I CITTADINI CHIEDONO DI ANDARE AL VOTO

27 gennaio 2008

Le elezioni sono inevitabili. Con la legislazione elettorale attuale quando una maggioranza va in crisi bisogna consentire al popolo di esprimersi.

Fino a pochi giorni fa, su questa interpretazione, erano d’accordo Romano Prodi, Piero Fassino, Alfonso Pecoraro Scanio, Dario Franceschini, Anna Finocchiaro, Russo Spena e tanti, tanti altri.

Dopo la caduta del governo Prodi, la prima voce contro le elezioni è stata del Presidente Fiat Luca di Montezemolo, poi via via seguito dai politici del fu centrosinistra…

Forse i poteri forti sono più interessati ad un governo debole piuttosto che ad un governo forte come potrebbe essere quello di Berlusconi del dopo le elezioni?

Riflettiamo…., per una volta la politica risponda ai bisogni della gente! Votiamo e diamo al Paese un governo forte!

Annunci

“W LA DEMOCRAZIA”

26 gennaio 2008

Il voto del senato ha restituito il Paese alla democrazia. Grazie senatori!

Ora occorre che il Presidente della Repubblica prenda atto di quanto è accaduto e sciolga, il prima possibile,  il Parlamento per lo svolgimento delle elezioni.

La buona politica non ammette altre scelte perchè la legge elettorale attuale è corretta per dare al Paese una stabile maggioranza.

Chi l’ha denigrata ha raccontato solo bugie per mascherare l’incapacità del governo Prodi.


PRODI….. E LA CRISI….

24 gennaio 2008

La fine del governo Prodi avviene nel momento in cui l’Udeur dichiara, pubblicamente, di uscire dalla maggioranza.

Al tempo della prima Repubblica, quando vigeva la legge elettorale proporzionale che consentiva il formarsi delle maggioranze dopo il voto, era corretto, in caso di crisi del governo, il passaggio parlamentare per la verifica della fiducia.

Con l’attuale legge elettorale ciò non è più necessario perché, venendo a mancare un membro della coalizione che sostiene il Governo, viene a cadere la causa per il premio di maggioranza.

Pertanto, nella situazione attuale, il Presidente del Consiglio non deve fare altro che salire al Quirinale e rassegnare le dimissioni.

Questo è quanto chiede la politica seria!


Verso il bipartitismo

19 gennaio 2008

Con la nascita del Popolo della Libertà il futuro politico sarà esclusivamente bipartitico come avviene nelle più avanzate democrazie europee.

Per questo il Popolo della libertà non nasce contro qualcuno, ma è aperto a tutti. Non abbiamo offerto nessuna annessione ad alcuno, partiremo tutti dal basso, dalla volontà dei cittadini, tutti nelle stesse condizioni, alla pari.

Le porte non sono chiuse, anzi sono spalancate a tutti coloro i quali credono nei valori di libertà e di giustizia.

Saranno i cittadini a scegliere il programma, i rappresentanti e il leader del loro movimento. Non saranno più i professionisti della politica a decidere tutto con le loro segreterie.Anche a Riccione abbiamo rovesciato la piramide del potere.


Il vecchio ed il nuovo

18 gennaio 2008

Ai tempi della prima Repubblica quando un ministro esprimeva giudizi critici al governo di cui era parte (vi ricordate Ugo La Malfa?) il Presidente del Consiglio si recava al Quirinale per rimettere il mandato.

Come cambiano i tempi… oggi inquisiscono i ministri, incarcerano le mogli, le condannano ed il Governo prosegue indifferente… povera Italia!!  


ROMA: IL PAPA ANNULLA LA VISITA ALL’UNIVERSITA’ PER L’INTOLLERANZA DEI DOCENTI

16 gennaio 2008

L’annullamento della visita del Papa all’Università di Roma ci induce ad una seria riflessione:

Il governo Prodi non è più in grado di guidare il Paese se è vero, come è vero, che il Ministro Mussi è costretto a capitolare di fronte ad un documento dei docenti contro la partecipazione del Papa all’inaugurazione dell’anno accademico.

