Riccione: riflessioni sul turismo

16 ottobre 2007

Quale consigliere comunale d’opposizione mi preme consegnare ai nostri operatori turistici alcune riflessioni affinché sappiano che Forza Italia è sempre dalla parte dello sviluppo e per questo capace di guardare oltre al contingente. Per questo si distingue dalla sinistra che si è disvelata, anche in questa legislatura, sempre più conservatrice lasciandosi sfuggire manifestazioni di grande comunicazione pubblicitaria.

Contrariamente a quanto pensa la maggioranza di governo della nostra città i risultati economici della stagione turistica sono stati quelli di una industria “a metà”.

Per questo secondo me non c’è né da stare allegri né da essere soddisfatti.

Occorre che questa industria faccia un ulteriore salto di qualità e per fare questo c’è bisogno che albergatori, bagnini e commercianti, sentano il bisogno di “rivoluzionare” le loro “gestioni”.

Pensare da imprenditori significa gestire le proprie attività in modo da avere bilanci in ordine che consentano il pagamento delle imposte e gli accantonamenti per consentire gli investimenti necessari allo sviluppo dell’azienda.

Per fare ciò occorre uscire dal sistema attuale della “stagionalità”.

Per favorire questo processo Forza Italia ha sostenuto e sostiene il Palacongressi, oppure lo sviluppo delle Terme, la realizzazione di Futurismo, lo sviluppo dell’aeroporto, la ristrutturazione del porto. Propone l’utilizzazione delle aree Ceschina per i grandi complessi turistici.

Tutto questo aiuterebbe l’economia turistica ad uscire dalla morsa della stagionalità.

Oltre a ciò occorre far diventare Riccione la meta del “non solo dello shopping”, ma la meta intermedia per altri turismi dove si può trovare relax (fitness e terme) e gustare i prodotti enogastronomici tipici della nostra terra, magari con una visita ad un interessante museo dell’arte moderna.

Questo progetto non può essere tutto a carico dell’ente pubblico per cui molto dovrà essere fatto dagli imprenditori che in primo luogo dovranno adeguare le loro strutture per far fronte ai nuovi turismi (magari trasformando le loro strutture ricettive in alberghi “caratterizzati”) e dedicarsi poi in una forte promozione turistica innovativa insieme all’Ente Pubblico.

Solo reinventadosi la nostra economia turistica potrà diventare industria, diversamente continuerà a ballare il solito valzer lento che tutti sanno come finisce …

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