Archivio per Maggio 2008

BRUNETTA: E’ inaccettabile l’inefficienza della pubblica amministrazione

14 Maggio 2008

“Quello che conta e’ la comunicazione, il messaggio. Quello che conta e’ che il paese ha capito. E ha capito che i fannulloni nella pubblica amministrazione non hanno piu’ spazio. Chi li difende sara’ additato alla marginalizzazione e al conservatorismo. Se difendera’ i fannulloni, sara’ un sindacato contro gli italiani. Il problema non e’ mio, e’ degli italiani. Puo’ la societa’ italiana, l’economia italiana tollerare che nel pubblico impiego ci sia un tasso d’assenteismo doppio di quello del settore privato? Puo’ tollerare questo spreco? No. Percio’ io cerco di fare questa battaglia riformista e mi rivolgero’ agli italiani. Linguaggio o non linguaggio, Mao Tse Tung o non Mao TseTung. Quella frase di Mao era anche ironica ovviamente, ma se qualcuno ha la coscienza un po’ precaria si arrabbi pure. Stamattina si e’ arrabbiato anche il direttore dell’Unita’, buon per lui. Ho chiesto alla redattrice dell’Unita’ quanti fannulloni c’erano nel suo giornale, mi ha detto ’un po”. Io le ho risposto: ’Ecco perche’ il vostro giornale va male’”.Poi il ministro della Funzione pubblica ha aggiunto altri elementi:
“Sto preparando un disegno di legge di riforma che responsabilizzera’ i dirigenti. Se tollereranno tassi d’assenteismo superiori a quelli del settore privato, saranno cacciati. Se il ministro non riuscira’ a fare tutto questo, sara’ cacciato anche lui”.
Ma “perche’ non si riesce mai ad arrivare a dei licenziamenti?” gli ha chiesto Belpietro. “I provvedimenti di licenziamento, di messa in cassa integrazione ci sono tutti. Solo che nel tempo si e’ messo in piedi un tale sistema di garanzie per cui alla fine c’e’ una totale connivenza tra la politica, la dirigenza, il sindacato. Oggi non e’ piu’ possibile far finta di nulla. La gente sente l’inefficienza della pubblica amministrazione sulla propria pelle, sulle proprie famiglie, sulla propria salute, sulle proprie tasche e non e’ piu’ disposta a star zitta o a sopperire in altri modi. Per questa ragione l’altro giorno ho detto che il clima e’ cambiato. Quando incontrero’ i sindacati diro’ loro che se penseranno solo a guardarsi l’ombelico io mi rivolgero’ direttamente agli italiani. E diro’: ’Guardate il sindacato non pensa alla sanita’, alla scuola, alla sicurezza ma solo a se stesso’. E poi ne vedremo delle belle”.

CONSIGLIO COMUNALE 12 MAGGIO 2008

14 Maggio 2008

Questa delibera, come già detto in sede di dipartimento, è del tutto inadeguata per risolvere il problema dei rumori nella località Marano.

Le precedenti amministrazioni di questa città avevano risolto il problema dei rumori dei locali da ballo trasferendoli in collina.

Questa amministrazione, invece, favorendo la politica del divertimento in spiaggia ha riportato il problema dei rumori a mare della ferrovia.

Il problema del rumore è particolarmente pregnante nella società moderna perché crea un vero e proprio inquinamento dell’ambiente e l’inquinamento acustico, dopo quello urbanistico, è quello più importante.

Voglio ricordare, a voi tutti, che la tutela dell’ambiente è un dovere che spetta a tutti i soggetti dell’ordinamento, Sindaci compresi, e che si sta sviluppando, in Europa, un contenzioso nuovo per far affermare la responsabilità delle autorità pubbliche che non pongono in essere le misure preventive di tutela.

In tutte le nazioni europee, comprese quelle dell’Est, viene dato particolare rilievo al diritto all’ambiente perché è diritto di ogni cittadino avere un ambiente sano e bilanciato, da un punto di vista ecologico, così come è suo dovere difenderlo.

Voglio ricordare a Voi tutti che il diritto all’ambiente oggi è parte integrante di quel diritto più ampio che è il diritto alla salute, che è un bene costituzionalmente garantito (l’art. 32 Cost.).

Nella nostra città purtroppo fino ad oggi la Vostra maggioranza è stata abbastanza disattenta a questo tipo di tutela.

