Benvenuto

29 ottobre 2007

Benvenuto nel mio Blog e buona navigazione.

Il Blog è in via di costruzione, ma intanto voglio dirti che svolgo la mia attività politica in Forza Italia e quello che scrivo è il frutto del mio pensiero libero che, spero, possa essere da te condiviso.

Se così non fosse, non ti preoccupare, lasciami un tuo commento mi aiuterà ad ampliare il mio pensiero.

In ogni caso Ti ringrazio.

Marzio

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CONGRESSO FORZA ITALIA DI RICCIONE

26 ottobre 2007

Relazione a un congresso …. mai nato..!La relazione che segue non è mai stata presentata perché la mia candidatura, insieme a quella di Cosimo Iaia e Valeria Pizzolante, è stata ritirata alla vigilia del congresso a causa del comportamento scorretto del coordinatore uscente che, all’ultimo minuto, arbitrariamente, ha depositato una lista diversa da quella da noi sottoscritta.

Per protesta la maggioranza degli iscritti non ha partecipato al voto.

Il Congresso, nonostante la nostra richiesta di rinvio e con un atto di arroganza, sprezzante dei diritti degli iscritti, si è tenuto ugualmente ed il coordinatore è stato eletto con soli 40 voti su 140.

Appare a tutti evidente la scarsa capacità di rappresentare il partito di Forza Italia a Riccione, il secondo partito della città, che alle politiche ha ricevuto un consenso di circa 5.000 elettori.

Suggerimento: Per il bene del partito e degli elettori il coordinatore tragga le conclusioni si dimetta eviterà così di fare la fine del “Il nano salterino”.

 

Relazione Congresso Forza Italia Riccione 21 ottobre 2007

Un saluto a Voi tutti ed un grazie per essere intervenuti.

Vorrei iniziare questo mio intervento con una citazione di Indro Montanelli che dice:

“Combatti il tuo nemico fino all’ultima stilla di sangue ma non mancargli mai di rispetto e quando sarà caduto tendigli la mano per aiutarlo a rialzarsi”.

Indro Montanelli per testimoniarmi la sua amicizia, qualche anno prima di lasciarci, mi ha omaggiato di uno dei Suoi libri: “La stecca nel coro”.

Ecco il mio intervento oggi vuole essere la “stecca nel coro” perché la politica deve essere confronto,virile, duro, forte e senza indugi.


IL PARTITO

Forza Italia, nonostante i suoi tredici anni, è un partito giovane e come tutti i giovani soffre di democrazia in quanto fatica a confrontarsi, al suo interno, sul piano delle idee e dei valori.

Forza Italia prima di essere partito è stata una struttura in cui si sono ritrovate persone provenienti da storie culturali diverse in cui a tutti è stata offerta la libertà di esprimersi senza alcuna condizione.

Nel PDS, di alcuni anni fa, erano soliti fare “l’esame del sangue” prima di iscriverti, in Forza Italia ciò non è mai accaduto.

Tutti sono stati accolti con un unico valore: difendere la libertà.

Purtroppo la presenza di culture politiche diverse non ha ancora partorito il “comune sentire” ma ha consentito ai responsabili del partito di concentrarsi sulla loro persona perché hanno scambiato la loro affermazione come l’affermazione di una cultura politica del partito.

Mentre il liberismo del Presidente Berlusconi ha portato a risultati eccellenti in periferia la politica personale è stata deleteria perché ha impedito la crescita del partito.

Ciò è accaduto anche a Riccione.

Tale tesi è confermata dai risultati elettorali che il partito consegue: i consensi in ambito locale sono inferiori a quelli nazionali.

Nella storia politica italiana è sempre accaduto il contrario.

Finalmente, dopo qualche anno che non si riunisce l’assemblea degli iscritti, è stato convocato il Congresso.

Non vi è miglior occasione per confrontarci sui temi importanti del partito che quello congressuale.

Dopo le elezioni amministrative del 2004, che videro il nostro successo locale, che ci consentì di passare da 4 a 5 consiglieri comunali dissi che da quel momento sarebbe stato utile non disperdere il successo ed iniziare a fare politica.

