L’edificazione sui giardini pubblici dell’Alba è stata fortemente voluta dal sindaco Imola e dal suo assessore all’urbanistica Loretta Villa.
Hanno imposto questa opera indifferenti alle osservazioni espresse in Commissione ed in Consiglio comunale.
A prova della verità e della vibrante opposizione svolta, ai miei lettori del blog, propongo l’intervento-scontro della seduta consiliare del 18 novembre 2004, con la precisazione che le querele per diffamazione, presentate dal sindaco nei miei confronti, hanno prodotto due procedimenti penali, uno a Perugia ed uno a Bologna: Il primo è già stato archiviato dal GIP di Perugia perché il fatto non sussiste, mentre per il secondo il PM di Bologna ha chiesto l’archiviazione del procedimento.
Ecco l’intervento:
“La variante che esaminiamo questa sera ormai è stata vista in tutti gli aspetti e quindi evito di ripetervi, data l’ora, tutte le manfrine in ordine al commerciale sì, commerciale no, abbondante, non abbondante.
Quello che mi interessa rilevare è molto semplice: questa variante arriva in Consiglio Comunale dopo il passaggio, per due volte, in Commissione, anzi in due tempi, più esattamente. In un primo tempo è stata illustrata dall’architetto, e devo dire che l’architetto Mariani ha lavorato bene, accogliendo però le esigenze del suggeritore o di chi ha interessi in quel progetto. Il secondo passaggio invece è avvenuto con il dirigente e l’Assessore Villa. Nelle due serate, nei due incontri, devo dire che questo progetto, questa variante, non è stata spiegata in modo esaustivo.
Dall’inizio della legislatura, signor Sindaco, purtroppo, quando in Commissione arrivano i progetti urbanistici, né il dirigente, né gli Assessori, riescono a spiegare in un modo esaustivo il progetto che dobbiamo valutare in Consiglio. Questo mi dispiace, e non ci mette nella condizione per lavorare bene. Allora i casi sono due: o gli Assessori ed i dirigenti sono impreparati, oppure i progetti non sono sufficientemente trasparenti. Dei due io non so quale sia il motivo prevalente. Quello che le chiedo è di intervenire, di raccomandare ai suoi Assessori e ai suoi dirigenti di rappresentare in modo esaustivo i progetti che andremo ad esaminare. Questo è un dato di fatto, quindi la prego di intervenire.
La variante che stiamo esaminando ci è stata giustificata in Commissione con la necessità di sistemare quell’area per decongestionare l’Alba dai parcheggi, dall’intasamento che esiste, soprattutto in questi ultimi anni.
Io credo che questo progetto non risolva il problema – l’ho già detto in altre occasioni – perché i parcheggi hanno una destinazione strettamente privata. Il Comune, l’Amministrazione Comunale, da questo intervento non trae alcun vantaggio, atteso che per tutta quest’area che si cede, riesce ad avere in cambio solamente 30 posti auto. Io credo che questo progetto, questa variante contrasti nettamente, signor Sindaco e cari Assessori, con il vostro programma di legislatura, soprattutto là dove si legge, al punto della “Qualità urbana” che: “Questa Amministrazione, in primo luogo, mira alla qualità della città e alla qualità ambientale; vuole accrescere le aree verdi e metterle a disposizione dei cittadini per rendere ancora più vivibile la nostra città.” Io credo che questo giardino, che oggi esiste, venga, invece, completamente distrutto; poi si dà una parvenza di recupero mettendolo sul tetto delle costruzioni. È sicuramente una bella trovata architettonica, ma sicuramente non si fa, in questo caso, qualità ambientale.
Io penso di poter affermare che ormai il morbo della speculazione edilizia ha invaso il vostro cervello, si sta estendendo su tutto il corpo, è diventato una metastasi e la speculazione ormai la fa da padrona.