A conferma di quel che dico voglio ricordare il problema dell’inquinamento elettromagnetico con il periodo delle “antenne selvagge” e la mai risolta questione dell’erosione marina.

Fatta questa premessa, oggi, l’area maggiormente a rischio è quella del Marano che all’inquinamento acustico musicale, derivante dalle attività di divertimento insediate, si somma l’inquinamento acustico da circolazione stradale.

 Purtroppo ancora una volta i cittadini di Riccione devono prendere atto della vostra incapacità a veicolare i problemi che si presentano.

Lo abbiamo visto con la piscina, e voi della maggioranza sapete come questa minoranza si è espressa, ma voi indifferenti ai nostri appelli, alle nostre osservazioni, avete “tirato diritto”, come siete soliti affermare, e anche questa volta siete finiti “fuori strada” come le vicende di questi giorni confermano.

Con il Marano, signor assessore e signor sindaco e consiglieri di maggioranza, rischiate di fare la stessa fine.

Voi sapete che l’area del Marano non è un’area agreste ma urbana ove insistono attività alberghiere e unità residenziali dove occorre far convivere le diverse esigenze nel rispetto delle attività esistenti.

Purtroppo il regolamento che ci sottoponete è inadeguato a raggiungere questo scopo.

Conseguenza inevitabile è che le attività che dovrebbero essere regolamentate finiranno per provocare un disturbo del riposo e pericolo per la salute umana con deterioramento dell’ambiente abitativo così da interferire con la legittima fruizione dell’ambiente stesso.

In buona sostanza con questa delibera andate a confliggere con l’art. 2. della L. n. 447/1995.

Come ho avuto occasione di dire in sede di dipartimento questa delibera non contiene le misure indicative da adottare per prevenire l’immissione dei rumori.

Le prescrizioni sono del tutto generiche così generiche da essere inutili: affermare che gli impianti musicali dovranno essere dotati di “microdiffusori orientati verso il mare” e che “la musica non sia udibile fuori dal locale” significa dare una prescrizione che già si sa che non verrà osservata.

Se ciò che dico è vero, come è vero, significa che questa delibera non solo è contro legge ed inadeguata, ma lascerà irrisolto il problema della rumorosità con grave pregiudizio per tutte le attività alberghiere della zona.

Mi stupisce la posizione favorevole dell’intera maggioranza.

Sinceramente mi aspettavo di sentire qualche voce contraria, soprattutto, dai partiti minori, comunisti misti, socialisti e verdi.

Purtroppo niente.

Da voi, forze minori della maggioranza, abbiamo sempre sentito pontificare sull’ambiente ma in questi quattro anni di legislatura mai una volta ho visto alzarvi per difendere un angolo del nostro territorio.

Devo pensare che anche qui vi sentite parte di una casta inattaccabile, ma sono certo che anche a Riccione prima o poi i cittadini elettori vi faranno fare la medesima fine che, a Roma, hanno fatto fare a Rutelli ed a Veltroni e cioè che vi “manderanno a casa.

Un secondo problema che questa delibera non affronta, ed a mio avviso avrebbe dovuto farlo, è quello dell’inquinamento dovuto alla viabilità.

Il traffico caotico, che in alcune sere della settimana si sviluppa su via D’Annunzio, provoca non solo il problema delle emissioni inquinanti ma anche il problema del rumore che come gli altri rumori acustici influiscono negativamente sullo stato psico fisico e sul sistema nervoso dei cittadini e dei turisti e soprattutto sulle aziende alberghiere là ubicate.

Dicono gli assessori interessati a questa delibera, e cioè l’assessore alla polizia urbana e quello dell’urbanistica, di voler risolvere il problema mediante la deviazione del traffico a monte della ferrovia e con l’apertura di un parcheggio in quella zona.

Purtroppo devo dire che anche questa decisione appare piuttosto improvvisata perché non suffragata da un vero piano del traffico per la città.

Un terzo problema che la delibera di questa sera non affronta riguarda il problema dell’ordine pubblico.

I locali di quella zona creano assembramenti di parecchie migliaia di persone che inevitabilmente creano problemi di ordine pubblico che possono andare dagli schiamazzi notturni, alla rissa, allo spaccio di sostanze stupefacenti, ai furti o borseggi, ecc.

Interpellati in dipartimento su questo punto gli assessori hanno riferito che per questo si applicheranno le norme date dal TULLPS.

Ritengo la risposta inadeguata e semplicistica atteso che una amministrazione seria dovrebbe affrontare il problema in via preventiva.