L’affermazione, alquanto criticata, non solo non ha trovato accoglimento da parte del vecchio gruppo dirigente ma è risultata un argomento di divisione interna ed il risultato è che fino ad oggi l’attività del partito è rimasta bloccata mentre dilaga l’antipolitica, favorita anche da tale comportamento.

Ecco io credo che questo partito, seppur molto giovane, abbia tutti gli elementi per diventare un grande partito, anzi il partito della gente, anche in ambito locale.

Basta guardarsi intorno per vedere i segni della profonda crisi della politica che colpisce sia la società civile che quella politica.

Nella società politica è in crisi la maggioranza, non solo quella nazionale, ma anche quella locale, se è vero, come è vero, che i consigli comunali o non si tengono oppure se calanderizzati vengono rimandati; oppure se si svolgono hanno all’ordine del giorno delibere irrilevanti per lo sviluppo della città.

L’antipolitica di Grillo o della Casta, che non esclude il nostro comune, è la cattiva “reductio ad unum”, cioè la fusione dei diversi mali in uno solo, quei mali che la politica impegnata e seria dovrebbe risolvere e che, invece, rimane inerme di fronte al problema.

Questo credo sia oggi il tema pregnante di ogni congresso che i partiti si avviano a svolgere.

Forza Italia è una struttura partitica che si va formando definitivamente, e sono convinto che questa stagione congressuale, formi definitivamente gli organigrammi del partito partendo dalla base cioè dal singolo iscritto.

Compiuto questo indispensabile atto di democrazia occorre strutturare il partito in modo che sia in grado di rispondere alle esigenze degli elettori e dei cittadini che vivono questa società.

Ritengo che Forza Italia anche se è un giovane partito già vecchio perché strutturato ad una società di quindici anni fa.

Con questo non voglio dire che occorra rifondare il partito, ma occorre rinnovare le strutture adeguandole ai cambiamenti avvenuti in questi anni.

Occorre cambiare il modo di essere e di lavorare del partito, occorre capire quali debbano essere le novità da apportare perché esso si apra sempre più alla società e che usi il consenso che riceve per proporre un vero cambiamento della società in cui opera.

Per fare questo occorrono idee nuove, uomini nuovi e forze giovani. Non dobbiamo imitare coloro i quali hanno il coraggio di cambiare, ma dobbiamo essere noi il modello del rinnovamento della politica e delle istituzioni.

Dobbiamo diventare il modello da imitare perché noi più degli altri abbiamo uomini, mezzi e strutture per governare l’Italia e Riccione meglio degli altri.

Voglio dire che occorre pensare ad un partito che abbia uno stretto legame fra il centro e la periferia, non è pensabile che un parlamentare di Forza Italia venga in visita per es. alla Camera di Commercio di Rimini e non incontri i dirigenti locali del partito per conoscere i problemi che questo territorio vive.

La vitalità del partito, della sua politica, che trova diciamocelo, sempre più vasti consensi fra l’elettorato ed i giovani, deve essere sostenuto da una agile azione delle strutture e dei militanti.

Il dialogo ed il coinvolgimento nella vita del partito deve essere costante e continuo e non solo durante le stagioni congressuali.

La politica ha bisogno di tutti e sempre non a periodo alterni o quando qualcuno di noi deve essere eletto: in buona sostanza voglio dire che la tessera del partito non è una formalità, ma l’essenza della vitalità di Forza Italia.

Occorre dunque costruire un partito che sappia aprirsi ai giovani, alle politiche giovanili, e contribuire alla loro crescita puntando su una scuola completamente moderna che veda anche la nostra presenza.


LA SCUOLA

La politica demolitrice seguita dal dopo ‘68 ha fatto sì che le nostre Università scivolassero nella mediocrità perché negli atenei non si fa ricerca ed i giovani che si laureano sono sottoacculturati e come tali incapaci di competere sul mercato europeo moderno.

