Governo: Misure contro atti persecutori e violenza sessuale

26 Giugno 2008

Sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri del 18 giugno 2008, su proposta del Ministro delle Pari opportunità, Maria Rosaria Carfagna, e del Ministro della giustizia, Angelino Alfano, due disegni di legge che predispongono:

“Misure contro gli atti persecutori”;

“Misure contro la violenza sessuale”.

Il primo disegno di legge introduce nel codice penale la nuova figura di reato di “atti persecutori” (il cosiddetto “stalking“), nonché una nuova ed idonea misura cautelare e la previsione di strumenti che favoriscano le indagini (in particolare intercettazioni telefoniche, necessarie se si considera che il fenomeno si realizza spesso a mezzo di telefono). In particolare:

  • punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie scelte o abitudini di vita;
  • la pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato, o da persona che sia stata legata da relazione affettiva;
  • la pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso ai danni di un minore;
  • è previsto l’ergastolo se lo “stalker” (il persecutore) arriva a uccidere la propria vittima.

Il secondo disegno di legge rafforza la tutela penale contro la violenza sessuale; in particolare:

  1. introduce il delitto di “violenza sessuale” e quello di “violenza sessuale di gruppo” tra quelli per i quali è previsto l’arresto in flagranza, con conseguente applicazione del rito direttissimo e immediato;
  2. introduce aggravanti connesse alle modalità di azione del colpevole, come, per es.: – l’uso di sostanze che riducono la capacità di agire della vittima; – la qualità (di ascendente, genitore adottivo o tutore) dell’autore del reato; – il rapporto di “dipendenza” psicologica fra vittima e colpevole; – lo stato di gravidanza della vittima

CICCHITTO: Veltroni segue il partito dei giudici con Di Pietro

26 Giugno 2008

“A quanto sembra e’ stato tutto inutile: malgrado ripetuti ed autorevoli inviti alla cautela la maggioranza del Csm procede come un bulldozer sulla linea della contrapposizione in termini politici al Parlamento e al Governo con l’inusitata forzatura di arrogarsi il ruolo di anticipare un giudizio della Corte Costituzionale”. Lo ha affermato Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. “A questo punto emerge, in modo assai netto, che esiste un ’partito dei giudici’, la cui punta di diamante e’ l’Idv di Di Pietro. Veltroni aveva la grande occasione di rompere il cordone ombelicale con il partito dei giudici qualora avesse preso le distanze da questi nuclei della magistratura nuovamente in azione a Milano nel processo Mills contro Berlusconi. Forza Italia aveva fatto la sua parte quando, in occasione della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche contro D’Alema e Fassino e delle iniziative giudiziarie di alcuni magistrati, non aveva cavalcato la tigre, ma anzi aveva preso le distanze con una scelta ’garantista’. Al contrario, invece Veltroni non fa questo salto di qualita’. 

Le ragioni possono essere solo due: o, come testimonia il patto elettorale, tra Veltroni e Di Pietro c’e’ il filo nero di un rapporto fra un giustizialismo piu’ sofisticato e uno piu’ rozzo e forcaiolo, oppure Veltroni e’ prigioniero del demone che ha scatenato e quindi Di Pietro lo condiziona e lo trascina. Nell’una o nell’altra ipotesi fallisce la versione originaria del veltronismo, inteso come tentativo di fare del Partito Democratico una formazione politica davvero nuova e ’normale,’ e si afferma un esito negativo di un incrocio costituito da un mediocre buonismo mediatico subalterno al rozzo giustizialismo dell’IdV. Comunque Veltroni sta liquidando quel tanto di novita’ che il Partito Democratico sembrava voler esprimere e ritorna al Pds di Occhetto e di Violante, malgrado che quest’ultimo nelle sue ultime riflessioni mostri di aver superato quell’esperienza.”

26/6/2008


BERLUSCONI: Dialogo finito con questa opposizione giustizialista

26 Giugno 2008

“Dal 2006, 789 pm e magistrati si sono occupati di me per sovvertire il voto degli italiani. Non ci sono riusciti nel ’94, non ci riusciranno in questa occasione. Gli italiani hanno il diritto di farsi governare da chi hanno votato”.

Lo ha affermato Silvio Berlusconi, davanti alla platea della Confesercenti che  è l’associazione dei commercianti vicina al centrosinistra, segnalando che “ molti pm vorrebbero vedermi così” simulando le manette ai polsi. “Prima – ha spiegato Berlusconi-  passavo i sabati ad andare a trovare i miei collaboratori malati in ospedale, ora passo i sabati con i miei legali a preparare le udienze per contrastare il pm che mi attaccano. Eppure ho fiducia nei magistrati perche’ sono sempre stato assolto, ma dopo il calvario che ho dovuto subire tutti questi anni, mi indigno a vedere questa opposizione che invece di unirsi alla maggioranza sposa una linea giustizialista.”

Rispondendo a quanti ancora l’accusano di legiferare nel proprio interesse, il nostro presidente ha sottolineato: “Il mio interesse sarebbe stato di andar via dal paese e godermi i soldi che mi sono guadagnato e meritato. Quando questa opposizione non capisce un tale stato di cose il dialogo si spezza. Sono indignato nel vedere una democrazia in liberta’ vigilata, sotto il tacco dei giudici politicizzati. In una tale situazione non c’e’ piu’ possibilita’ di dialogo con una opposizione che e’ rimasta giustizialista”. Parlando ai commercianti e agli artigiani di Confesercenti, il premier ha ribadito l’impegno a “lavorare per togliere i vincoli imposti da una serie di direttive europee che sono pesi insostenibili per imprese e cittadini”. Nel suo ritorno a Bruxelles, il Presidente ha affermato di aver trovato “una Europa appesantita che e’ passata da 15 a 27 membri e che l’incidente irlandese ha bloccato nelle sue decisioni. E’ indispensabile invece che l’Unione europea si dia una politica di sicurezza comune che oggi non c’e’, una politica di difesa comune che oggi non c’e’, una politica dell’immigrazione comune che oggi non c’e’, una politica dell’energia comune che oggi non c’e’. Soprattutto, una politica comune delle imprese cui l’Europa non ha saputo dare risposte sul problema della scarsa competitivita’”.

25/6/2008