Intervenire con azioni repressive non aiuta a risolvere il problema.

Io credo che tale modo di affrontare le questioni sia il frutto di una pratica dilettantistica che non fa certamente onore al giovane assessore alla polizia urbana ed all’assessore all’urbanistica.

Questa città ha bisogno di professionisti per cui vi sollecito a dirci quali sono le misure preventive che intendete adottare per impedire in quell’area, ad alta frequentazione di pubblico, la commissione di reati e quali siano le misure repressive che si intendono adottare anche a carico delle attività che saranno sorprese a favorire l’attività criminale; diversamente abbiate il coraggio di sospendere l’esame della delibera rinviandolo a quando avrete chiaro l’esatto percorso da seguire per evitare che il Marano diventi “terra di nessuno”

Tornando alla delibera, in esame, sotto il profilo tecnico essa affronta diversi problemi, ma ritengo siano tutti secondari rispetto all’inquinamento da rumori.

Non posso però esimermi dal denunciare, in questa sede, quanto mi hanno riferito alcuni cittadini della zona e cioè che allo stato vi sono interventi urbanistici sulle attività che pare non siano autorizzati e non siano conformi al Rue adottato.

Invito dunque l’assessore di competenza a verificare la veridicità di tali segnalazioni.

Voglio ricordare che anche gli interventi sull’arenile sono soggetti alle norme in vigore anche se le aree interessate riguardano il Marano.

Un atteggiamento acquiescente della pubblica amministrazione su questo punto non apparirebbe giustificato ed andrebbe a confermare che su quell’area tutto è possibile.

Se la delibera rimarrà quella di questa sera, in futuro, ci troveremo, da una parte, i cittadini della zona che daranno vita ad un Comitato Antirumore per rivendicare l’installazione delle barriere acustiche per ridurre l’intensità delle onde acustiche e dall’altra parte un’amministrazione che garantirà di intervenire.

Nel mezzo di questi due comportamenti avremo gli ospiti degli alberghi che se ne andranno col proposito di non ritornare più in quella zona.

DI PIETRO: IL RICHIAMO DI PETRUCCIOLI A SANTORO E’ CENSURA

4 Maggio 2008

Di Pietro manda sul suo blog un commento sul richiamo di Petruccioli (Presidente della Rai) a Santoro per la trasmissione “Annozero” di giovedì scorso lasciando intendere, al lettore, che è iniziato un periodo di censura delle idee.

L’on. Di Pietro finge di non sapere che ancora oggi, nel nostro Paese, sta governando il Presidente Prodi e che lui è un esponente di quel Governo. I cittadini non sopportano più le menzogne! Per questo gli ho inviato la mail che non pubblicherà:

 

Onorevole Di Pietro,

desidero ricordare a Lei ed ai Suoi lettori che ogni responsabilità sulle libertà violate può essere imputata solo a Lei ed al Suo Governo, atteso che ancora oggi, 3 maggio 08, state governando.

Quando il nuovo Esecutivo avrà ottenuto la fiducia del Parlamento si assumerà tutte le responsabilità.

La politica amministrativa, Visco e Prodi lo dimostrano, è ancora quella di qualche settimana fa ed è quella che gli elettori hanno “censurato” ovvero bocciato col loro voto.

Distinti saluti

Marzio Pecci

FISCO: L’ULTIMO DISASTRO DI PRODI, TOMMASO PADOA SCHIOPPA E VISCO

3 Maggio 2008

E’ giusto che gli uomini politici abbiano pubblicati i loro redditi per il principio della trasparenza, ma va evitato il fisco-spettacolo.

La denuncia dei redditi come i conti correnti bancari, appartengono alla sfera privata della persona per cui vanno sottratti alla curiosità ed all’invidia del vicino.            

Che il fisco abbia bisogno di ricorrere a nuovi sistemi di tassazione per recuperare l’evasione fiscale, compiuta, prevalentemente, da soggetti sconosciuti, è notizia nota, ma ricorrere al sistema della pubblicazione on-line dell’ammontare dell’imponibile e delle imposte versate, mi sembra proprio l’ultima vessazione compiuta da un Ministro e da un Presidente del Consiglio che sono stati platealmente “cacciati” dai cittadini.

Se qualcuno dopo la sconfitta elettorale provava un po’ di dispiacere per il governo Prodi oggi, dopo questo ultimo gesto, sarà sicuramente più sollevato.