OUA: e’ sciopero degli avvocati, Rimini tra i 100 tribunali occupati

22 gennaio 2012

14 LE INIZIATIVE APPROVATE DALL’AVVOCATURA UNITARIAMENTE PER CONTRASTARE LIBERALIZZAZIONI SELVAGGE E ROTTAMAZIONE DELLA GIUSTIZIA.
INIZIATIVE
1. Astensione dalle udienze 23 e 24 febbraio 2012.
2. Occupazione “simbolica” degli uffici giudiziari con manifestazioni territoriali e conferenze stampa in cento uffici giudiziari negli stessi giorni.
3. Plurime manifestazioni davanti a Palazzo Chigi, Camera dei Deputati e Senato.
4. Incontri locali e nazionali con le Forze Politiche ed i Parlamentari negli stessi giorni delle manifestazioni.
5. Forte presenza sui media (giornali e televisioni) per illustrare le motivazioni alla base della protesta.
6. Invito ai giudici onorari di aderire a tutte le manifestazioni indette dall’Avvocatura.
7. Stampa di manifesti e volantini da affiggere e distribuire fuori e dentro i Tribunali.
8. Invio di fax e telegrammi di protesta al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, ai Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati, al Ministro della Giustizia e al Ministro dello Sviluppo Economico.
9. Incontri con i cittadini e con le istituzioni territoriali in sedi pubbliche e private.
10. Costituzione di task force di avvocati in ogni ufficio giudiziario per sostenere e illustrare le iniziative dell’Avvocatura.
11. Convocazione urgente del Congresso Straordinario da tenersi in marzo, come da richiesta già deliberata dall’OUA.
12. Incontri e manifestazioni territoriali e nazionali con le altre professioni, aderendo sin da ora alle manifestazione di Milano (21 gennaio) e di Napoli (23 gennaio);
13. Manifestazioni in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario;
14. Manifestazioni a Strasburgo e Bruxelles in occasione dell’approvazione della direttiva sulle professioni.

Le iniziative approvate all’unanimità trovano giustificazione nella difesa della giustizia quale bene pubblico che con le liberalizzazioni approvate viene, invece, considerato un “bene di scambio” e non un servizio per il cittadino.
Gli avvocati intendono perciò opporsi alle decisioni assunte dal Governo perché ledono il lavoro autonomo e non perseguono i reali responsabili della crisi economica e di un debito pubblico insostenibile.
Con lo sciopero si chiede il ripristino delle tariffe – che garantiscono la qualità della prestazione professionale – l’esclusione dei soci di capitale dagli studi professionali, un provvedimento che costituisce un problema per le possibili infiltrazioni mafiose e la corruzione, e una legge professionale moderna che tuteli principalmente i giovani avvocati.
Inoltre respingono la norma che consente di svolgere il tirocinio durante il corso di laurea in quanto immetterebbe nella professione giovani privi dell’insegnamento di un “Maestro” e della pratica di tribunale.
Le libere professioni non sono le imprese. Gli avvocati tutelano un bene pubblico: la Giustizia e hanno bisogno, semmai, di un rafforzamento del ruolo costituzionale che ricoprono. Per questo è necessario che si approvi, al più presto, una moderna legge professionale che preveda, tra le altre cose, una maggiore tutela dei giovani avvocati, commisurando il compenso alla qualità e quantità del lavoro svolto.
Rimini, 21 gennaio 2012
Marzio Pecci

TESTO ORDINE DEL GIORNO approvato dall’Assemblea OUA

L’Assemblea dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, riunitasi in Roma nella seduta del 20/01/2012, con la presenza e la partecipazione del Presidente del C.N.F. avv. prof. Guido Alpa, del Presidente della Cassa di Previdenza, avv. Alberto Bagnoli, del Vice Presidente avv. Nunzio Luciano, dei rappresentanti dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati e delle Unioni Regionali, nonché delle Associazioni Forensi