Per risalire la china occorre dare ai giovani una risposta precisa fatta di idee nuove e coraggiose.

Occorre, com’è nel progetto di Sarkozy in Francia, “rivalutare l’eccellenza, la selezione, l’emulazione scolastica, bisogna restituire dignità alla scuola e alla trasmissione del sapere, che restano l’unica strada, anzi la via maestra per realizzare la democrazia…”.Occorre investire in strutture e risorse umane. Se è vero come è vero che i migliori matematici oggi sono indiani ed ucraini questo fatto dovrà pur indurci a riflettere e prendere gli opportuni rimedi?

Non può essere che i nostri insegnanti privati di ogni prestigio, sia sotto l’aspetto umano che sotto l’aspetto economico, abbiano rinunciato al loro ruolo tradizionale!

Impegnamoci tutti per una politica rivoluzionaria che dia prestigio ed autorità agli insegnanti, responsabilizzandoli dei risultati, premiando i più bravi con maggiori contributi e con maggiori stipendi, sicuramente seguiranno i risultati.


RAPPORTO CON LE ALTRE FORZE POLITICHE

Un ulteriore punto che voglio mettere sul tavolo di questo congresso è il rapporto dialettico fra le forze politiche.

Il nostro partito a Riccione, in questi anni, si è comportato come quella ragazza del quartiere che essendo la più bella ha assunto un’aria altamente snob, ma così snob, da finire snobbata da tutti.

In questi anni chi ha avuto la responsabilità del partito non ha avuto la capacità di creare il dialogo con nessuna delle forze politiche.

Questo comportamento ha determinato la nostra emarginazione dalla vita amministrativa della città.

Più volte mi è capitato di lanciare messaggi di dialogo all’opposizione ma tutto è stato inutile, ma non perché la maggioranza col 61% non è interessata al dialogo, semplicemente perchè, non sono state costruite le condizione per aprirci alle forze di maggiornanza.

Sono certo che il dialogo sia possibile perchè vantaggioso non solo per le forze politiche che governano la città, ma soprattutto per i cittadini che abitano la città.

Dobbiamo tutti vedere la dialettica politica ed il confronto quali strumenti di costruzione del futuro e non come spartizione di interessi.

Su questo chiedo un impegno al futuro coordinatore ed è su queste cose che misureremo le sue capacità di dirigente politico.

 

QUESTIONE MORALE

Un ultimo tema che voglio toccare è la questione morale non intesa come corruzione, ma quale etica politica.

In una società dove i partiti tradizionalmente ideologici sono scomparsi, con la fusione fredda del Partito Democratico è scomparso il vecchio PCI-PDS-DS ed è nato un nuovo soggetto privo di ideologie: cosa sarà lo dirà il futuro. Oggi è certo che non abbiamo più, nel panorama politico italiano, partiti ideologizzati, (con esclusione di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani), utili per le maggioranze ma irrilevanti nel complesso politico nazionale e locale per cui diventa importante richiamarsi all’etica che impone scelte, assunzioni di responsabilità e rinunce.

L’etica, in politica, non significa diritti bensì doveri, doveri di rinnovamento per un paese libero dove la democrazia sia la democrazia di una società aperta, moderna e pluralista nella piena espressione della sovranità popolare dove albergano l’efficacia del Governo e l’efficienza delle amministrazioni locali e soprattutto dove siano garantite le libertà e le pari opportunità dove non vi siano egemonie e nessuno pretenda di sollevare steccati nei confronti di chi non si omologa al pensiero dominante del momento.

Mi auguro che questo Congresso provveda ad avviare una nuova stagione che porti Forza Italia alla guida non solo della città di Riccione, ma anche della città capoluogo.

Grazie.


CONGRESSO COMUNALE DI RICCIONE FORZA ITALIA

22 ottobre 2007

Il congresso politico di un partito è il momento della partecipazione, del confronto democratico e soprattutto delle idee.

Quando un congresso si svolgeva correttamente Charles Joseph de Ligne amava rispondere “Il Congresso non cammina, danza”. E’ vero a Riccione il Congresso è finito come quel valzer …….