Quando ad un’autorità morale, come è quella del Papa, viene impedito, da una istituzione, di esprimere il proprio pensiero, dobbiamo riflettere non solo sulle capacità dei docenti di quella università ad insegnare ai nostri figli, ma sul pericolo che corre la democrazia e libertà.


CORRIERE ROMAGNA INTERVISTA DI ENEA ABATI (venerdì 11 gennaio 07)

14 gennaio 2008

“RICCIONE E’ DEGRADATA: LA FAREMO RISORGERE”

“Avversari? Galli è il cambiamento, Pironi la conservazione. Ma noi saremo il meglio”Pecci (FI): “Imola ha scaricato il suo delfino perche deve rispondere a Valeriano Fantini” 

RICCIONE. «Con un centrosinistra così allo sbando possiamo presentarci alle prossime elezioni aspirando alla guida del Comune».

Avvocato  Marzio   Pecci , addirittura?

«Perché no? La Sinistra arcobaleno non mi sembra che leghi col Partito democratico; i socialisti schierati a sinistra mi pare stiano scomparendo. Nel Partito democratico ci sono ben tre anime in continuo scontro invece che un unico soggetto politico. Potremmo e dovremmo approfittarne».

Non è che voi del centrodestra stiate meglio. Alle scorse elezioni, nel 2004, vi siete presentati divisi e quasi 4 anni dopo le cose sembrano andare anche peggio.

 «Dentro Forza Italia presto cambieranno i dirigenti con la nascita del Partito delle libertà. Quelli attuali non sono rappresentativi».

Quindi?

«Troveremo uno slancio nuovo. Il Partito delle libertà sarà in grado di unire tutto l’elettorato di centrodestra».

Non sarà una passeggiata.

«Ripartiremo dai gazebo. Il momento è buono, insisto».

Con Alleanza nazionale come va?

«I rapporti sono fermi al veto posto sul mio nome per le scorse elezioni. C’è indifferenza politica».

Appunto, strada in salita. Con la Lista civica, invece, che nel 2004 si alleò con An?

«Ottimo dialogo. Facciamo un’opposizione comune».

Sarà un vostro alleato?

«Le alleanze si fanno su un programma. Certo, ci sono convergenze importanti».

Ha una vaga idea del candidato sindaco che schiererete?

«Non ancora».

Non manca poi così tanto tempo.

 «Lo troveremo. Serve un vincente».

Com’è un vincente?

«Dovremo scegliere una persona con grandi ambizioni, che metta tra i punti cardine del programma il rilancio dell’economia cittadina, i servizi e che sappia incidere pesantemente sui costi della politica. In sintesi, dovrà essere in grado di far fare a Riccione quel salto di qualità che il sindaco Imola non ha saputo garantire».

Dal suo punto di vista, che città lascia Imola?

«Una città degradata, soffocata dal cemento e con un’immagine turistica crollata. D’altra parte da uno che mette la cravatta sulla camicia a maniche corte non è che potessimo sperare granché da questo punto di vista. L’immagine è fondamentale: durante la prossima legislatura dovrà essere rinnovata insieme alle categorie economiche. Riccione deve tornare a primeggiare tra le località turistiche italiane».

A sinistra la successione di Imola è già cominciata col derby diessino tra Fabio Galli e Massimo Pironi.

«Cambiamento contro conservazione».

Prego?

«Beh, la divisione mi sembra questa. Galli, un giovane, si presenta per il rinnovamento; Pironi, forte di esperienze amministrative in cui non si è distinto per alcunché, per lo status quo. Se fossi un elettore di sinistra non avrei dubbi su chi scegliere. La proposta del centrodestra però sarà migliore».

Perché indica Pironi come conservatore?

«È il candidato della corrente di Daniele Imola e di Valeriano Fantini. Escludo che possa portare cambiamenti».

Ma Imola non era lo sponsor di Galli?

«No. È quello che sta tentando di farlo fuori. È evidente».

Perché?«Intanto perché non conosce la coerenza, dato che era stato lui a lanciare Galli come delfino. Poi perché è a Fantini che deve rispondere, altrimenti non si comporterebbe nei confronti del suo partito come sta facendo».