Considerato

- Che le legittime aspettative dell’Avvocatura, che da decenni ormai invoca la Riforma dell’ordinamento forense, già deluse dal precedente Governo e stanno per essere accantonate dall’attuale Governo tecnico che, senza alcuna consultazione o confronto con gli organismi di rappresentanza istituzionale e politica, ha ritenuto di andare avanti con provvedimenti di liberalizzazione selvaggia nel deliberato intento di ridurre la funzione costituzionale dell’avvocato ad una mera attività mercantile, mortificando e comprimendo in tal modo lo stesso diritto del cittadino alla difesa, consacrato dalla Carta Costituzionale all’art. 24.
- Che l’attuale Governo tecnico ha dato una forte accelerazione al programma di liberalizzazione delle professioni in generale e dell’Avvocatura in particolare, incrementando provvedimenti urgenti in materia di giustizia che, lungi dal ridurre il contenzioso giudiziario e la durata dei processi, di fatto prevedono una serie di oneri e di attività burocratiche meramente formali a carico degli Avvocati, di fatto punitive ed afflittive dei diritti dei cittadini.
- Che l’Avvocatura unita rifiuta nel metodo e nel merito l’atteggiamento del Governo, dichiarando ancora una volta la propria disponibilità a valutare e discutere con immediatezza le iniziative utili e necessarie al miglioramento del sistema Giustizia, al fine di valorizzare la funzione difensiva nell’ambito del processo. A tal proposito conferma inoltre, la volontà di cooperare con il potere legislativo ed esecutivo per definire un disegno organico e razionale di riforma dell’ordinamento forense, in linea con le attuali esigenze dei cittadini e delle imprese anche a livello europeo.
- Che il confronto non potrà che essere aperto e sollecito e va evidenziato che il problema non è soltanto italiano ma europeo, come si evince dalle recenti dichiarazioni del Council of Bars and Law Societies of Europe, organizzazione di rappresentanza degli Avvocati di 31 Stati Europei, che ha denunziato un clima di “ erosione nell’amministrazione della Giustizia” in tutta l’Europa e registra “inquietanti tendenze che minacciano la salvaguardia dei diritti dei cittadini”. Anche gli altri colleghi Avvocati europei, quindi, propongono disponibilità al dialogo, non opponendosi sterilmente alle necessarie riforme indicate dall’U.E.

