battaglia riformista e mi rivolgero’ agli italiani. Linguaggio o non linguaggio, Mao Tse Tung o non Mao TseTung. Quella frase di Mao era anche ironica ovviamente, ma se qualcuno ha la coscienza un po’ precaria si arrabbi pure. Stamattina si e’ arrabbiato anche il direttore dell’Unita’, buon per lui. Ho chiesto alla redattrice dell’Unita’ quanti fannulloni c’erano nel suo giornale, mi ha detto ’un po”. Io le ho risposto: ’Ecco perche’ il vostro giornale va male’”.Poi il ministro della Funzione pubblica ha aggiunto altri elementi:
“Sto preparando un disegno di legge di riforma che responsabilizzera’ i dirigenti. Se tollereranno tassi d’assenteismo superiori a quelli del settore privato, saranno cacciati. Se il ministro non riuscira’ a fare tutto questo, sara’ cacciato anche lui”.
Ma “perche’ non si riesce mai ad arrivare a dei licenziamenti?” gli ha chiesto Belpietro. “I provvedimenti di licenziamento, di messa in cassa integrazione ci sono tutti. Solo che nel tempo si e’ messo in piedi un tale sistema di garanzie per cui alla fine c’e’ una totale connivenza tra la politica, la dirigenza, il sindacato. Oggi non e’ piu’ possibile far finta di nulla. La gente sente l’inefficienza della pubblica amministrazione sulla propria pelle, sulle proprie famiglie, sulla propria salute, sulle proprie tasche e non e’ piu’ disposta a star zitta o a sopperire in altri modi. Per questa ragione l’altro giorno ho detto che il clima e’ cambiato. Quando incontrero’ i sindacati diro’ loro che se penseranno solo a guardarsi l’ombelico io mi rivolgero’ direttamente agli italiani. E diro’: ’Guardate il sindacato non pensa alla sanita’, alla scuola, alla sicurezza ma solo a se stesso’. E poi ne vedremo delle belle”.


CONSIGLIO COMUNALE 12 MAGGIO 2008

14 maggio 2008

Questa delibera, come già detto in sede di dipartimento, è del tutto inadeguata per risolvere il problema dei rumori nella località Marano.

Le precedenti amministrazioni di questa città avevano risolto il problema dei rumori dei locali da ballo trasferendoli in collina.

Questa amministrazione, invece, favorendo la politica del divertimento in spiaggia ha riportato il problema dei rumori a mare della ferrovia.

Il problema del rumore è particolarmente pregnante nella società moderna perché crea un vero e proprio inquinamento dell’ambiente e l’inquinamento acustico, dopo quello urbanistico, è quello più importante.

Voglio ricordare, a voi tutti, che la tutela dell’ambiente è un dovere che spetta a tutti i soggetti dell’ordinamento, Sindaci compresi, e che si sta sviluppando, in Europa, un contenzioso nuovo per far affermare la responsabilità delle autorità pubbliche che non pongono in essere le misure preventive di tutela.

In tutte le nazioni europee, comprese quelle dell’Est, viene dato particolare rilievo al diritto all’ambiente perché è diritto di ogni cittadino avere un ambiente sano e bilanciato, da un punto di vista ecologico, così come è suo dovere difenderlo.

Voglio ricordare a Voi tutti che il diritto all’ambiente oggi è parte integrante di quel diritto più ampio che è il diritto alla salute, che è un bene costituzionalmente garantito (l’art. 32 Cost.).

Nella nostra città purtroppo fino ad oggi la Vostra maggioranza è stata abbastanza disattenta a questo tipo di tutela.

A conferma di quel che dico voglio ricordare il problema dell’inquinamento elettromagnetico con il periodo delle “antenne selvagge” e la mai risolta questione dell’erosione marina.

Fatta questa premessa, oggi, l’area maggiormente a rischio è quella del Marano che all’inquinamento acustico musicale, derivante dalle attività di divertimento insediate, si somma l’inquinamento acustico da circolazione stradale.

 Purtroppo ancora una volta i cittadini di Riccione devono prendere atto della vostra incapacità a veicolare i problemi che si presentano.

