VII CONFERENZA NAZIONALE DELL’AVVOCATURA
Si è svolta a Roma, nelle giornate del 25 e 26 novembre la Conferenza Nazionale dell’Avvocatura organizzata dall’OUA. La delegazione del foro di Rimini era composta dal Presidente dell’Ordine degli avvocati, avv. Giovanni Scarpa, dal Segretario avv. Paolo Santoro, dai Consiglieri avv. Gianni Frisoni e avv. Aldo Grassi, dall’avv. Giulia Dau e dal delegato OUA dell’Emilia Romagna avv. Marzio Pecci.
I lavori della Conferenza hanno riguardato la crisi della giustizia e soprattutto il ruolo dell’avvocatura in un momento in cui essa è sotto l’attacco di una politica schizofrenica ed incompetente che non esita a intervenire sui tempi del processo e sulla condizione di decozione dell’amministrazione della Giustizia con le scorciatoie della legislazione emergenziale e dei decreti a pioggia.
L’avvocatura italiana unita (Oua , Cnf e Cassa Forense) ha voluto ricordare al governo ed alla politica che essa è un pilastro dello Stato di diritto e che vuole riaffermare il potere di difendere i diritti dei cittadini i quali non possono soggiacere né all’economia né alla politica. Non è condivisibile quella politica che vuole amministrare la giustizia senza giudici, senza avvocati e senza codici. Una giustizia amministrata da un mediatore formato con 50 ore di corso è uno “stregone”, frutto di una politica priva di orientamenti che denigra la giustizia e la Magistratura.
In materia di geografia giudiziaria è stato detto che una politica divorata dalla “accidia bipartisan” è incapace di comprendere che non esistono “Tribunali minori” da sopprimere perché non esiste una “Giustizia minore” e che il tentativo di “imprenditorializzare” la professione forense stravolge l’ identità, la specificità e, soprattutto, il patrimonio genetico della professione stessa che si è formato in oltre duemila anni di storia.
Al termine dei lavori la posizione unitaria dell’avvocatura (OUA, CNF, CASSA FORENSE) è stata consacrata in un documento che chiede:
A) Al Capo dello Stato, quale supremo garante della Costituzione, il quale in occasione del XXX Congresso Nazionale forense di Genova ha scritto che: “L’ Avvocatura costituisce una componente peculiare dello Stato di diritto perché a essa spetta l’insostituibile funzione di assicurare una efficace tutela dei diritti fondamentali della persona”, per impedire l’adozione di provvedimenti che si pongano in contrasto con i principi della Carta costituzionale, del Trattato di Lisbona e della Carta dei Diritti dell’Uomo a tutela della libertà dei cittadini e dell’indipendenza dell’Avvocatura, che esercita una attività che costituisce professione intellettuale e non attività di impresa o mercantile;
B) Al Presidente del Consiglio, al Ministro della Giustizia e ai Presidenti di Camera e Senato di convocare ad horas l’Avvocatura italiana, rappresentata dalle componenti nazionali istituzionali, politiche e associative;
C) All’Oua, al CNF e alla Cassa di Previdenza di insistere perché si instauri con il nuovo Governo un immediato e serrato confronto sui temi di cui innanzi e di assumere, in mancanza di riscontro alle sollecitazioni di cui sopra, legittime iniziative di protesta, con invito a tutti gli iscritti agli Ordini, esercenti funzioni di VPO, giudici di pace, GOT, giudici tributari, componenti dei Consigli giudiziari a rinunciare all’esercizio delle funzioni;
D) Di attuare su tutto il territorio nazionale uno stato di agitazione a tempo indeterminato con manifestazioni pubbliche, locali e nazionali, e mediante la indizione di tutte le legittime forme di protesta, anche le più dure e radicali, per la mancata considerazione della Giustizia e della difesa come un diritto dei cittadini;
E) Di convocare un Congresso straordinario dell’Avvocatura all’esito delle suindicate istanze.
Rimini, 27 novembre 2011