Preso atto

delle plurime manovre susseguitesi negli ultimi mesi relativamente alla liberalizzazione delle professioni, alla geografia giudiziaria e, in generale, alla giustizia civile e penale;
Tutto ciò considerato
sottopone al Presidente del Consiglio, prof. Mario Monti, al Ministro della Giustizia, prof. avv. Paola Severino, le seguenti
proposte:
1. Nel quadro delle liberalizzazioni in atto e/o in via di definizione da parte del Governo:
2. Occorre regolare in modo puntuale la nuova figura della società tra professionisti, tenendo conto delle peculiarità di ogni singola professione e, con particolare riferimento alla figura dell’avvocato, porre attenzione alla natura dell’attività forense, del dovere di riservatezza insito nella stessa, nonché alla esclusività della difesa tecnica riservata agli avvocati e costituzionalmente garantita, evitando, quindi, ogni introduzione di soci di mero capitale.
3. E’ necessario mantenere una tabella nazionale di riferimento dei compensi professionali, per evitare sperequazioni tra diversi organi decidenti e possibili evidenti speculazioni derivanti dalla eliminazione della tariffe.
4. Per favorire l’occupazione assicurare benefici fiscali in relazione alla forza lavoro occupata dai professionisti.
5. Il processo deve essere modernizzato tramite la diffusione su tutto il territorio nazionale di un processo telematico che sia effettivamente fruibile da tutti gli operatori di giustizia. Si devono prevedere nuove forme di organizzazione manageriale anche per lo smaltimento degli arretrati. Occorre ridisegnare la Magistratura Onoraria con precise garanzie e chiare incompatibilità, lavorando sulla base del progetto della Magistratura Laica predisposto dall’OUA e dei disegni di legge in discussione al Senato che ipotizzano anche l’approvazione di una legge delega, e ciò al fine di fare emergere le ragioni positive e le capacità professionali del Magistrato Onorario per conseguire l’obiettivo di un migliore e più celere andamento della giustizia. Il tutto in una disciplina omogenea che dovrà tener conto dei punti dettagliatamente indicati nel decalogo OUA e nel Patto per la Giustizia.
6. Si devono eliminare tutte le misure dettate da una fallace ed incivile logica, secondo cui per decongestionare la giustizia e renderla più veloce si pongono ostacoli all’accesso alla stessa da parte dei cittadini, tramite un indiscriminato ed irrazionale aumento dei costi, la limitazione e/o l’impedimento della possibilità di impugnare le decisioni giudiziarie, l’eliminazione della difesa tecnica e lo svilimento della figura del difensore.
7. Si deve elaborare, avendo quale obbiettivo la ridistribuzione territoriale degli attuali uffici a livello distrettuale o regionale, un piano nazionale sulla geografia giudiziaria diretto a mantenere quelle sedi giudiziarie che risultino necessarie, effettuando un’analisi approfondita dell’effettiva domanda di giustizia, dell’utenza, della cittadinanza, dell’incidenza della criminalità organizzata nel tessuto sociale, del PIL a livello locale, con la partecipazione dell’Avvocatura, tenendo come base di lavoro quello già predisposto dall’OUA, dal CNF e dalle altre componenti dell’avvocatura così da creare uffici contermini il più possibile uguali.
8. Va abrogata l’obbligatorietà della media conciliazione, anche alla luce della rimessione della questione alla Corte Costituzionale ed al sostanziale fallimento dell’istituto, così come attualmente disciplinato, sospendendo l’imminente allargamento alle materie di condominio e della responsabilità civile automobilistica, valutando l’introduzione di una pluralità di ulteriori figure di ADR, quali, a titolo esemplificativo: a) negoziato assistito alla presenza degli avvocati con facoltà di attribuire efficacia esecutiva all’accordo raggiunto (vedasi progetto Unione Triveneta dei COA); b) previsione di strumenti di istruzione preventiva da svolgere alla presenza dei soli avvocati con le garanzie del contraddittorio, il tutto con reali e concreti incentivi, non solo fiscali, per i cittadini in caso di accesso agli stessi.
9. Vanno diffuse sull’intero territorio nazionale prassi virtuose utilizzate da importanti sedi giudiziarie (in primis il Tribunale di Torino – metodo Barbuto) per la rapida definizione dell’arretrato civile, previa redazione di protocolli, concordati tra magistratura, avvocatura e rappresentanze del personale di Cancelleria;
10. Va ribadita la necessità che il tirocinio forense vada espletato unicamente presso gli studi legali, unici soggetti in grado di garantire un’effettiva preparazione pratica all’esercizio della professione, non potendosi delegare alle Università funzioni che non sono loro proprie.

Vista
• l’inesistenza di un dialogo costruttivo, voluto dall’avvocatura, ma non recepito dal Governo;
• l’intento di squalificare la funzione costituzionale dell’avvocato con liberalizzazioni selvagge e con la rottamazione della giustizia civile,
l’Assemblea OUA approva le seguenti immediate

INIZIATIVE
1. Occupazione “simbolica” degli uffici giudiziari con manifestazioni territoriali e conferenze stampa in cento uffici giudiziari in due giorni 23 e 24 febbraio 2012.
2. Plurime manifestazioni davanti a Palazzo Chigi, Camera dei Deputati e Senato.
3. Astensione dalle udienze negli stessi giorni.
4. Incontri locali e nazionali con le Forze Politiche ed i Parlamentari negli stessi giorni delle manifestazioni.
5. Acquisto di pagine dei giornali e presenze televisive nelle stesse giornate.
6. Invito ai giudici onorari di aderire ad tutte le manifestazioni indette dall’Avvocatura.
7. Stampa di manifesti e volantini da affiggere e distribuire fuori e dentro i Tribunali.
8. Invio di fax e telegrammi di protesta al Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, ai Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati, al Ministro della Giustizia e al Ministro dello Sviluppo Economico.
9. Incontri con i cittadini e con le istituzioni territoriali in sedi pubbliche e private.
10. Costituzione di task force di avvocati in ogni ufficio giudiziario per sostenere e illustrare le iniziative dell’Avvocatura.
11. Convocazione urgente del Congresso Straordinario da tenersi in marzo, come da richiesta già deliberata dall’OUA.
12. Incontri e manifestazioni territoriali e nazionali con le altre professioni, aderendo sin da ora alle manifestazione di Milano (21 gennaio) e di Napoli (23 gennaio);
13. Manifestazioni territoriali in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario;
14. Manifestazioni a Strasburgo e Bruxelles in occasione dell’approvazione della direttiva sulle professioni.
Roma, 20 gennaio 2012

Il Segretario Il Presidente
Avv. Fiorella Ceriotti Avv. Maurizio de Tilla


Mediaconciliazione: restano forti le critiche dell’Oua. Rimini, in alternativa a Bari, è stata proposta come sede per il Congresso Straordinario Forense organizzato dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura.