Riccione: riflessioni sul turismo

16 ottobre 2007

Quale consigliere comunale d’opposizione mi preme consegnare ai nostri operatori turistici alcune riflessioni affinché sappiano che Forza Italia è sempre dalla parte dello sviluppo e per questo capace di guardare oltre al contingente. Per questo si distingue dalla sinistra che si è disvelata, anche in questa legislatura, sempre più conservatrice lasciandosi sfuggire manifestazioni di grande comunicazione pubblicitaria.

Contrariamente a quanto pensa la maggioranza di governo della nostra città i risultati economici della stagione turistica sono stati quelli di una industria “a metà”.

Per questo secondo me non c’è né da stare allegri né da essere soddisfatti.

Occorre che questa industria faccia un ulteriore salto di qualità e per fare questo c’è bisogno che albergatori, bagnini e commercianti, sentano il bisogno di “rivoluzionare” le loro “gestioni”.

Pensare da imprenditori significa gestire le proprie attività in modo da avere bilanci in ordine che consentano il pagamento delle imposte e gli accantonamenti per consentire gli investimenti necessari allo sviluppo dell’azienda.

Per fare ciò occorre uscire dal sistema attuale della “stagionalità”.

Per favorire questo processo Forza Italia ha sostenuto e sostiene il Palacongressi, oppure lo sviluppo delle Terme, la realizzazione di Futurismo, lo sviluppo dell’aeroporto, la ristrutturazione del porto. Propone l’utilizzazione delle aree Ceschina per i grandi complessi turistici.

Tutto questo aiuterebbe l’economia turistica ad uscire dalla morsa della stagionalità.

Oltre a ciò occorre far diventare Riccione la meta del “non solo dello shopping”, ma la meta intermedia per altri turismi dove si può trovare relax (fitness e terme) e gustare i prodotti enogastronomici tipici della nostra terra, magari con una visita ad un interessante museo dell’arte moderna.

Questo progetto non può essere tutto a carico dell’ente pubblico per cui molto dovrà essere fatto dagli imprenditori che in primo luogo dovranno adeguare le loro strutture per far fronte ai nuovi turismi (magari trasformando le loro strutture ricettive in alberghi “caratterizzati”) e dedicarsi poi in una forte promozione turistica innovativa insieme all’Ente Pubblico.

Solo reinventadosi la nostra economia turistica potrà diventare industria, diversamente continuerà a ballare il solito valzer lento che tutti sanno come finisce …


La Scuola

14 ottobre 2007

Anche in Italia,come è accaduto in Francia, dobbiamo avere il coraggio di ammettere che il ’68, in campo scolastico, ha fallito il proprio progetto e la conseguenza è stata lo sfascio della scuola stessa.

In quegli anni, nelle scuole e nelle università, per un principio di egualitarismo, si era rotto ogni schema: gli insegnanti ed i docenti non avevano la libertà di azione, gli studenti volevano discutere tutto: dai programmi scolastici alle valutazioni ed alle nomine.

Questi comportamenti venivano sostenuti anche dagli intellettuali e penso al filosofo francese Jean Guitton i cui pensieri rafforzavano le nostre idee.

Purtroppo i risultati di quella rivoluzione, oggi, sono sotto gli occhi di tutti: la nostra scuola e la nostra università sono agli ultimi posti in Europa.

Occorre dunque cambiare e, purtroppo, le manifestazioni, in tal senso, arrivate dalla sinistra di governo sono sempre impregnate di “statalismo garantista” che serve per non cambiare niente.

L’abolizione della riforma Moratti mi fa pensare a quelle amministrazioni comunali di sinistra, della provincia italiana, che, dopo aver vinto le elezioni, per dare un segnale di cambiamento distruggono l’arredo urbano della piazza costruita dalla precedente amministrazione.

La medesima cosa accade con questo governo: abolire le riforme effettuate dal precedente governo è il precetto da attuare.

