CONGRESSO FORZA ITALIA DI RICCIONE

26 ottobre 2007

Relazione a un congresso …. mai nato..!La relazione che segue non è mai stata presentata perché la mia candidatura, insieme a quella di Cosimo Iaia e Valeria Pizzolante, è stata ritirata alla vigilia del congresso a causa del comportamento scorretto del coordinatore uscente che, all’ultimo minuto, arbitrariamente, ha depositato una lista diversa da quella da noi sottoscritta.

Per protesta la maggioranza degli iscritti non ha partecipato al voto.

Il Congresso, nonostante la nostra richiesta di rinvio e con un atto di arroganza, sprezzante dei diritti degli iscritti, si è tenuto ugualmente ed il coordinatore è stato eletto con soli 40 voti su 140.

Appare a tutti evidente la scarsa capacità di rappresentare il partito di Forza Italia a Riccione, il secondo partito della città, che alle politiche ha ricevuto un consenso di circa 5.000 elettori.

Suggerimento: Per il bene del partito e degli elettori il coordinatore tragga le conclusioni si dimetta eviterà così di fare la fine del “Il nano salterino”.

 

Relazione Congresso Forza Italia Riccione 21 ottobre 2007

Un saluto a Voi tutti ed un grazie per essere intervenuti.

Vorrei iniziare questo mio intervento con una citazione di Indro Montanelli che dice:

“Combatti il tuo nemico fino all’ultima stilla di sangue ma non mancargli mai di rispetto e quando sarà caduto tendigli la mano per aiutarlo a rialzarsi”.

Indro Montanelli per testimoniarmi la sua amicizia, qualche anno prima di lasciarci, mi ha omaggiato di uno dei Suoi libri: “La stecca nel coro”.

Ecco il mio intervento oggi vuole essere la “stecca nel coro” perché la politica deve essere confronto,virile, duro, forte e senza indugi.


IL PARTITO

Forza Italia, nonostante i suoi tredici anni, è un partito giovane e come tutti i giovani soffre di democrazia in quanto fatica a confrontarsi, al suo interno, sul piano delle idee e dei valori.

Forza Italia prima di essere partito è stata una struttura in cui si sono ritrovate persone provenienti da storie culturali diverse in cui a tutti è stata offerta la libertà di esprimersi senza alcuna condizione.

Nel PDS, di alcuni anni fa, erano soliti fare “l’esame del sangue” prima di iscriverti, in Forza Italia ciò non è mai accaduto.

Tutti sono stati accolti con un unico valore: difendere la libertà.

Purtroppo la presenza di culture politiche diverse non ha ancora partorito il “comune sentire” ma ha consentito ai responsabili del partito di concentrarsi sulla loro persona perché hanno scambiato la loro affermazione come l’affermazione di una cultura politica del partito.

Mentre il liberismo del Presidente Berlusconi ha portato a risultati eccellenti in periferia la politica personale è stata deleteria perché ha impedito la crescita del partito.

Ciò è accaduto anche a Riccione.

Tale tesi è confermata dai risultati elettorali che il partito consegue: i consensi in ambito locale sono inferiori a quelli nazionali.

Nella storia politica italiana è sempre accaduto il contrario.

Finalmente, dopo qualche anno che non si riunisce l’assemblea degli iscritti, è stato convocato il Congresso.

Non vi è miglior occasione per confrontarci sui temi importanti del partito che quello congressuale.

Dopo le elezioni amministrative del 2004, che videro il nostro successo locale, che ci consentì di passare da 4 a 5 consiglieri comunali dissi che da quel momento sarebbe stato utile non disperdere il successo ed iniziare a fare politica.

L’affermazione, alquanto criticata, non solo non ha trovato accoglimento da parte del vecchio gruppo dirigente ma è risultata un argomento di divisione interna ed il risultato è che fino ad oggi l’attività del partito è rimasta bloccata mentre dilaga l’antipolitica, favorita anche da tale comportamento.

Ecco io credo che questo partito, seppur molto giovane, abbia tutti gli elementi per diventare un grande partito, anzi il partito della gente, anche in ambito locale.

Basta guardarsi intorno per vedere i segni della profonda crisi della politica che colpisce sia la società civile che quella politica.

Nella società politica è in crisi la maggioranza, non solo quella nazionale, ma anche quella locale, se è vero, come è vero, che i consigli comunali o non si tengono oppure se calanderizzati vengono rimandati; oppure se si svolgono hanno all’ordine del giorno delibere irrilevanti per lo sviluppo della città.

L’antipolitica di Grillo o della Casta, che non esclude il nostro comune, è la cattiva “reductio ad unum”, cioè la fusione dei diversi mali in uno solo, quei mali che la politica impegnata e seria dovrebbe risolvere e che, invece, rimane inerme di fronte al problema.

Questo credo sia oggi il tema pregnante di ogni congresso che i partiti si avviano a svolgere.

Forza Italia è una struttura partitica che si va formando definitivamente, e sono convinto che questa stagione congressuale, formi definitivamente gli organigrammi del partito partendo dalla base cioè dal singolo iscritto.

Compiuto questo indispensabile atto di democrazia occorre strutturare il partito in modo che sia in grado di rispondere alle esigenze degli elettori e dei cittadini che vivono questa società.

Ritengo che Forza Italia anche se è un giovane partito già vecchio perché strutturato ad una società di quindici anni fa.

Con questo non voglio dire che occorra rifondare il partito, ma occorre rinnovare le strutture adeguandole ai cambiamenti avvenuti in questi anni.