19 dicembre 2011

La proposta arrivata dal delegato riminese Marzio Pecci, è stata avanzata nel corso dell’Assemblea Oua di ieri nella quale gli avvocati hanno stigmatizzato l’operato del Guardasigilli, Paola Severino, “perché con i provvedimenti che sta adottando rafforza le barriere per accedere alla giustizia civile.” L’Oua conferma la propria critica nei confronti del sistema di conciliazione, vigente da oltre 9 mesi,
definito “incostituzionale e inutile ai fini deflativi.” Previste mobilitazioni nel mese di gennaio con iniziative anche a Rimini.


OUA: condiviso il documento di Cassa Forense contro il decreto “Salva Italia”

17 dicembre 2011

“Il Comitato dei Delegati della Cassa Forense esprime netta contrarietà alle misure imposte dal Governo in materia di Enti Previdenziali dei liberi professionisti, perchè misure tecnicamente errate e tendenti a scardinare un impianto che, attraverso recenti riforme adottate, assicura la sostenibilità a lungo termine.

Cassa Forense non garantisce privilegi, ha un tetto massimo pensionistico di 45.000,00 euro, fonda il suo impianto sulla solidarietà, ha portato l’età pensionabile a 70 anni, ha un patrimonio solido ed in grado di assicurare i diritti di tutti gli iscritti a fruire delle prestazioni previdenziali ed anche di interventi assistenziali, senza alcuna contribuzione dello Stato.

In luogo di favorire la tutela delle fasce più giovani e più deboli, come si tende a far credere, l’imposizione di questi vincoli comporterà per esse un inevitabile aggravio contributivo cui non corrisponderà l’adeguatezza dei trattamenti.

E’ l’ultimo di una serie di interventi penalizzanti per le professioni e segnatamente per la professione forense, che mortificano una funzione garantita dalla Costituzione e gravano su una categoria che subisce il peso dell’elevatissimo numero dei nuovi ingressi e delle conseguenze della pesante crisi economica in corso.

Il Comitato dei Delegati si oppone al disegno di privare Cassa Forense della propria autonomia e metterà in campo tutte le iniziative idonee a contrastare ogni forma di attacco all’indipendenza dell’avvocatura.


AVVOCATI: il Governo vuole la nostra Cassa, difendiamola uniti

17 dicembre 2011

La Camera vota la fiducia: intanto il Presidente del Consiglio pensa come rubare la Casse dei professionisti.
Già col decreto Monti è stato disposto l’accorpamento dell’Inpdap e dell’Enpals con l’Inps anche se l’Enpals aveva un attivo di bilancio pari ad un miliardo di euro.
Dopo questa decisione, avvenuta nonostante le critiche dei sindacati, sta arrivando il momento dell’esproprio delle Casse dei professionisti.
Questa è la ragione per la quale la politica dei finanzieri e di Confindustria preme per liberalizzare le professioni.
Liberalizzare le professioni di avvocati, notai e farmacisti non comporta crescita del PIL però se si aboliscono gli ordini le Casse dovranno essere sciolte ed il patrimonio dovrà, inevitabilmente, finire nella cassa dell’INPS che già gestisce la previdenza.
Il trucco l’abbiamo scoperto, così come abbiamo scoperto gli sciocchi servi dei poteri forti, (Monti, Catricalà, Passera, Severino, Boeri, ecc.) per questo occorre reagire subito, tutti i professionisti si mettano insieme per combattere questo dissennato modo di governare dei professori.
I nostri soldi devono essere difesi da chi ha saccheggiato, in questi anni, il patrimonio del Paese!
La politica torni ad essere credibile, riconquisti il proprio ruolo ed abbia il coraggio di “staccare la spina” a questo governo per andare al voto!
Noi, “i professionisti per l’Italia”, siamo pronti al contributo per salvare la democrazia e le Casse di previdenza!