Lo abbiamo visto con la piscina, e voi della maggioranza sapete come questa minoranza si è espressa, ma voi indifferenti ai nostri appelli, alle nostre osservazioni, avete “tirato diritto”, come siete soliti affermare, e anche questa volta siete finiti “fuori strada” come le vicende di questi giorni confermano.

Con il Marano, signor assessore e signor sindaco e consiglieri di maggioranza, rischiate di fare la stessa fine.

Voi sapete che l’area del Marano non è un’area agreste ma urbana ove insistono attività alberghiere e unità residenziali dove occorre far convivere le diverse esigenze nel rispetto delle attività esistenti.

Purtroppo il regolamento che ci sottoponete è inadeguato a raggiungere questo scopo.

Conseguenza inevitabile è che le attività che dovrebbero essere regolamentate finiranno per provocare un disturbo del riposo e pericolo per la salute umana con deterioramento dell’ambiente abitativo così da interferire con la legittima fruizione dell’ambiente stesso.

In buona sostanza con questa delibera andate a confliggere con l’art. 2. della L. n. 447/1995.

Come ho avuto occasione di dire in sede di dipartimento questa delibera non contiene le misure indicative da adottare per prevenire l’immissione dei rumori.

Le prescrizioni sono del tutto generiche così generiche da essere inutili: affermare che gli impianti musicali dovranno essere dotati di “microdiffusori orientati verso il mare” e che “la musica non sia udibile fuori dal locale” significa dare una prescrizione che già si sa che non verrà osservata.

Se ciò che dico è vero, come è vero, significa che questa delibera non solo è contro legge ed inadeguata, ma lascerà irrisolto il problema della rumorosità con grave pregiudizio per tutte le attività alberghiere della zona.

Mi stupisce la posizione favorevole dell’intera maggioranza.

Sinceramente mi aspettavo di sentire qualche voce contraria, soprattutto, dai partiti minori, comunisti misti, socialisti e verdi.

Purtroppo niente.

Da voi, forze minori della maggioranza, abbiamo sempre sentito pontificare sull’ambiente ma in questi quattro anni di legislatura mai una volta ho visto alzarvi per difendere un angolo del nostro territorio.

Devo pensare che anche qui vi sentite parte di una casta inattaccabile, ma sono certo che anche a Riccione prima o poi i cittadini elettori vi faranno fare la medesima fine che, a Roma, hanno fatto fare a Rutelli ed a Veltroni e cioè che vi “manderanno a casa.

Un secondo problema che questa delibera non affronta, ed a mio avviso avrebbe dovuto farlo, è quello dell’inquinamento dovuto alla viabilità.

Il traffico caotico, che in alcune sere della settimana si sviluppa su via D’Annunzio, provoca non solo il problema delle emissioni inquinanti ma anche il problema del rumore che come gli altri rumori acustici influiscono negativamente sullo stato psico fisico e sul sistema nervoso dei cittadini e dei turisti e soprattutto sulle aziende alberghiere là ubicate.

Dicono gli assessori interessati a questa delibera, e cioè l’assessore alla polizia urbana e quello dell’urbanistica, di voler risolvere il problema mediante la deviazione del traffico a monte della ferrovia e con l’apertura di un parcheggio in quella zona.

Purtroppo devo dire che anche questa decisione appare piuttosto improvvisata perché non suffragata da un vero piano del traffico per la città.

Un terzo problema che la delibera di questa sera non affronta riguarda il problema dell’ordine pubblico.

I locali di quella zona creano assembramenti di parecchie migliaia di persone che inevitabilmente creano problemi di ordine pubblico che possono andare dagli schiamazzi notturni, alla rissa, allo spaccio di sostanze stupefacenti, ai furti o borseggi, ecc.

Interpellati in dipartimento su questo punto gli assessori hanno riferito che per questo si applicheranno le norme date dal TULLPS.

Ritengo la risposta inadeguata e semplicistica atteso che una amministrazione seria dovrebbe affrontare il problema in via preventiva.

Intervenire con azioni repressive non aiuta a risolvere il problema.

Io credo che tale modo di affrontare le questioni sia il frutto di una pratica dilettantistica che non fa certamente onore al giovane assessore alla polizia urbana ed all’assessore all’urbanistica.

