Il Sindaco di Riccione, già da qualche giorno, va dicendo di un possibile ritorno in Giunta dei comunisti.
Detto che in consiglio comunale ed in città nessuno ne ha avvertito, dopo il loro allontanamento, l’assenza e nessuno sente il bisogno del loro ritorno, ciò che sconvolge maggiormente è che, fino ad oggi, il sindaco ha rifiutato di fare chiarezza sulla vicenda.
L’uso personale dell’istituzione, sempre deprecabile, che avviene nel silenzio dei partiti di maggioranza (ma il PD esiste ancora?) fa si che non si possa più delineare in modo chiaro tanto i meriti di chi amministra quanto le colpe di chi amministra male.
L’amministrazione di Riccione è diventata un vero circo Barnum che offre uno spettacolo davvero mediocre.
Il contrasto al ripristino dell’assessorato dei “rossi” è dato dal fatto che esso comporta implicazioni economiche, che si traducono in ulteriori costi, da aggiungere alla già “pazza” spesa comunale ed ulteriori assunzioni, come vuole la dissennata politica social comunista.
La città non può tollerare questo sistema rozzo di sperperare il denaro pubblico perché l’autonomia dei comuni impone una finanza locale rigida che a fronte di maggiori costi occorrono maggiori entrate la cui unica fonte è data dall’aumento del costo dei servizi.
Io credo che il periodo delle “vacche grasse” sia definitivamente tramontato e di fronte alla recessione che si sta materializzando, così come in campagna elettorale aveva anticipato il Presidente Berlusconi, sia obbligatorio procedere alla ristrutturazione delle tassazioni locali come ad es. l’occupazione di suolo pubblico, la tassa sulla pubblicità, l’Ici sulle seconde case nonché intervenire sulle “società partecipate” per ottenere la riduzione dei costi dei servizi come ad es. lo smaltimento e raccolta rifiuti.
Il nostro bilancio comunale, come ha sostenuto il Sindaco, è in “ordine” e se questo è vero, come è vero, è arrivato il momento, per fronteggiare l’inizio della recessione economica, di procedere alla ristrutturazione delle tasse e imposte locali.
Questa è un’esigenza della città ed è dovere di chi amministra tenerne conto per cambiare davvero.
Pubblicato da Marzio Pecci