OUA: comunicato stampa VII Conferenza Nazionale dell’Avvocatura, l’avvocatura unita contro l’atto della politica e del governo

28 novembre 2011

VII CONFERENZA NAZIONALE DELL’AVVOCATURA

Si è svolta a Roma, nelle giornate del 25 e 26 novembre la Conferenza Nazionale dell’Avvocatura organizzata dall’OUA. La delegazione del foro di Rimini era composta dal Presidente dell’Ordine degli avvocati, avv. Giovanni Scarpa, dal Segretario avv. Paolo Santoro, dai Consiglieri avv. Gianni Frisoni e avv. Aldo Grassi, dall’avv. Giulia Dau e dal delegato OUA dell’Emilia Romagna avv. Marzio Pecci.

I lavori della Conferenza hanno riguardato la crisi della giustizia e soprattutto il ruolo dell’avvocatura in un momento in cui essa è sotto l’attacco di una politica schizofrenica ed incompetente che non esita a intervenire sui tempi del processo e sulla condizione di decozione dell’amministrazione della Giustizia con le scorciatoie della legislazione emergenziale e dei decreti a pioggia.
L’avvocatura italiana unita (Oua , Cnf e Cassa Forense) ha voluto ricordare al governo ed alla politica che essa è un pilastro dello Stato di diritto e che vuole riaffermare il potere di difendere i diritti dei cittadini i quali non possono soggiacere né all’economia né alla politica. Non è condivisibile quella politica che vuole amministrare la giustizia senza giudici, senza avvocati e senza codici. Una giustizia amministrata da un mediatore formato con 50 ore di corso è uno “stregone”, frutto di una politica priva di orientamenti che denigra la giustizia e la Magistratura.
In materia di geografia giudiziaria è stato detto che una politica divorata dalla “accidia bipartisan” è incapace di comprendere che non esistono “Tribunali minori” da sopprimere perché non esiste una “Giustizia minore” e che il tentativo di “imprenditorializzare” la professione forense stravolge l’ identità, la specificità e, soprattutto, il patrimonio genetico della professione stessa che si è formato in oltre duemila anni di storia.
Al termine dei lavori la posizione unitaria dell’avvocatura (OUA, CNF, CASSA FORENSE) è stata consacrata in un documento che chiede:
A) Al Capo dello Stato, quale supremo garante della Costituzione, il quale in occasione del XXX Congresso Nazionale forense di Genova ha scritto che: “L’ Avvocatura costituisce una componente peculiare dello Stato di diritto perché a essa spetta l’insostituibile funzione di assicurare una efficace tutela dei diritti fondamentali della persona”, per impedire l’adozione di provvedimenti che si pongano in contrasto con i principi della Carta costituzionale, del Trattato di Lisbona e della Carta dei Diritti dell’Uomo a tutela della libertà dei cittadini e dell’indipendenza dell’Avvocatura, che esercita una attività che costituisce professione intellettuale e non attività di impresa o mercantile;
B) Al Presidente del Consiglio, al Ministro della Giustizia e ai Presidenti di Camera e Senato di convocare ad horas l’Avvocatura italiana, rappresentata dalle componenti nazionali istituzionali, politiche e associative;
C) All’Oua, al CNF e alla Cassa di Previdenza di insistere perché si instauri con il nuovo Governo un immediato e serrato confronto sui temi di cui innanzi e di assumere, in mancanza di riscontro alle sollecitazioni di cui sopra, legittime iniziative di protesta, con invito a tutti gli iscritti agli Ordini, esercenti funzioni di VPO, giudici di pace, GOT, giudici tributari, componenti dei Consigli giudiziari a rinunciare all’esercizio delle funzioni;
D) Di attuare su tutto il territorio nazionale uno stato di agitazione a tempo indeterminato con manifestazioni pubbliche, locali e nazionali, e mediante la indizione di tutte le legittime forme di protesta, anche le più dure e radicali, per la mancata considerazione della Giustizia e della difesa come un diritto dei cittadini;
E) Di convocare un Congresso straordinario dell’Avvocatura all’esito delle suindicate istanze.
Rimini, 27 novembre 2011


OUA: Conferenza Nazionale, lettera agli avvocati del foro di Rimini, Forlì e Ravenna

27 novembre 2011

Carissimi Colleghi,

la prossima settimana si terrà a Roma la Conferenza Nazionale dell’Avvocatura che quest’anno coincide con l’inizio di attività del nuovo governo.