Questa città ha bisogno di professionisti per cui vi sollecito a dirci quali sono le misure preventive che intendete adottare per impedire in quell’area, ad alta frequentazione di pubblico, la commissione di reati e quali siano le misure repressive che si intendono adottare anche a carico delle attività che saranno sorprese a favorire l’attività criminale; diversamente abbiate il coraggio di sospendere l’esame della delibera rinviandolo a quando avrete chiaro l’esatto percorso da seguire per evitare che il Marano diventi “terra di nessuno”

Tornando alla delibera, in esame, sotto il profilo tecnico essa affronta diversi problemi, ma ritengo siano tutti secondari rispetto all’inquinamento da rumori.

Non posso però esimermi dal denunciare, in questa sede, quanto mi hanno riferito alcuni cittadini della zona e cioè che allo stato vi sono interventi urbanistici sulle attività che pare non siano autorizzati e non siano conformi al Rue adottato.

Invito dunque l’assessore di competenza a verificare la veridicità di tali segnalazioni.

Voglio ricordare che anche gli interventi sull’arenile sono soggetti alle norme in vigore anche se le aree interessate riguardano il Marano.

Un atteggiamento acquiescente della pubblica amministrazione su questo punto non apparirebbe giustificato ed andrebbe a confermare che su quell’area tutto è possibile.

Se la delibera rimarrà quella di questa sera, in futuro, ci troveremo, da una parte, i cittadini della zona che daranno vita ad un Comitato Antirumore per rivendicare l’installazione delle barriere acustiche per ridurre l’intensità delle onde acustiche e dall’altra parte un’amministrazione che garantirà di intervenire.

Nel mezzo di questi due comportamenti avremo gli ospiti degli alberghi che se ne andranno col proposito di non ritornare più in quella zona.


DI PIETRO: IL RICHIAMO DI PETRUCCIOLI A SANTORO E’ CENSURA

4 maggio 2008

Di Pietro manda sul suo blog un commento sul richiamo di Petruccioli (Presidente della Rai) a Santoro per la trasmissione “Annozero” di giovedì scorso lasciando intendere, al lettore, che è iniziato un periodo di censura delle idee.

L’on. Di Pietro finge di non sapere che ancora oggi, nel nostro Paese, sta governando il Presidente Prodi e che lui è un esponente di quel Governo. I cittadini non sopportano più le menzogne! Per questo gli ho inviato la mail che non pubblicherà:

 

Onorevole Di Pietro,

desidero ricordare a Lei ed ai Suoi lettori che ogni responsabilità sulle libertà violate può essere imputata solo a Lei ed al Suo Governo, atteso che ancora oggi, 3 maggio 08, state governando.

Quando il nuovo Esecutivo avrà ottenuto la fiducia del Parlamento si assumerà tutte le responsabilità.

La politica amministrativa, Visco e Prodi lo dimostrano, è ancora quella di qualche settimana fa ed è quella che gli elettori hanno “censurato” ovvero bocciato col loro voto.

Distinti saluti

Marzio Pecci


FISCO: L’ULTIMO DISASTRO DI PRODI, TOMMASO PADOA SCHIOPPA E VISCO

3 maggio 2008

E’ giusto che gli uomini politici abbiano pubblicati i loro redditi per il principio della trasparenza, ma va evitato il fisco-spettacolo.

La denuncia dei redditi come i conti correnti bancari, appartengono alla sfera privata della persona per cui vanno sottratti alla curiosità ed all’invidia del vicino.            

Che il fisco abbia bisogno di ricorrere a nuovi sistemi di tassazione per recuperare l’evasione fiscale, compiuta, prevalentemente, da soggetti sconosciuti, è notizia nota, ma ricorrere al sistema della pubblicazione on-line dell’ammontare dell’imponibile e delle imposte versate, mi sembra proprio l’ultima vessazione compiuta da un Ministro e da un Presidente del Consiglio che sono stati platealmente “cacciati” dai cittadini.

Se qualcuno dopo la sconfitta elettorale provava un po’ di dispiacere per il governo Prodi oggi, dopo questo ultimo gesto, sarà sicuramente più sollevato.