Occorre cambiare il modo di essere e di lavorare del partito, occorre capire quali debbano essere le novità da apportare perché esso si apra sempre più alla società e che usi il consenso che riceve per proporre un vero cambiamento della società in cui opera.

Per fare questo occorrono idee nuove, uomini nuovi e forze giovani. Non dobbiamo imitare coloro i quali hanno il coraggio di cambiare, ma dobbiamo essere noi il modello del rinnovamento della politica e delle istituzioni.

Dobbiamo diventare il modello da imitare perché noi più degli altri abbiamo uomini, mezzi e strutture per governare l’Italia e Riccione meglio degli altri.

Voglio dire che occorre pensare ad un partito che abbia uno stretto legame fra il centro e la periferia, non è pensabile che un parlamentare di Forza Italia venga in visita per es. alla Camera di Commercio di Rimini e non incontri i dirigenti locali del partito per conoscere i problemi che questo territorio vive.

La vitalità del partito, della sua politica, che trova diciamocelo, sempre più vasti consensi fra l’elettorato ed i giovani, deve essere sostenuto da una agile azione delle strutture e dei militanti.

Il dialogo ed il coinvolgimento nella vita del partito deve essere costante e continuo e non solo durante le stagioni congressuali.

La politica ha bisogno di tutti e sempre non a periodo alterni o quando qualcuno di noi deve essere eletto: in buona sostanza voglio dire che la tessera del partito non è una formalità, ma l’essenza della vitalità di Forza Italia.

Occorre dunque costruire un partito che sappia aprirsi ai giovani, alle politiche giovanili, e contribuire alla loro crescita puntando su una scuola completamente moderna che veda anche la nostra presenza.


LA SCUOLA

La politica demolitrice seguita dal dopo ‘68 ha fatto sì che le nostre Università scivolassero nella mediocrità perché negli atenei non si fa ricerca ed i giovani che si laureano sono sottoacculturati e come tali incapaci di competere sul mercato europeo moderno.

Per risalire la china occorre dare ai giovani una risposta precisa fatta di idee nuove e coraggiose.

Occorre, com’è nel progetto di Sarkozy in Francia, “rivalutare l’eccellenza, la selezione, l’emulazione scolastica, bisogna restituire dignità alla scuola e alla trasmissione del sapere, che restano l’unica strada, anzi la via maestra per realizzare la democrazia…”.Occorre investire in strutture e risorse umane. Se è vero come è vero che i migliori matematici oggi sono indiani ed ucraini questo fatto dovrà pur indurci a riflettere e prendere gli opportuni rimedi?

Non può essere che i nostri insegnanti privati di ogni prestigio, sia sotto l’aspetto umano che sotto l’aspetto economico, abbiano rinunciato al loro ruolo tradizionale!

Impegnamoci tutti per una politica rivoluzionaria che dia prestigio ed autorità agli insegnanti, responsabilizzandoli dei risultati, premiando i più bravi con maggiori contributi e con maggiori stipendi, sicuramente seguiranno i risultati.


RAPPORTO CON LE ALTRE FORZE POLITICHE

Un ulteriore punto che voglio mettere sul tavolo di questo congresso è il rapporto dialettico fra le forze politiche.

Il nostro partito a Riccione, in questi anni, si è comportato come quella ragazza del quartiere che essendo la più bella ha assunto un’aria altamente snob, ma così snob, da finire snobbata da tutti.

In questi anni chi ha avuto la responsabilità del partito non ha avuto la capacità di creare il dialogo con nessuna delle forze politiche.

Questo comportamento ha determinato la nostra emarginazione dalla vita amministrativa della città.

Più volte mi è capitato di lanciare messaggi di dialogo all’opposizione ma tutto è stato inutile, ma non perché la maggioranza col 61% non è interessata al dialogo, semplicemente perchè, non sono state costruite le condizione per aprirci alle forze di maggiornanza.

Sono certo che il dialogo sia possibile perchè vantaggioso non solo per le forze politiche che governano la città, ma soprattutto per i cittadini che abitano la città.

Dobbiamo tutti vedere la dialettica politica ed il confronto quali strumenti di costruzione del futuro e non come spartizione di interessi.

Su questo chiedo un impegno al futuro coordinatore ed è su queste cose che misureremo le sue capacità di dirigente politico.

 

QUESTIONE MORALE

Un ultimo tema che voglio toccare è la questione morale non intesa come corruzione, ma quale etica politica.

In una società dove i partiti tradizionalmente ideologici sono scomparsi, con la fusione fredda del Partito Democratico è scomparso il vecchio PCI-PDS-DS ed è nato un nuovo soggetto privo di ideologie: cosa sarà lo dirà il futuro. Oggi è certo che non abbiamo più, nel panorama politico italiano, partiti ideologizzati, (con esclusione di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani), utili per le maggioranze ma irrilevanti nel complesso politico nazionale e locale per cui diventa importante richiamarsi all’etica che impone scelte, assunzioni di responsabilità e rinunce.

L’etica, in politica, non significa diritti bensì doveri, doveri di rinnovamento per un paese libero dove la democrazia sia la democrazia di una società aperta, moderna e pluralista nella piena espressione della sovranità popolare dove albergano l’efficacia del Governo e l’efficienza delle amministrazioni locali e soprattutto dove siano garantite le libertà e le pari opportunità dove non vi siano egemonie e nessuno pretenda di sollevare steccati nei confronti di chi non si omologa al pensiero dominante del momento.

Mi auguro che questo Congresso provveda ad avviare una nuova stagione che porti Forza Italia alla guida non solo della città di Riccione, ma anche della città capoluogo.

Grazie.

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