L’avvocatura ha, in questo particolare situazione economica nazionale, il dovere di offrire al nuovo Governo la piena disponibilità per modernizzare la professione forense e la giustizia italiana rimettendo nei giusti binari il dibattito sulla riforma ed eliminando, sin da ora, quei provvedimenti che tendono a snaturare il mondo delle libere professioni.

Come ben sapete gli ordini professionali sono sotto la mannaia dell’abrogazione e per questo dobbiamo reagire “uniti” ed in tanti affinché il Governo proceda alle correzioni del “decreto di stabilita” e fermi, una volta per tutte, l’attacco della politica all’avvocatura manifestato con la mediaconciliazione obbligatoria (all’esame anche della Corte di Giustizia Europea), con la delega sulla geografia giudiziaria contenuta nella manovra Economica Bis (la Regione Puglia ha già annunciato ricorso, nonché l’Oua ha prospettato un analogo intervento) e, ora, con il comma 2 dell’articolo 10 della legge di stabilità.

La Conferenza Nazionale dell’Avvocatura, a cui sono stati invitati il Presidente del Consiglio ed il neo Ministro di Giustizia, dovrà partecipare al Governo, al Parlamento, alle Istituzioni tutte ed ai cittadini la nostra disponibilità al dialogo per prendere, con urgenza, decisioni importanti e strutturali per riformare la professione forense – partendo dalla tutela degli avvocati giovani e delle donne e dalla valorizzazione del merito – e per modernizzare il sistema giustizia, aggredendo l’arretrato e riducendo i tempi dei processi.

Per assumere queste iniziative e dare ad esse forza ed autorevolezza occorre essere presenti in tanti e per questo Vi invito a partecipare e, se ancora non lo avete fatto, ad iscriverVi per i giorni 25 e 26 novembre prossimi.

Per concludere Vi ricordo che la partecipazione alla Conferenza Nazionale dell’Avvocatura ha anche valore di formazione con il riconoscimento di 12 crediti.

Conto su di Voi!

Rimini, 17 novembre 2011


OUA: RC auto non passa alla Camera il DPR che taglia i risarcimenti ai cittadini

27 novembre 2011

VOTATA A GRANDISSIMA MAGGIORANZA UNA MOZIONE CHE RECEPISCE LA DELIBERA DELL’O.U.A CONTRO LA “TAGLIARISCARCIMENTI”

L’assemblea dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, non appena era stato preannunciato il D.P.R “tagliarisarcimenti” aveva approvato un deliberato contro il provvedimento varato dal Consiglio dei ministri, rilevando che il provvedimento, caso strano, interveniva appena due mesi dopo che una sentenza della Cassazione aveva stabilito che le tabelle del tribunale di Milano fossero quelle da ritenersi più congrue per il metodo di calcolo e i valori determinati.

L’Oua aveva rilevato come i valori pecuniari di cui alla bozza di DPR si discostassero totalmente e apoditticamente da quelli della tabella del Tribunale di Milano, ritenuta dalla Suprema Corte congrua e rispettosa dei diritti dei danneggiati, e che non fossero nemmeno adeguati all’inflazione intervenuta medio tempore dal 2001 e perciò ulteriormente penalizzanti; inoltre al di fuori di ogni previsione legislativa che fossero stati individuati valori differenti per uomini e donne. Uno scandalo, un inaccettabile colpo di mano a danno dei cittadini.

Era evidente l’illogicità e l’approssimazione con cui era stato redatto il DPR che evidentemente quanto ai valori pecuniari voleva tener conto solo delle pressioni delle lobbies assicurative e non certo del rispetto del principio dell’integralità del risarcimento del danno.

L’Oua nella delibera adottata aveva inoltre evidenziato come la normativa in itinere avrebbe colpito i cittadini più deboli e fosse foriera in futuro di un distorto utilizzo come base logistica per limitare anche altre tipologie risarcitorie quali quelle della malasanità o degli infortuni sul lavoro.