Questa politica demolitrice ha fatto sì che le nostre Università scivolassero nella mediocrità: negli atenei non si fa ricerca, i giovani che si laureano sono sottoacculturati e come tali incapaci di competere sul mercato europeo moderno.

Per risalire la china occorre dare ai giovani una risposta precisa fatta di idee nuove e coraggiose.

Occorre, com’è nel progetto di Sarkozy in Francia, “rivalutare l’eccellenza, la selezione, l’emulazione scolastica, bisogna restituire dignità alla scuola e alla trasmissione del sapere, che restano l’unica strada, anzi la via maestra per realizzare la democrazia e riattivare la mobilità sociale”.

Occorre investire in strutture e risorse umane. Se è vero come è vero che i migliori matematici oggi sono indiani ed ucraini questo fatto dovrà pur indurci a riflettere e prendere gli opportuni rimedi?

Non può essere che i nostri insegnanti privati di ogni prestigio, sia sotto l’aspetto umano che sotto l’aspetto economico, abbiano rinunciato al loro ruolo tradizionale!

Battiamoci tutti per una politica rivoluzionaria che dia prestigio ed autorità agli insegnanti, responsabilizzandoli dei risultati, premiando i più bravi con maggiori contributi e con maggiori stipendi, sicuramente seguiranno i risultati.


La democrazia è partecipazione

14 ottobre 2007

La “democrazia è partecipazione” cantava Giorgio Gaber. Da qui nasce l’idea del Blog per consentire ai cittadini di partecipare alle decisioni della politica ed essere protagonisti.

La politica non può essere limitata al ristretto ambito delle sedi istituzionali con l’intervento sul provvedimento in discussione oppure con l’articolo sulla stampa o, ancora, con la ripresa televisiva, ma deve aprirsi ai cittadini e coinvolgerli perché solo così si risolvono i loro problemi reali.

Con questo Blog voglio rivolgermi, in particolare, ai giovani (che non sono per niente “bamboccioni” come dice il Ministro T. Padoa Schioppa) ed a tutti quelli che hanno un interesse “anche” per la politica affinché trovino le ragioni per un loro impegno attivo.

In buona sostanza voglio loro offrire una struttura dinamica dove è facile entrare e contare senza il timore della struttura che il partito tradizionale offre.

La politica è impegno sociale e diffusione di valori che hanno lo scopo di far crescere la società.

Purtroppo, oggi, molti partiti sono privi di valori e non rispondendo a nessuno finiscono per fare i loro interessi e favorire l’antipolitica.

Si potrebbe meglio dire che la bancarotta dei valori, cui hanno partecipato tutti i partiti della prima Repubblica e gran parte di quelli nati nella seconda, ha determinato, in questi anni, la crisi delle istituzioni, un grave deficit di democrazia ed un ulteriore impoverimento dei cittadini.

Oggi siamo tutti più poveri e meno liberi!

Questa situazione non è più tollerabile per cui o il governo e la politica iniziano a risolvere i problemi del Paese oppure bisogna “mandarli a casa” perché il tempo è scaduto.

Io credo che la politica debba inviare da subito un segnale di cambiamento perché, come dice Yulia Tymoshenko, “se le famiglie lottano ogni giorno per far quadrare i conti altrettanto deve farlo il Governo del Paese”

Ed allora una prima risposta di buona politica, all’antipolitica ed alla “Casta” di G. Stella, è quella di ridurre, da subito, il 50% dei ministri, vice-ministri, sottosegretari, assessori regionali, provinciali e comunali ed abolire i consigli di quartiere per le città che hanno meno di 500.000 abitanti.

Questo sarebbe un vero segnale di “rottura” con la politica del passato e con quella più recente.

Io ho deciso di continuare la mia professione e di impegnarmi ancora di più in politica perché credo che questo Paese possa cambiare. Concludo dicendo: “Il grado dell’intima forza e dell’integrità dell’individuo dipende dalla intensità con cui egli crede nei valori che lo muovono” (R. May), io ci credo.

Marzio Pecci