L’ha detto Franca Mulazzani prima, questo progetto si poteva fare in project financing, a costo zero per l’Amministrazione, ma a ciò si è preferita un’altra soluzione, questa soluzione è una soluzione speculativa, per cui, ripeto, il nostro voto sarà contrario.
PRESIDENTE
Ringrazio il Consigliere Marzio Pecci del gruppo consiliare Forza Italia. Passo ora la parola all’Assessore per le risposte……
Il Sindaco nella sua replica scatena la bagarre: …………………………………………………
“Finisco con una cosa solo: io cerco di dare il massimo della collaborazione, ogni volta che avete bisogno di me trovate le porte aperte, non accetto però che si torni, ogni tanto, su toni che sono davvero inaccettabili. Mi riferisco a te, Pecci, questi toni davvero sono inaccettabili. E se continuate su questi toni, lo dico in modo molto molto chiaro, ciascuna di queste affermazioni dovrete dimostrarla. E siccome già la prima su cui ci siamo scontrati non sei riuscito a dimostrarla e hai perso in tribunale, attenzione, perché a ogni volta che perderai in tribunale dovrai risarcire dei danni, e io li chiederò tutte le volte, perché se siamo qui per ragionare, con opinioni anche diverse, ma in modo sereno e senza offenderci, lo facciamo tutti, ma se qualcuno pensa di avere per sé il diritto e l’arroganza di offendere gli altri, hai offeso sia i dipendenti comunali, sia gli Assessori comunali, sia tutta la Giunta.
Se tu pensi di poterti arrogare il diritto di offendere tutte queste persone, hai sbagliato porta.
Di fronte a queste cose io sono di una intransigenza assoluta, e ci sbatterai la testa tutte le volte.
PRESIDENTE
Ringrazio il signor Sindaco. Do la parola al Consigliere Marzio Pecci di Forza Italia.
Cons. PECCI
Signor Sindaco, l’ho detto ad inizio serata: non confondiamo il personale con l’istituzione. Ancora una volta lei confonde l’istituzione con i fatti personali.
SINDACO
No, io ho orecchie per sentire!
Cons. PECCI.
Lei non mi interrompa, Sindaco, lei non mi interrompa!
Io svolgo la professione di avvocato, quindi agisco per conto dei clienti, quindi queste sono questioni che non entrano nella mia funzione politica, quindi lei sbaglia.
La seconda cosa che voglio rilevare: io mi sono preso una querela per delle affermazioni che io sono in grado di sostenere, non ho perso nessuna causa, e lei dice una bugia, la dice grossa, perché lei dice sempre delle bugie su queste cose. Non mi interrompa, non glielo consento! Lei non ha vinto nessuna causa, io non ho perso nessuna causa. Allora, se vuole che le risponda in questa sede, le dico che il suo dirigente è sotto processo e verrà celebrato a dicembre, questo lei lo deve sapere. Ma questi sono fatti personali. Questo non glielo consento, signor Sindaco, questo non glielo consento. Mi perdoni, non glielo consento. Per quanto riguarda le querele che lei ha fatto ai Consiglierei Pecci, Mulazzani e Ciabochi, di queste ne parleremo, ne discuteremo pubblicamente, le modalità con le quali le ha fatte, la strada che lei ha seguito, che, a mio modesto avviso, politicamente, contrasta i suoi doveri, ma di questo parleremo in altra sede. Adesso non le consento di minacciarmi, perché io non mi faccio minacciare, di minacce da lei ne ho subite troppe, ma questi, ripeto, sono fatti personali. Non si permetta mai più, nei miei confronti, di usare i toni che lei ha usato!
SINDACO
Io userò tutte le volte questi toni, ogni volta che tu offenderai me personalmente, i miei collaboratori e ciascuno dei 420 dipendenti di questo Comune. Ti assicuro che siccome tu hai perso sulla questione “Azzurra”, e domani darò a tutti il decreto che dimostra questo, poi quella è solo la prima delle questioni, arriverà anche quella della querela, che dopo saranno due, e se continui così ce ne sarà anche una terza.