Il presidente dell’Oua, Maurizio de Tilla, aveva quindi, nell’espletamento del suo mandato assembleare diffuso la delibera sulla stampa e a tutti i parlamentari ritenuti sensibili alle giuste istanze di giustizia ed equità nella materia del risarcimento del danno in R.C.A. La Camera dei deputati nella seduta 540 di lunedì 24 ottobre 2011 ha quindi recepito l’appello dell’Oua votando con schiacciante maggioranza (478 a favore contro 35 contrari) la mozione.


OUA: dalla “protesta alla proposta” manifestazione nelle 100 città

27 novembre 2011

DOPO IL SUCCESSO DELLE MANIFESTAZIONI DELL’AVVOCATURA, IN OLTRE 100 CITTÀ E UFFICI GIUDIZIARI DEL 6 E 7 OTTOBRE, IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA PALMA NON PUÒ GIRARE LE SPALLE

Le manifestazioni dell’avvocatura italiana, che hanno segnato il passaggio dalla “Protesta alla Proposta” con la presentazione del “New Deal per la giustizia italiana”, si sono svolte in oltre 100 sedi di tribunale con grande partecipazione ed interesse.
Il successo dell’iniziativa dimostra la volontà costruttiva della classe forense per restituire centralità nell’agenda politica ai veri problemi della giustizia, quelli che colpiscono i cittadini comuni, le famiglie, l’amministrazione pubblica, il nostro mondo produttivo, non solo le imprese, ma anche i piccoli commercianti, gli artigiani, i lavoratori autonomi.
In questo modo l’avvocatura non ha voluto scioperare, ma ha deciso di trasformare la protesta in centinaia di momenti di incontro e proposta con le istituzioni, i sindaci e i cittadini.
Da Caltanissetta a Bologna fino a Mondovì passando per decine di altri piccoli e grandi centri, in un totale di oltre 100 città e uffici giudiziari, l’Oua insieme ai Consigli degli Ordini, al Coordinamento Nazionale degli Ordini Minori e diverse associazioni forensi, hanno dato vita attraverso assemblee, convegni, incontri, conferenze stampa aperte agli amministratori locali a un’onda di cambiamento a sostegno di una Giustizia migliore, più efficiente ed in grado di restituire competitività all’Italia.
Forte e chiaro è stato il dissenso dai provvedimenti in materia di geografia giudiziaria contenuti nell’ultima manovra economica del Governo.
Sono stati presentati i quattro manifesti di proposta, perché si applichi il Decalogo Oua (estensione del processo telematico, innovazione tecnologica, managerializzazione degli uffici giudiziari, applicazione delle best practice, riforma della magistratura laica, trasparenza sulle spese di giustizia, diverso utilizzo del contributo unificato) e il Patto per la giustizia, sottoscritto con tutti gli operatori del settore e l’Anm. Contro la mediaconciliazione-obbligatoria (incostituzionale e al vaglio della Corte di Giustizia Europea), contro la chiusura dei tribunali minori (sarà presentato anche un ricorso alla Consulta) per la modifica dell’articolo della manovra economica che equipara le imprese alle professioni e per la riforma forense.

L’azione dell’avvocatura non è limitata alla semplice opposizione nei confronti di una manovra economica che non risolve affatto i problemi della Giustizia in Italia, ma è volta ad indicare al Governo che è necessario cambiare strada e ritornare sulla via del dialogo, con chi opera in trincea nei tribunali tutti i giorni.

Dopo questa grande manifestazione nazionale l’Oua convoca tutti gli avvocati a partecipare alla Conferenza Nazionale dell’Avvocatura che si terrà a Roma nei giorni 25 e 26 novembre ed auspica l’apertura di un tavolo di confronto con il Governo e le parti politiche. I documenti, i dossier e i quattro manifesti, sono già stati inviati al Guardasigilli. Ora attendiamo risposte.
Rimini, 10 ottobre 2011


Tribunale, rivolta per rinforzi dell’organico a Cesena

11 ottobre 2011

Dal Resto del Carlino on line: Rimini, 10 ottobre 2011 – In riviera non piace per nulla l’ipotesi di spostare temporaneamente personale dagli uffici giudiziari di Rimini alla sezione distaccata di Cesena del Tribunale di Forli’, citata dal sottosegretario alla Giustizia Massimo Caliendo rispondendo a un’interrogazione alla Camera. Nelle ultime ore, infatti, sia la Provincia di Rimini sia l’Avvocatura locale chiedono chiarimenti. Replicando al deputato del Pd cesenate Sandro Brandolini che aveva segnalato la carenza di personale a Cesena, Caliendo- come si legge nel testo della risposta scritta inserita sul sito della Camera- ha citato la possibilita’ di trasferire personale da Rimini a Cesena “come peraltro suggerito dallo stesso onorevole Brandolini”, secondo accordi del 2007 sulla mobilita’ interna. La competenza sull’eventuale trasferimento, ha sottolinato Caliendo, e’ del presidente della Corte d’Appello (per gli uffici giudicanti) e del procuratore Generale (per gli uffici requirenti).

