CORRIERE ROMAGNA INTERVISTA DI ENEA ABATI (venerdì 11 gennaio 07)

“RICCIONE E’ DEGRADATA: LA FAREMO RISORGERE”

“Avversari? Galli è il cambiamento, Pironi la conservazione. Ma noi saremo il meglio”Pecci (FI): “Imola ha scaricato il suo delfino perche deve rispondere a Valeriano Fantini” 

RICCIONE. «Con un centrosinistra così allo sbando possiamo presentarci alle prossime elezioni aspirando alla guida del Comune».

Avvocato  Marzio   Pecci , addirittura?

«Perché no? La Sinistra arcobaleno non mi sembra che leghi col Partito democratico; i socialisti schierati a sinistra mi pare stiano scomparendo. Nel Partito democratico ci sono ben tre anime in continuo scontro invece che un unico soggetto politico. Potremmo e dovremmo approfittarne».

Non è che voi del centrodestra stiate meglio. Alle scorse elezioni, nel 2004, vi siete presentati divisi e quasi 4 anni dopo le cose sembrano andare anche peggio.

 «Dentro Forza Italia presto cambieranno i dirigenti con la nascita del Partito delle libertà. Quelli attuali non sono rappresentativi».

Quindi?

«Troveremo uno slancio nuovo. Il Partito delle libertà sarà in grado di unire tutto l’elettorato di centrodestra».

Non sarà una passeggiata.

«Ripartiremo dai gazebo. Il momento è buono, insisto».

Con Alleanza nazionale come va?

«I rapporti sono fermi al veto posto sul mio nome per le scorse elezioni. C’è indifferenza politica».

Appunto, strada in salita. Con la Lista civica, invece, che nel 2004 si alleò con An?

«Ottimo dialogo. Facciamo un’opposizione comune».

Sarà un vostro alleato?

«Le alleanze si fanno su un programma. Certo, ci sono convergenze importanti».

Ha una vaga idea del candidato sindaco che schiererete?

«Non ancora».

Non manca poi così tanto tempo.

 «Lo troveremo. Serve un vincente».

Com’è un vincente?

«Dovremo scegliere una persona con grandi ambizioni, che metta tra i punti cardine del programma il rilancio dell’economia cittadina, i servizi e che sappia incidere pesantemente sui costi della politica. In sintesi, dovrà essere in grado di far fare a Riccione quel salto di qualità che il sindaco Imola non ha saputo garantire».

Dal suo punto di vista, che città lascia Imola?

«Una città degradata, soffocata dal cemento e con un’immagine turistica crollata. D’altra parte da uno che mette la cravatta sulla camicia a maniche corte non è che potessimo sperare granché da questo punto di vista. L’immagine è fondamentale: durante la prossima legislatura dovrà essere rinnovata insieme alle categorie economiche. Riccione deve tornare a primeggiare tra le località turistiche italiane».

A sinistra la successione di Imola è già cominciata col derby diessino tra Fabio Galli e Massimo Pironi.

«Cambiamento contro conservazione».

Prego?

«Beh, la divisione mi sembra questa. Galli, un giovane, si presenta per il rinnovamento; Pironi, forte di esperienze amministrative in cui non si è distinto per alcunché, per lo status quo. Se fossi un elettore di sinistra non avrei dubbi su chi scegliere. La proposta del centrodestra però sarà migliore».

Perché indica Pironi come conservatore?

«È il candidato della corrente di Daniele Imola e di Valeriano Fantini. Escludo che possa portare cambiamenti».

Ma Imola non era lo sponsor di Galli?

«No. È quello che sta tentando di farlo fuori. È evidente».

Perché?«Intanto perché non conosce la coerenza, dato che era stato lui a lanciare Galli come delfino. Poi perché è a Fantini che deve rispondere, altrimenti non si comporterebbe nei confronti del suo partito come sta facendo».

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