L’assessore della Provincia riminese ai Servizi sociali, Mario Galasso, spera che non sia “un equivoco” e si chiede oggi “se il sottosegretario sia a conoscenza dei gravi disagi in cui versa il Tribunale di Rimini”. Infatti, ricorda Galasso in una nota, “il contesto riminese, da sempre caratterizzato da carichi superiori alla media, da critico rischia di compromettersi in maniera irreversibile. Il Tribunale di Rimini e’ quanto ad organico al penultimo posto come Tribunale del distretto. Che si tratti di fatto oggettivo, e’ testimoniato dalla circostanza che Rimini- proprio in quest’ultimo periodo- sia divenuta ‘sede disagiata’ per un posto di giudicante”.

Del resto, prosegue Galasso, “l’insostenibilita’ della situazione, reiteratamente segnalata dalla presidenza del Tribunale a tutte le sedi competenti, e’ stata fronteggiata solo grazie all’abnegazione del personale di cancelleria e dei magistrati in servizio, ai quali si e’ chiesto di definire carichi di lavoro sempre piu’ quantitativamente e qualitativamente significativi”, continua Galasso. La Provincia sta predisponendo “uno specifico ordine del giorno che rafforzi le giuste e legittime richieste” del Tribunale di Rimini, evidenzia Galasso: “Ci aspettiamo dal ministro della Giustizia Nitto Francesco Palma atti concreti per rispondere ai reali problemi di un Tribunale come il nostro, sotto organico nonostante un’attivita’ superiore alla media”.

Anche l’Avvocatura si fa sentire. Marzio Pecci dell’Oua fa sapere che la risposta del sottosegretario “lascia basita tutta l’Avvocatura riminese: “La proposta di Caliendo mostra la totale improvvisazione degli uffici del ministero nell’affrontare il problema della carenza di personale nei Tribunali di Rimini e Forli’ (il tribunale di Cesena e’ sede distaccata di Forli’)”. Proprio lo scorso 28 giugno l’Oua aveva esposto ai parlamentari locali di maggioranza e di opposizione le difficolta’ di Rimini, dove mancano 15 giudici e 18 operatori amministrativi. Pecci rilancia: “Sottrarre personale a Rimini per spostarlo a Cesena significa aggravare ulteriormente la situazione riminese e non risolvere il problema di Cesena a cui si aggiungera’, a breve, il problema di Forli’. I parlamentari locali, dunque, si adoperino per rappresentare al ministro ed al sottosegretario Caliendo la grave crisi del Tribunale di Rimini (non a caso classificato, da ‘Panorama’, tra i 7 peggiori d’Italia) e li sollecitino ad una soluzione”.


TRIBUNALE. Non praticabile il trasferimento di personale da Rimini a Cesena

10 ottobre 2011

Trasferire personale dal tribunale di Rimini a Cesena? Una strada non praticabile secondo il presidente della Corte d’Appello regionale che mette così fine alla querelle nata dopo le dichiarazioni del sottosegretario Caliendo.
Dopo le dichiarazioni del delegato OUA Pecci e dell’assessore provinciale Galasso, a tranquillizzare gli animi ci ha pensato in serata il presidente della corte d’appello dell’Emilia Romagna, Giuliano Lucentini. Come preannunciato dallo stesso Pecci, Lucentini ha infatti confermato all’Agenzia Dire che il Tribunale di Rimini è quello in maggior sofferenza nel distretto con una scopertura del 25% e lavora grazie all’apporto a turno di magistrati di Forlì. Il presidente, cui spettano le decisioni sui trasferimenti di personale da un ufficio all’altro, ha quindi definito “non praticabile” il trasferimento di personale da Rimini a Cesena.


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